Bando Marchi+ 2026: guida completa per le PMI

Marchi+ è il contributo in conto capitale del MIMIT, gestito da Unioncamere, che finanzia la registrazione internazionale dei marchi delle PMI: Misura A fino all’80% delle spese (max 6.000 € per marchio) per l’EUIPO, Misura B fino al 90% (max 9.000 €) per l’OMPI. Per il 2026 sono stati stanziati 2 milioni di euro: il decreto di programmazione è già pubblicato, l’avviso operativo è atteso entro il 28 settembre 2026.

AGGIORNAMENTO SETTEMBRE 2026

Il decreto direttoriale MIMIT del 28 luglio 2026 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 200 del 29 agosto 2026) ha programmato le risorse per la riapertura 2026 di Brevetti+, Disegni+ e Marchi+: 32 milioni di euro complessivi, di cui 2 milioni destinati a Marchi+ — la misura con la dotazione più contenuta delle tre. È un atto di programmazione finanziaria, non ancora il bando operativo: gli avvisi con requisiti definitivi, importi e date di apertura sportello dovranno essere adottati entro il 28 settembre 2026. I dati su percentuali, massimali e requisiti riportati in questa pagina fanno riferimento all’edizione 2025 e vanno riverificati alla pubblicazione dell’avviso ufficiale.

IN SINTESI (dati edizione 2025, da riverificare)

  • Chi: micro, piccole e medie imprese italiane titolari di un marchio depositato o registrato presso EUIPO (Misura A) o OMPI (Misura B).
  • Quanto: Misura A fino all’80% delle spese, massimo 6.000 € per marchio; Misura B fino al 90%, massimo 9.000 € per marchio; percentuali elevate rispettivamente all’85% e al 95% con certificazione di parità di genere.
  • Entro quando: procedura a sportello con valutazione in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse.
  • Come: domanda esclusivamente online tramite la piattaforma di Unioncamere.
  • Cumulabilità: per uno stesso marchio i servizi di ricerca di anteriorità sono alternativi tra loro, non cumulabili; per il resto verificare caso per caso il regime di aiuto indicato nell’avviso.


Cosa prevede il decreto di programmazione 2026 per Marchi+?

Il decreto MIMIT del 28 luglio 2026 stanzia 2 milioni di euro per Marchi+, su una dotazione complessiva di 32 milioni condivisa con Brevetti+ e Disegni+.

Si tratta dell’atto di programmazione annuale previsto dall’art. 32, comma 11, del D.L. 30 aprile 2019, n. 34 (conv. con modif. dalla L. 28 giugno 2019, n. 58), con cui il Ministero delle Imprese e del Made in Italy stabilizza il sostegno alle PMI sulla proprietà industriale. Il decreto non apre lo sportello: fissa solo le risorse e il termine entro cui la Direzione generale per gli incentivi alle imprese dovrà adottare e pubblicare i singoli avvisi operativi, con requisiti definitivi e date di apertura.

  • Brevetti+: 20 milioni di euro, gestione affidata a Invitalia.
  • Disegni+: 10 milioni di euro, gestione affidata a Unioncamere.
  • Marchi+: 2 milioni di euro, gestione affidata a Unioncamere.

La dotazione di 2 milioni era già in vigore per Marchi+ nell’edizione 2025: il decreto dà quindi continuità allo strumento, senza modificarne l’impianto complessivo. Essendo la misura con il budget più contenuto delle tre, è storicamente anche quella che si esaurisce più rapidamente in proporzione alle domande attese.

ATTENZIONE — POLIZZA CATASTROFALE OBBLIGATORIA

Nell’edizione 2025 Marchi+ richiedeva espressamente la copertura assicurativa obbligatoria contro i rischi da calamità naturali ed eventi catastrofali (L. 213/2023 e DL 39/2025), oltre al consueto DURC regolare. È lo stesso requisito trasversale che vale per Brevetti+ e Disegni+: verificalo prima di presentare domanda, perché la sua assenza può bloccare l’erogazione anche a progetto approvato.


Chi può partecipare al bando Marchi+?

Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese italiane titolari di un marchio depositato o registrato presso EUIPO (per la Misura A) o presso OMPI (per la Misura B).

I requisiti principali riguardano la tempistica del deposito e, per la Misura B, il pagamento delle relative tasse. Nell’edizione 2025 la soglia era il 1° gennaio 2022: va riverificata sull’avviso 2026.

  • Per la Misura A (EUIPO): aver effettuato, a decorrere dal 1° gennaio 2022, il deposito della domanda di registrazione presso EUIPO e aver pagato le relative tasse di deposito; oppure aver già ottenuto la registrazione del marchio dell’Unione europea.
  • Per la Misura B (OMPI): aver effettuato, a decorrere dal 1° gennaio 2022, il deposito e il pagamento delle tasse presso OMPI, e ottenuto la registrazione o la pubblicazione sul Madrid Monitor.

Un’impresa con più marchi, o con lo stesso marchio esteso sia a livello UE sia internazionale, può presentare più domande distinte, una per ciascun marchio/misura, nel rispetto dei limiti di importo previsti per singolo marchio.


Misura A o Misura B: qual è la differenza?

La Misura A copre la registrazione del marchio a livello europeo presso EUIPO, la Misura B la registrazione internazionale presso OMPI: hanno percentuali, tetti di spesa ed enti di riferimento diversi, e vanno scelte in base a dove serve davvero protezione.

È la differenza che online viene riportata più spesso in modo impreciso, con le percentuali delle due misure scambiate tra loro. Il prospetto seguente riassume i dati dell’ultima edizione.

Misura A — EUIPOMisura B — OMPI
Ambito di protezioneMarchio dell’Unione europeaMarchio internazionale (designazione Paesi OMPI)
Percentuale ordinaria80%90%
Percentuale con certificazione parità di genere85%95%
Massimale per marchio6.000 €9.000 €

Un’impresa che ha registrato lo stesso marchio sia presso EUIPO sia presso OMPI può, in linea di principio, presentare domanda su entrambe le misure per lo stesso marchio, nel rispetto dei requisiti e dei tetti propri di ciascuna.


Quali spese sono ammissibili?

Sono ammissibili le tasse di deposito o registrazione e i servizi specialistici esterni per la progettazione, il deposito e la tutela del marchio, con un elenco che si sovrappone in gran parte tra Misura A e Misura B.

  • Progettazione della rappresentazione: elaborazione grafica del marchio (esclusi i marchi puramente denominativi), a cura di un professionista o azienda di progettazione grafica.
  • Assistenza per il deposito: compilazione della domanda e attività di deposito presso EUIPO o OMPI, a cura di un consulente in proprietà industriale o di un avvocato.
  • Ricerche di anteriorità: verifica dell’esistenza di marchi identici o simili in potenziale conflitto — per uno stesso marchio, questo servizio non è cumulabile con altre voci di ricerca equivalenti.
  • Assistenza legale per opposizioni: difesa in procedimenti di opposizione depositati da terzi dopo la domanda di registrazione, a cura di un consulente in proprietà industriale o di un avvocato.
  • Tasse di deposito o registrazione: presso EUIPO per la Misura A, presso OMPI per la Misura B.

Ogni servizio specialistico deve essere reso da un professionista qualificato nella materia (consulente in proprietà industriale iscritto all’albo, avvocato, professionista grafico con partita IVA): un fornitore non qualificato può rendere il servizio non ammissibile anche a spesa correttamente documentata.


Quanto vale il contributo e come si calcola?

Il contributo è calcolato in percentuale sulle spese ammissibili, entro il massimale per marchio previsto da ciascuna misura: 6.000 € per la Misura A, 9.000 € per la Misura B.

Esempio Misura A. Un’impresa sostiene 5.000 € di spese ammissibili per la registrazione di un marchio UE (progettazione, deposito, ricerca di anteriorità). Contributo all’80%: 4.000 €, interamente riconosciuto perché sotto il massimale di 6.000 €.

Esempio Misura B. Un’impresa sostiene 12.000 € di spese ammissibili per la registrazione internazionale. Il contributo teorico al 90% sarebbe 10.800 €, ma il massimale di 9.000 € è vincolante: il contributo effettivo è 9.000 €, pari al 75% della spesa reale e non al 90%.

La soglia di spesa oltre cui il massimale diventa vincolante è 7.500 € per la Misura A e 10.000 € per la Misura B: sopra questi importi la copertura reale scende sotto la percentuale nominale della misura.


Come funziona la procedura a sportello e quando aprirà nel 2026?

Marchi+ non ha una graduatoria a punteggio: le domande vengono valutate in ordine cronologico di arrivo fino a esaurimento delle risorse, secondo la procedura valutativa a sportello dell’art. 5 del D.Lgs. 123/1998.

Tra le tre misure del pacchetto proprietà industriale, Marchi+ apre tipicamente per seconda, dopo Brevetti+ e prima di Disegni+.

EdizioneDecreto di programmazioneApertura sportello Marchi+Esito
202529 agosto 20254 dicembre 2025Sportello chiuso per esaurimento fondi
202426 novembre 2024Sportello chiuso per esaurimento fondi
202629 agosto 2026 (GU n. 200)Attesa indicativa: inizio dicembre 2026, dopo Brevetti+Da confermare con l’avviso operativo

ATTENZIONE — RISCHIO CLICK DAY

Nel 2025 tutte e tre le misure (Brevetti+, Marchi+, Disegni+) hanno esaurito le risorse entro il primo giorno di apertura dello sportello. Con soli 2 milioni di euro complessivi, Marchi+ è la misura con il margine più stretto delle tre: conviene avere marchio, servizi e documentazione già pronti prima della pubblicazione dell’avviso.


Errori comuni da evitare

  • Scambiare le percentuali di Misura A e Misura B: è l’errore più diffuso online — la Misura A copre l’80% (85% con parità di genere) fino a 6.000 €, la Misura B il 90% (95%) fino a 9.000 €, non il contrario.
  • Dimenticare la maggiorazione per certificazione di parità di genere: chi ne è in possesso e non la dichiara rinuncia a 5 punti percentuali di contributo aggiuntivo su entrambe le misure.
  • Duplicare i servizi di ricerca di anteriorità: per uno stesso marchio, le diverse voci di ricerca sono alternative tra loro e non cumulabili nello stesso progetto.
  • Affidarsi a fornitori non qualificati: i servizi vanno resi da consulenti in proprietà industriale iscritti all’albo, avvocati o professionisti grafici con partita IVA — un fornitore fuori da questi profili rende il servizio non ammissibile.
  • Sottovalutare la polizza catastrofale: requisito trasversale che, se mancante, può bloccare l’erogazione anche a domanda approvata.
  • Aspettare la pubblicazione del bando per muoversi: con soli 2 milioni di euro in palio, Marchi+ è tra le misure più rapide a esaurirsi.
  • Confondere il decreto di programmazione con il bando operativo: percentuali, massimali e soglie di data potrebbero cambiare rispetto all’edizione 2025 quando uscirà l’avviso 2026.

La tua impresa vuole tutelare il proprio marchio all’estero?

Isinet Consulting verifica quale misura è più adatta al tuo caso, prepara la domanda e ti segue fino all’erogazione del contributo. Prima valutazione gratuita, così sei pronto a presentare domanda dal primo minuto di apertura dello sportello.


Domande frequenti su Marchi+ 2026

Il decreto del 28 luglio 2026 è già il bando Marchi+ 2026?

No. È il decreto di programmazione finanziaria, che stanzia le risorse e fissa il termine per l’adozione dell’avviso operativo (entro il 28 settembre 2026). Requisiti definitivi, percentuali, massimali e date di apertura sportello saranno stabiliti dal bando vero e proprio.

Qual è la differenza tra Misura A e Misura B?

La Misura A finanzia la registrazione del marchio dell’Unione europea presso EUIPO (80% delle spese, max 6.000 €), la Misura B la registrazione internazionale presso OMPI (90%, max 9.000 €). Entrambe le percentuali salgono con la certificazione di parità di genere.

Quando aprirà lo sportello Marchi+ 2026?

Non è ancora stabilito. Nelle ultime edizioni Marchi+ ha aperto tra fine novembre e inizio dicembre, dopo Brevetti+. La data ufficiale sarà indicata solo dall’avviso 2026.

Posso presentare domanda sia per la Misura A sia per la Misura B?

Sì, se il marchio è registrato sia presso EUIPO sia presso OMPI: si tratta di due domande distinte, ciascuna con i propri requisiti e il proprio massimale.

La certificazione di parità di genere è obbligatoria?

No, non è un requisito di accesso al bando. Chi la possiede ottiene però una percentuale di contributo maggiorata (85% invece dell’80% per la Misura A, 95% invece del 90% per la Misura B).

La polizza catastrofale è obbligatoria anche per Marchi+?

Nell’edizione 2025 sì: era richiesta la copertura assicurativa contro i rischi da calamità naturali ed eventi catastrofali, come per Brevetti+ e Disegni+. Va confermata sull’avviso 2026.


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