Nuova Legge Sabatini
La Nuova Sabatini è il contributo in conto impianti del MIMIT (art. 2 D.L. 69/2013) che abbatte gli interessi di un finanziamento bancario o leasing per l’acquisto di beni strumentali nuovi. Vale dal 7,72% al 14,26% dell’investimento, per finanziamenti da 20.000 a 4 milioni di euro. Sportello sempre aperto, senza graduatoria: la Legge di Bilancio 2026 l’ha rifinanziata con 650 milioni per il biennio 2026-2027.
IN SINTESI
- Chi: micro, piccole e medie imprese di tutti i settori produttivi, agricoltura e pesca incluse. Unica esclusione: le attività finanziarie e assicurative (sezione L ATECO 2025).
- Quanto: contributo pari al 7,72% dell’investimento per i beni ordinari, 10,09% per i beni 4.0 e per gli investimenti green, 14,26% per micro e piccole imprese sulla linea Capitalizzazione (10,09% per le medie).
- Entro quando: nessuna scadenza. Sportello a domanda continua fino a esaurimento risorse.
- Come: la domanda si presenta alla banca o alla società di leasing convenzionata, insieme alla richiesta di finanziamento

Indice degli argomenti
- Cos’è la Nuova Sabatini e come funziona davvero?
- Chi può richiedere la Nuova Sabatini?
- Quali beni finanzia la Nuova Sabatini?
- Quanto vale il contributo? Le quattro linee a confronto
- Quale linea conviene alla tua impresa?
- Come si presenta la domanda passo per passo?
- Esempio numerico: quanto vale su un investimento reale?
- Quando arrivano davvero i soldi?
- È cumulabile con Iperammortamento 2026 e altri incentivi?
- Quali sono gli errori più comuni da evitare?
CONTATTACI PER PREDISPORRE LA PRATICA SABATINI PER I TUOI INVESTIMENTI
Cos’è la Nuova Sabatini
La Nuova Sabatini non è un bando e non è un finanziamento pubblico: è un contributo in conto impianti che il MIMIT versa all’impresa a fronte di un finanziamento che l’impresa ottiene da una banca o da una società di leasing privata. Lo Stato non presta i soldi: abbatte il costo del denaro.
Questa distinzione determina due conseguenze operative importanti. La prima: senza delibera bancaria non c’è agevolazione. Se la banca non concede il finanziamento, la Sabatini non esiste, per quanto il progetto sia valido. La seconda: la valutazione del merito creditizio la fa la banca, non il Ministero.
Il contributo viene calcolato in via convenzionale: si simula un piano di ammortamento a rate semestrali costanti, durata cinque anni, importo pari all’investimento, a un tasso stabilito per legge. La somma degli interessi di quel piano teorico è il contributo. Non ha alcun legame con il tasso reale applicato dalla banca — e questo apre uno spazio di ottimizzazione che vedremo più avanti.
DA SAPERE — PERCHÉ IL TASSO REALE CONTA
Se l’impresa ottiene dalla banca un tasso inferiore a quello convenzionale (2,75% ordinario, 3,575% per 4.0 e green), il contributo copre più degli interessi effettivamente pagati: il finanziamento diventa a costo zero e resta un residuo che abbatte il capitale.
Chi può richiedere la Nuova Sabatini?
Possono accedere solo le micro, piccole e medie imprese. Le grandi imprese sono escluse senza eccezioni: superata la soglia dimensionale, la Sabatini non è più uno strumento disponibile.
I requisiti soggettivi da possedere alla data di presentazione della domanda:
- regolare costituzione e iscrizione al Registro delle imprese
- pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria né sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
- non aver ricevuto e non rimborsato aiuti dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea;
- non essere impresa in difficoltà ai sensi della normativa UE;
- sede legale o unità locale in Italia. Per le imprese non residenti, l’unità locale va dimostrata in sede di richiesta di erogazione.
Settori ammessi ed esclusi
Sono ammessi tutti i settori produttivi, agricoltura e pesca comprese. L’unica esclusione settoriale è quella delle attività finanziarie e assicurative, oggi individuate dal MIMIT nella sezione L della nuova classificazione ATECO 2025. La verifica dimensionale è il punto dove si concentrano più errori: il calcolo va fatto considerando imprese associate e collegate, non solo i numeri della società richiedente. Se hai dubbi sul perimetro, la nostra guida su come calcolare le dimensioni d’impresa spiega il metodo corretto.
ATTENZIONE — POLIZZA CATASTROFALE
L’obbligo di polizza contro calamità naturali ed eventi catastrofali è pienamente operativo. Chi ha in programma una domanda deve considerare la polizza come un prerequisito di fatto: arrivare scoperti al momento sbagliato significa perdere la finestra.
Quali beni finanzia la Nuova Sabatini?
Solo beni nuovi di fabbrica ad uso produttivo classificabili alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’attivo dello stato patrimoniale (art. 2424 c.c.), più software e tecnologie digitali. I beni devono avere autonomia funzionale ed essere correlati all’attività produttiva dell’impresa.
- Ammessi: macchinari, impianti, attrezzature industriali e commerciali, altri beni strumentali, hardware, software e tecnologie digitali destinati a strutture produttive esistenti o da impiantare.
- Esclusi: terreni e fabbricati, beni usati o rigenerati (anche se resi nuovamente funzionali), immobilizzazioni in corso e acconti, componenti o parti prive di autonomia funzionale.
Due requisiti tecnici meritano attenzione perché sono la causa più frequente di stralcio in rendicontazione. L’autonomia funzionale significa che il bene deve funzionare da solo: non si finanzia il singolo componente di una linea, né l’upgrade di una macchina esistente. La correlazione all’attività produttiva significa che il bene deve servire al ciclo dell’impresa.
DA SAPERE — IL SOFTWARE È FINANZIABILE
Molte imprese pensano che la Sabatini riguardi solo i macchinari fisici. Non è così: software e tecnologie digitali sono finanziabili a pieno titolo. Se il software rientra nell’allegato 6/B della circolare MISE 14036/2017 (beni immateriali 4.0), accede anche al tasso maggiorato del 3,575%. Un ERP interconnesso e un gestionale base non hanno lo stesso trattamento: la classificazione va verificata prima della domanda.
Quanto vale il contributo? Le quattro linee a confronto
Il contributo è la somma degli interessi di un piano convenzionale quinquennale a rate semestrali costanti. Il tasso convenzionale cambia in base alla linea scelta, e da lì discende la percentuale effettiva di contributo sull’investimento.
| Linea di intervento | Tasso convenzionale | Contributo effettivo sull’investimento | Requisito specifico |
|---|---|---|---|
| Ordinaria (beni strumentali) | 2,75% | 7,72% | Nessuno oltre a quelli generali |
| Beni 4.0 | 3,575% | 10,09% | Beni degli allegati 6/A e 6/B (circ. 14036/2017) |
| Green | 3,575% | 10,09% | Certificazione ambientale di processo o di prodotto |
| Capitalizzazione — micro e piccole | 5% | 14,26% | Aumento di capitale ≥ 30% del finanziamento deliberato |
| Capitalizzazione — medie | 3,575% | 10,09% | Aumento di capitale ≥ 30% del finanziamento deliberato |
Il finanziamento deve rispettare tre vincoli inderogabili:
- durata non superiore a 5 anni
- importo compreso tra 20.000 e 4 milioni di euro
- utilizzo integrale per coprire investimenti ammissibili.
Stai pianificando l’acquisto di macchinari, impianti o software nel 2026?
Isinet Consulting verifica l’ammissibilità dei beni, individua la linea Sabatini più conveniente, prepara la pratica con la banca convenzionata, gestisce la rendicontazione e progetta il cumulo con Iperammortamento e bandi regionali. Prevalutazione di fattibilità gratuita.
Quale linea conviene alla tua impresa?
Le linee non sono cumulabili tra loro sulla stessa domanda: si sceglie. La scelta non è solo una questione di percentuale più alta, perché ogni linea porta con sé un onere che va pesato rispetto al beneficio incrementale.
- Ordinaria (7,72%): è la scelta obbligata quando i beni non sono 4.0 e non c’è certificazione ambientale. Zero oneri aggiuntivi, zero rischio di contestazione tecnica in fase di controllo.
- 4.0 (10,09%): conviene sempre se i beni sono realmente riconducibili alla normativa 4.0
- Green (10,09%): richiede il possesso di un’idonea certificazione ambientale di processo o di prodotto.
- Capitalizzazione (14,26% per micro e piccole): il salto è consistente, ma richiede un aumento di capitale in denaro pari ad almeno il 30% del finanziamento deliberato, con vincoli di sottoscrizione e versamento perentori.
Un elemento spesso ignorato: sulla linea Capitalizzazione i tassi non cambiano in base alla natura dei beni. Una micro impresa che investe in beni ordinari e sceglie la Capitalizzazione ottiene il 14,26%, esattamente come chi investe in beni 4.0. Per le imprese senza beni agevolabili 4.0, la Capitalizzazione è l’unica strada per superare il 7,72%.
ATTENZIONE — LA CAPITALIZZAZIONE NON HA RETE DI SICUREZZA
L’aumento di capitale va deliberato prima della domanda, sottoscritto entro 30 giorni dal decreto di concessione e versato per almeno il 25% (100% se socio unico o SRLS) nello stesso termine, con i versamenti successivi proporzionali alle richieste di erogazione. Se l’impresa non adempie, non può convertire la domanda nella linea ordinaria per incassare almeno il 2,75%: deve rinunciare e ripresentare una nuova domanda da zero, con le risorse disponibili in quel momento. Inoltre, la Capitalizzazione ha una dotazione separata e molto più sottile — 77,2 milioni al 13 luglio 2026 contro 1,3 miliardi della linea ordinaria.
Come si presenta la domanda passo per passo?
- Verifica preliminare e scelta della banca: l’istituto deve aderire all’Addendum alla convenzione. L’elenco aggiornato degli aderenti è pubblicato dal MIMIT
- Delibera dell’aumento di capitale (solo linea Capitalizzazione), nei termini dell’art. 5 del D.I. 19 gennaio 2024 n. 43 e del punto 5.4 della circolare 410823/2022.
- Presentazione della domanda alla banca insieme alla richiesta di finanziamento, attestando requisiti e ammissibilità degli investimenti.
- Prenotazione delle risorse: la banca verifica la completezza formale e la dimensione d’impresa, poi trasmette al MIMIT la richiesta di prenotazione.
- Delibera del finanziamento da parte della banca, previa conferma ministeriale della disponibilità delle risorse, e trasmissione al Ministero.
- Decreto di concessione del MIMIT, con indicazione degli investimenti ammissibili, dell’agevolazione concedibile e del piano di erogazione.
- Stipula del contratto e realizzazione dell’investimento. Il contratto può essere stipulato anche prima di ricevere il decreto di concessione.
- Conclusione dell’investimento entro 12 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento (punto 13.3 della circolare 410823/2022).
- Richiesta di erogazione (modulo RU) a investimento ultimato e previo pagamento a saldo dei beni, esclusivamente in via telematica sulla piattaforma.
ATTENZIONE — 12 MESI DALLA STIPULA, NON DALLA CONSEGNA
Il termine di 12 mesi decorre dalla data di stipula del contratto di finanziamento e coincide con il periodo di preammortamento o prelocazione. Fa fede la data dell’ultimo titolo di spesa o, in leasing, la data di consegna del bene. Firmare il contratto con la banca quando il fornitore ha 14 mesi di lead time sul macchinario significa mettersi nelle condizioni di non chiudere in tempo. La sequenza corretta è: conferma dei tempi di consegna dal fornitore, poi stipula.
Sopra determinate soglie serve anche la documentazione antimafia: per contributi superiori a 150.000 euro e finanziamenti oltre 1.943.699 euro (programmi di soli beni strumentali) o 1.486.199 euro (programmi interamente 4.0 e/o green), come indicato ai punti 9.3 e 12.1 della circolare 410823/2022. È un passaggio che allunga i tempi e va messo in conto nella pianificazione, non scoperto a pratica avviata.
Esempio numerico: quanto vale su un investimento reale?
Piccola impresa manifatturiera, società a responsabilità limitata. Acquisto di un centro di lavoro a controllo numerico interconnesso: 300.000 euro al netto di IVA, coperti integralmente da un finanziamento bancario a 5 anni.
| Scenario | Tasso convenzionale | Contributo Sabatini | Onere aggiuntivo richiesto |
|---|---|---|---|
| Bene trattato come ordinario | 2,75% | 23.152 € | Nessuno |
| Bene classificato 4.0 | 3,575% | 30.277 € | Verifica tecnica requisiti allegato 6/A |
| 4.0 + linea Capitalizzazione | 5% | 42.776 € | Aumento di capitale ≥ 90.000 € in denaro |
Quando arrivano davvero i soldi?
Il contributo è erogato in un’unica soluzione solo se il finanziamento deliberato non supera 200.000 euro. Sopra quella soglia arriva in quote annuali, secondo un piano che si esaurisce entro il sesto anno dalla data di ultimazione dell’investimento.
È il punto più sottovalutato dell’intera misura. La soglia dei 200.000 euro si applica alle domande presentate dal 1° gennaio 2022 (art. 1 comma 48 L. 234/2021) e si misura sul finanziamento deliberato, non sul contributo. Un investimento da 300.000 euro come quello dell’esempio precedente comporta un contributo di 30.277 euro spalmato su più anni: nel piano di cassa dell’impresa entra progressivamente, mentre le rate del finanziamento partono subito.
Dopo la trasmissione del modulo RU, ogni quota successiva alla prima richiede una richiesta di pagamento annuale sulla piattaforma, previa comunicazione delle eventuali variazioni intercorse. Non è automatico: se l’impresa smette di presidiare la piattaforma dopo il primo incasso, le quote successive restano ferme.
DA SAPERE — UNA DOMANDA PER OGNI UNITÀ PRODUTTIVA
Il programma di investimento deve riferirsi a una sola unità produttiva: sede legale o unità locale risultante dai sistemi camerali. Un’impresa con tre stabilimenti che rinnova il parco macchine deve presentare tre domande distinte. Si possono presentare più domande, purché riferite a investimenti diversi — ma il singolo investimento non si frazione su più domande.
È cumulabile con Iperammortamento 2026 e altri incentivi?
Sì. La Nuova Sabatini non è concessa in de minimis ma in esenzione ai sensi dei regolamenti europei (GBER, ABER, FIBER), ed è cumulabile con altri aiuti di Stato sulle stesse spese nei limiti di intensità massima, e con misure fiscali generali che non costituiscono aiuto di Stato.
La combinazione più rilevante nel biennio 2026-2028 è Sabatini + Iperammortamento. Le due misure agiscono su leve diverse e non si sovrappongono: la Sabatini abbatte il costo del finanziamento agendo sugli interessi, l’Iperammortamento aumenta il costo fiscalmente deducibile del bene. Il comma 432 dell’art. 1 della L. 199/2025 conferma espressamente la cumulabilità con altre agevolazioni nazionali o europee, a condizione che il sostegno complessivo non ecceda il costo effettivamente sostenuto.
- Iperammortamento 2026: sullo stesso bene 4.0. Il beneficio combinato può arrivare a quasi il 50% del costo netto. Va applicata la nettizzazione nel calcolo della base dell’Iperammortamento.
- Fondo di Garanzia PMI: la garanzia pubblica copre fino all’80% del finanziamento, facilitando la delibera bancaria. È il complemento naturale della Sabatini.
- ZES Unica: per le imprese del Mezzogiorno, sul credito d’imposta per beni strumentali nuovi.
- Bandi regionali: su spese ammissibili coerenti ma distinte, verificando l’intensità di aiuto complessiva.
Quali sono gli errori più comuni da evitare?
- Firmare l’ordine al fornitore prima di presentare la domanda. Gli investimenti devono essere avviati dopo la domanda di accesso: fa fede la data del primo titolo di spesa. Un acconto pagato a novembre per una domanda di dicembre pregiudica l’intero programma. È l’errore più frequente in assoluto, perché commerciale e finanza agevolata viaggiano su binari separati dentro l’impresa.
- Rivolgersi a una banca non aderente all’Addendum. La banca di fiducia dell’imprenditore non è necessariamente convenzionata. Scoprirlo dopo aver impostato la trattativa costa settimane e, in periodi di risorse in esaurimento, può costare la prenotazione.
- Stipulare il finanziamento senza aver verificato i tempi di consegna. I 12 mesi decorrono dalla stipula. Su macchinari con lead time lungo, la parte non completata viene stralciata con riduzione proporzionale del contributo.
- Confondere autonomia funzionale e completamento di un impianto. Componenti, accessori e upgrade di macchine esistenti non hanno autonomia funzionale. Vengono inseriti in domanda in buona fede e stralciati in rendicontazione, quando ormai il finanziamento è già erogato.
- Contare sull’erogazione in unica soluzione sopra i 200.000 euro. La soglia si misura sul finanziamento deliberato. Un piano di cassa costruito sull’incasso immediato del contributo su un investimento da 400.000 euro è semplicemente sbagliato.
- Scegliere la Capitalizzazione senza certezza sull’aumento di capitale. Se il versamento non arriva nei 30 giorni, non c’è downgrade alla linea ordinaria: si perde tutto e si ricomincia. La delibera assembleare va costruita prima, non promessa.
- Presentare una domanda cumulativa per più sedi operative. Ogni unità produttiva richiede una domanda distinta. Una domanda unica per due stabilimenti viene respinta o decurtata.
- Dare per buona la “Sabatini Sud” al 5,5%. Non è operativa. Le guide che la presentano come disponibile stanno riportando una previsione normativa mai attuata.
- Trascurare la polizza catastrofale. L’obbligo generale è già in vigore per tutte le fasce dimensionali. Quando il decreto interministeriale recepirà l’obbligo nella disciplina Sabatini, l’impresa scoperta sarà esclusa dalle nuove domande.
Domande frequenti sulla Nuova Sabatini
Quando scade la Nuova Sabatini 2026?
Non ha una scadenza: è una misura a sportello a domanda continua, senza graduatorie. Si chiude solo a esaurimento delle risorse. La Legge di Bilancio 2026 ha stanziato 650 milioni per il biennio 2026-2027 (200 milioni per il 2026 e 450 per il 2027), che si aggiungono agli 1,7 miliardi già stanziati dalla Legge di Bilancio 2025 per il periodo 2025-2029. Al 13 luglio 2026 risultano disponibili 1.303.244.703 euro sulla linea ordinaria e 77.187.326 euro sulla linea Capitalizzazione.
La Nuova Sabatini è un contributo a fondo perduto?
Il contributo in conto impianti non va restituito, quindi nella sostanza è a fondo perduto. Ma non è un fondo perduto sull’investimento: è calcolato sugli interessi di un finanziamento convenzionale ed è vincolato all’esistenza di un finanziamento bancario o leasing reale. Senza finanziamento non c’è contributo, anche se l’impresa ha la liquidità per pagare il macchinario in contanti.
Posso usare la Nuova Sabatini per un macchinario usato o ricondizionato?
No. Sono ammessi esclusivamente beni nuovi di fabbrica. I beni usati sono esclusi anche se rigenerati e resi nuovamente funzionali, e anche se acquistati da un rivenditore con garanzia. Sono esclusi anche terreni, fabbricati, immobilizzazioni in corso e acconti.
La Nuova Sabatini si può fare in leasing?
Sì, il leasing finanziario è pienamente ammesso, alle stesse condizioni del finanziamento bancario. La società di leasing deve aderire all’Addendum alla convenzione MIMIT-ABI-CDP. In caso di leasing l’erogazione al fornitore avviene entro trenta giorni dalla data di consegna del bene o dal collaudo se successivo, e ai fini del termine di 12 mesi fa fede la data di consegna. Per un quadro completo dello strumento leggi la nostra guida al leasing per le imprese.
Il contributo Sabatini rientra nel de minimis?
No. La Nuova Sabatini è concessa in regime di esenzione ai sensi dei regolamenti europei di esenzione per categoria (GBER, ABER per l’agricoltura, FIBER per la pesca), non in de minimis. Questo significa che non erode il plafond de minimis dell’impresa, ma che va comunque rispettata l’intensità massima di aiuto prevista dal regolamento applicabile in caso di cumulo con altri aiuti di Stato sulle stesse spese. Per il funzionamento del plafond leggi la scheda sul regime de minimis.
Posso cumulare Nuova Sabatini e Iperammortamento 2026 sullo stesso macchinario?
Sì. Le due misure agiscono su leve diverse: la Sabatini abbatte gli interessi del finanziamento, l’Iperammortamento maggiora il costo fiscalmente deducibile del bene. Il comma 432 dell’art. 1 della L. 199/2025 conferma la cumulabilità con altre agevolazioni nazionali o europee, purché il sostegno complessivo non ecceda il costo effettivamente sostenuto. La base di calcolo dell’Iperammortamento va determinata al netto del contributo Sabatini ricevuto.
Cosa succede se non riesco a concludere l’investimento entro 12 mesi?
La quota di investimento non completata entro il termine viene stralciata dall’ammissione, con riduzione proporzionale del contributo. Non è previsto un meccanismo di proroga ordinaria del termine per la linea Capitalizzazione. Le proroghe che si leggono in giro si riferiscono a estensioni straordinarie disposte per legge per periodi passati specifici (contratti stipulati tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2023): non sono regola generale e non valgono per i contratti stipulati oggi.
Serve la polizza catastrofale per accedere alla Nuova Sabatini?
A luglio 2026 la disciplina della Nuova Sabatini non ha ancora formalmente recepito il requisito: essendo misura interministeriale MIMIT-MEF, l’adeguamento avviene con un decreto interministeriale in fase di finalizzazione, distinto dal D.M. MIMIT 18 giugno 2025 che ha già introdotto il requisito per altri incentivi. L’esclusione opererà per le domande presentate dalla data del provvedimento e non avrà effetto retroattivo sulle agevolazioni già concesse. Detto questo, l’obbligo assicurativo generale è in vigore e per micro e piccole imprese il termine era il 1° gennaio 2026: una PMI che investe nel 2026 e non è coperta ha un problema che va oltre la Sabatini.
Un’impresa agricola può accedere alla Nuova Sabatini?
Sì. Agricoltura e pesca sono settori ammessi, con l’iscrizione al Registro delle imprese o al Registro delle imprese di pesca. In questi casi l’aiuto è concesso in esenzione ai sensi dei regolamenti ABER e FIBER, che prevedono soglie e intensità diverse dal GBER: la verifica di cumulo va calibrata sul regolamento applicabile al settore.
Isinet Consulting può seguire l’intera pratica Sabatini?
Sì. Isinet Consulting segue tutte le fasi: prevalutazione di fattibilità gratuita, verifica dimensionale e settoriale, classificazione dei beni (ordinari, 4.0, green), scelta della linea più conveniente, preparazione della documentazione, interlocuzione con la banca convenzionata, caricamento sulla piattaforma, rendicontazione e richieste di erogazione annuali, oltre alla valutazione di cumulabilità con Iperammortamento, ZES Unica e bandi regionali per massimizzare la quota di investimento coperta da fondi pubblici.

ISINET Consulting
Siamo una società di consulenza attiva da oltre 15 anni nella Finanza Agevolata per le Imprese. Ci occupiamo di Bandi, Incentivi ed Agevolazioni per tutte le tipologie di investimenti. Aiutiamo le aziende a crescere ed innovarsi.
Scopri di più su di noi ed il nostro codice etico.
Potrebbe interessarti anche
Normativa e fonti ufficiali
- D.L. 21 giugno 2013, n. 69, art. 2 — istituzione della misura Beni strumentali
- D.L. 30 aprile 2019, n. 34, art. 21 — contributo per le PMI in capitalizzazione
- MIMIT — Beni strumentali (Nuova Sabatini): scheda ufficiale della misura
- D.I. 19 gennaio 2024, n. 43 — Nuova Sabatini Capitalizzazione
- Circolare direttoriale 6 dicembre 2022, n. 410823 e ss.mm.ii. — termini e modalità di presentazione
- MIMIT — Rifinanziamento Legge di Bilancio 2026: 650 milioni per il 2026-2027
- MIMIT — Polizze per rischi catastrofali: obblighi e scadenze
- Piattaforma Beni strumentali — presentazione e gestione delle domande
- MIMIT — FAQ ufficiali sulla Nuova Sabatini
Richiedi una consulenza gratuita
Compila il modulo: ti risponderemo entro 24 ore per verificare l’ammissibilità del tuo investimento alla Nuova Sabatini, individuare la linea più conveniente e simulare il contributo effettivo.
Cerchi maggiori informazioni?
Se desideri conoscere a pieno le agevolazioni pubbliche, siamo a disposizione per una consulenza personalizzata volta alla ricerca delle migliori soluzioni per te!


