Marchio d’Impresa: La Guida Completa
09 Dicembre 2022
La registrazione del marchio d’impresa dura 10 anni dal deposito ed è rinnovabile. Per il marchio europeo e internazionale le PMI possono chiedere il contributo Marchi+.
IN SINTESI
- Chi: imprese, professionisti e anche persone fisiche; non serve avere una società.
- Dove: UIBM (Italia, online o tramite Camera di Commercio), EUIPO (27 Paesi UE), WIPO – Sistema di Madrid (oltre 130 Paesi).
- Durata: 10 anni dalla data di deposito, rinnovabile senza limiti; decade se non usato per 5 anni consecutivi.
- Contributi: Marchi+ (MIMIT) rimborsa parte delle spese per marchi europei e internazionali; non copre il solo deposito italiano.

Indice degli argomenti
- Marchio d’impresa: definizione
- Quali tipi di marchio si possono registrare?
- Registrazione marchio: dove si fa?
- Come verificare la registrazione di un marchio?
- Registrazione marchio: la procedura passo per passo
- Quanto costa la registrazione del marchio?
- Cosa fare dopo la registrazione
- Contratto di licenza del marchio e Agenzia delle Entrate
- Contributi per la registrazione: Marchi+
- Domande frequenti
- Normativa e fonti ufficiali
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Marchio d’impresa: definizione e perché registrarlo
Il marchio d’impresa è un segno che distingue i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli dei concorrenti: un nome, un logo, una combinazione dei due, ma anche una forma, un colore o un suono.
La definizione di marchio d’impresa è contenuta nel Codice della Proprietà Industriale (D.Lgs. 30/2005, art. 7): può essere registrato qualsiasi segno capace di distinguere e di essere rappresentato in modo chiaro e preciso nel registro.
La registrazione del marchio attribuisce al titolare il diritto esclusivo di usarlo per i prodotti e servizi indicati nella domanda e nel territorio coperto. Senza registrazione esiste solo il cosiddetto marchio di fatto, tutelato in modo più debole e solo nei limiti dell’uso effettivamente dimostrabile.
Quali tipi di marchio si possono registrare?
Le tipologie più comuni sono il marchio denominativo (solo parole), il marchio figurativo (logo) e il marchio complesso (nome + logo).
- Denominativo: protegge il nome in qualsiasi carattere e grafica. È la tutela più ampia sul nome.
- Figurativo: protegge un logo o un simbolo, con o senza testo stilizzato.
- Complesso (marchio e logo): protegge la combinazione specifica di nome e grafica; se cambi il logo, la tutela sul nuovo segno non è automatica.
- Di forma o tridimensionale: protegge la forma del prodotto o della confezione, se distintiva.
- Collettivo e di certificazione: usati da consorzi e associazioni per garantire origine o qualità; hanno tasse e regolamenti propri.
Come registrare marchio e logo: uno o due depositi?
Se nome e logo sono entrambi strategici, spesso conviene depositare un marchio denominativo per il nome e uno figurativo per il logo. Il deposito unico come marchio complesso costa meno, ma protegge soprattutto l’insieme: un concorrente che riprende solo il nome con una grafica diversa è più difficile da contestare.
Per il logo verifica anche chi ne detiene i diritti d’autore: se l’ha disegnato un grafico esterno, serve una cessione scritta dei diritti, altrimenti il titolare del marchio e l’autore del disegno restano soggetti diversi.
Marchio forte e marchio debole
Un marchio debole richiama direttamente il prodotto (“Pane Buono” per un panificio) e protegge poco: i concorrenti possono usare varianti simili. Un marchio forte è un nome di fantasia o senza legame col prodotto, e riceve una tutela molto più ampia. La scelta del nome incide sulla tutela più di qualsiasi scelta procedurale.
Registrazione marchio: dove si fa?
Dipende da dove vendi o intendi vendere: il marchio vale solo nel territorio in cui è registrato.
| Tipo di tutela | Ufficio | Territorio | Come si deposita |
|---|---|---|---|
| Registrazione marchio Italia (nazionale) | UIBM – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi | Italia | Online sul portale UIBM con SPID/CNS, oppure cartaceo presso la Camera di Commercio |
| Registrazione marchio Europa | EUIPO (Alicante) | 27 Paesi UE, con un unico titolo | Online sul portale EUIPO |
| Registrazione marchio internazionale | WIPO/OMPI – Sistema di Madrid | Paesi designati (oltre 130 aderenti) | Tramite l’ufficio del marchio di base (UIBM o EUIPO) |
Registrazione marchio UIBM online o in Camera di Commercio
La registrazione del marchio online sul portale servizi dell’UIBM è la modalità più usata: si accede con SPID, CIE o CNS, si compila la domanda, si caricano gli allegati e si pagano le tasse con F24. La registrazione del marchio in Camera di Commercio resta possibile in forma cartacea, presso gli uffici brevetti e marchi delle CCIAA, ma costa di più in bolli (16 € ogni 4 pagine) e richiede più passaggi.
Registrazione marchio Europa e internazionale
Il marchio dell’Unione europea è un titolo unico: si ottiene, si rinnova e si difende per tutti i 27 Paesi insieme. Il rovescio è che un’opposizione basata su un marchio anteriore in un solo Stato membro può bloccare l’intera domanda.
La registrazione del marchio internazionale tramite il Sistema di Madrid non crea un titolo mondiale: è un fascio di tutele nazionali ottenute con una sola domanda, che parte da un marchio italiano o europeo già depositato. Per 5 anni la sua sorte resta legata al marchio di base: se questo viene annullato, cade anche la registrazione internazionale.
ATTENZIONE — IL DIRITTO DI PRIORITÀ DURA SOLO 6 MESI
Chi deposita prima in Italia può estendere il marchio all’estero entro 6 mesi mantenendo la data del primo deposito. Superato questo termine, il deposito estero vale dalla sua data: nel frattempo un terzo può aver registrato lo stesso segno in quel Paese. Se l’export è nei piani, la strategia territoriale va decisa prima del primo deposito, non dopo.
Come verificare la registrazione di un marchio?
Per verificare la registrazione di un marchio si consultano le banche dati gratuite degli uffici: UIBM per l’Italia, TMview per l’UE e gli uffici nazionali europei, Global Brand Database della WIPO per i marchi internazionali.
Una ricerca per nome identico non basta. Il deposito può essere contestato anche da marchi simili (per suono, grafica o significato) registrati per prodotti o servizi affini. Per questo, prima di depositare, conviene una ricerca di anteriorità fatta da un consulente in proprietà industriale, che valuti anche le somiglianze fonetiche e le classi collegate.
La stessa verifica serve dopo il deposito: sulle banche dati puoi controllare lo stato della tua domanda (depositata, pubblicata, registrata, opposta) e monitorare nuovi depositi di concorrenti simili al tuo.
Registrazione marchio: la procedura passo per passo
Come funziona la registrazione del marchio in Italia: scelta del segno, ricerca di anteriorità, scelta delle classi, deposito online, esame dell’UIBM, pubblicazione e registrazione. Ecco cosa fare, nell’ordine:
- Definisci il segno: nome, logo o entrambi, nella versione definitiva. Dopo il deposito il marchio non si può modificare.
- Fai la ricerca di anteriorità: verifica che non esistano marchi uguali o simili nelle stesse classi.
- Scegli le classi di Nizza: 45 classi (1-34 prodotti, 35-45 servizi). Elenca i prodotti e servizi reali e quelli previsti a breve: dopo il deposito le classi si possono ridurre, non aggiungere.
- Deposita la domanda: online sul portale UIBM (o in Camera di Commercio), direttamente o tramite un mandatario abilitato con lettera d’incarico.
- Paga tasse e bollo: tassa di registrazione con F24, imposta di bollo online.
- Esame e pubblicazione: l’UIBM verifica i requisiti formali e la registrabilità del segno; la domanda viene pubblicata e per 3 mesi i titolari di diritti anteriori possono fare opposizione.
- Registrazione: superato l’esame e senza opposizioni accolte, il marchio viene registrato. La tutela decorre dalla data di deposito.
Registrazione del marchio come persona fisica
La domanda può essere presentata anche da una persona fisica, senza partita IVA né società. È una scelta frequente per chi avvia un progetto prima di costituire l’impresa. In quel caso il marchio appartiene alla persona: se poi lo userà una società, serve una cessione o una licenza (vedi sotto), altrimenti il marchio resta fuori dal patrimonio aziendale e non può essere indicato come asset della società, ad esempio in un bando.
Quanto costa la registrazione del marchio?
I costi di registrazione del marchio si dividono in tasse ufficiali, che sono fisse, e onorari professionali, che variano per studio e complessità. Le tasse ufficiali in vigore:
| Voce | Italia (UIBM) | Unione europea (EUIPO) |
|---|---|---|
| Tassa di registrazione, 1 classe | 101 € | 850 € (online) |
| Seconda classe | 34 € | 50 € |
| Dalla terza classe, per ciascuna | 34 € | 150 € |
| Imposta di bollo | 48 € (online) / 16 € ogni 4 pagine (cartaceo) | — |
| Lettera d’incarico a mandatario | 34 € | — |
| Rinnovo decennale, 1 classe | 67 € + 34 € per classe aggiuntiva | Uguale alla tassa di deposito |
Per la registrazione del marchio internazionale le tasse dipendono dai Paesi designati: alla tassa di base della WIPO (653 franchi svizzeri per un marchio in bianco e nero, 903 a colori) si sommano le tasse dei singoli Paesi, calcolabili con il simulatore ufficiale WIPO.
Sui costi della registrazione del marchio incidono poi gli onorari del consulente in proprietà industriale o dell’avvocato per ricerca di anteriorità, scelta delle classi, deposito e gestione di eventuali rilievi o opposizioni. Chiedi un preventivo scritto che separi tasse e onorari.
Esempio numerico: Italia, Europa e Marchi+
Una PMI veneta vuole proteggere nome e logo (marchio complesso) in 3 classi: 7 (macchinari), 37 (installazione e manutenzione) e 42 (progettazione).
| Scenario | Calcolo | Tasse ufficiali |
|---|---|---|
| Italia, deposito in autonomia | 101 + 34 + 34 + 48 di bollo | 217 € |
| Italia, tramite mandatario | 217 + 34 di lettera d’incarico | 251 € + onorari |
| Unione europea | 850 + 50 + 150 | 1.050 € + onorari |
Se per il deposito europeo l’impresa spende 1.200 € di consulenza e ricerca di anteriorità, la spesa totale è 2.250 €. Con Marchi+ Misura A all’80% (parametri dell’edizione 2025) il contributo sarebbe 1.800 €: il costo netto del marchio europeo scende a 450 €, meno del doppio del solo deposito italiano.
L’esempio vale solo se l’impresa rispetta i requisiti e le tempistiche dell’avviso Marchi+ 2026, che vanno verificati alla pubblicazione.
Cosa fare dopo la registrazione del marchio
Un marchio registrato va usato, sorvegliato e rinnovato: altrimenti perde valore o decade.
- Usalo davvero: se non è usato per 5 anni consecutivi per i prodotti e servizi registrati, chiunque può chiederne la decadenza.
- Usalo com’è registrato: modifiche sostanziali al logo possono indebolire la tutela; se il logo cambia molto, valuta un nuovo deposito.
- Sorveglia i nuovi depositi: l’opposizione contro un marchio simile al tuo va proposta entro 3 mesi dalla sua pubblicazione. Dopo, resta solo l’azione di nullità, più lunga e costosa.
- Rinnova in tempo: il rinnovo si chiede nei 12 mesi prima della scadenza; è ammesso anche nei 6 mesi successivi pagando la mora (34 € in Italia).
Contratto di licenza del marchio: serve la registrazione all’Agenzia delle Entrate?
Sì, se vuoi trascrivere la licenza all’UIBM e renderla opponibile ai terzi: l’atto va prima registrato all’Agenzia delle Entrate.
La licenza consente a un altro soggetto (spesso la società operativa, quando il marchio è intestato al socio o a una holding) di usare il marchio dietro compenso. Tra le parti è valida anche senza formalità particolari, ma per trascriverla all’UIBM serve un atto registrato presso l’Agenzia delle Entrate: scrittura privata autenticata oppure dichiarazione di avvenuta concessione della licenza firmata da entrambe le parti.
Se il contratto è soggetto a IVA, come accade di norma tra imprese, l’imposta di registro si applica in misura fissa (200 €). La registrazione va chiesta entro 30 giorni dalla stipula. Per la trascrizione all’UIBM si pagano poi 81 € di tassa e 80 € di bollo online. Il trattamento fiscale delle royalty, soprattutto infragruppo, va verificato con il commercialista.
Esistono contributi per la registrazione del marchio?
Sì: il bando Marchi+ del MIMIT rimborsa alle PMI parte delle spese per registrare il marchio presso l’EUIPO (Misura A) e la WIPO (Misura B).
Nell’edizione 2025 il contributo era pari all’80% delle spese per il marchio europeo (massimo 6.000 € per marchio) e al 90% per quello internazionale (massimo 9.000 €). Per il 2026 il decreto MIMIT del 28 luglio 2026 ha stanziato 2 milioni di euro: è un atto di programmazione, l’avviso operativo con requisiti e date di apertura è atteso entro il 28 settembre 2026. Tutti i dettagli nella nostra guida al Bando Marchi+ 2026.
ATTENZIONE — MARCHI+ NON FINANZIA IL SOLO MARCHIO ITALIANO
Il contributo copre le spese per l’estensione europea o internazionale, non il deposito nazionale all’UIBM. Inoltre lo sportello funziona in ordine cronologico e nel 2025 i fondi si sono esauriti il giorno stesso dell’apertura. Chi vuole usarlo deve avere il marchio già depositato e i preventivi pronti prima che lo sportello apra.
Se oltre al marchio l’impresa possiede brevetti o disegni, valuta anche Brevetti+ e il Patent Box, che però non si applica ai marchi.
Errori comuni da evitare
- Lanciare il nome prima di depositarlo: sito, social e packaging rendono pubblico il segno. Chi lo deposita prima di te ottiene il diritto, e il tuo uso precedente vale poco se non è notorio.
- Registrare il dominio al posto del marchio: dominio e ragione sociale non danno diritti esclusivi sul segno. Servono tutti, ma il marchio è l’unico che protegge il nome sul mercato.
- Fare la ricerca solo per nome identico: la maggior parte delle opposizioni riguarda marchi simili, non uguali.
- Scegliere classi troppo strette: dopo il deposito non si possono aggiungere classi. Un’estensione a nuovi prodotti richiede un nuovo deposito, con nuova data.
- Scegliere classi troppo larghe: ogni classe costa e le classi non usate per 5 anni sono attaccabili per decadenza.
- Intestare il marchio alla persona sbagliata: se è a nome del socio ma lo usa la società, senza licenza o cessione il marchio non è un asset aziendale.
- Dimenticare i diritti sul logo: senza cessione scritta dal grafico, i diritti d’autore sul disegno restano a lui.
- Pensare all’estero troppo tardi: passati 6 mesi dal primo deposito si perde la priorità, e con essa la possibilità di bloccare chi deposita prima di te all’estero.
Vuoi portare il tuo marchio in Europa o all’estero?
Isinet Consulting verifica se la tua impresa rientra nei requisiti di Marchi+ e degli altri bandi che finanziano la tutela del marchio, e prepara la domanda di contributo. Il deposito del marchio resta in capo a un consulente in proprietà industriale o a un avvocato, con cui ci coordiniamo.
Domande frequenti sulla registrazione del marchio
Quanto costa registrare un marchio in Italia?
Le tasse ufficiali per la registrazione del marchio nazionale partono da 149 € per una classe con deposito online (101 € di tassa + 48 € di bollo). Ogni classe in più costa 34 €. Se deposita un mandatario si aggiungono 34 € per la lettera d’incarico, oltre agli onorari professionali.
Posso fare la registrazione del marchio online da solo?
Sì. Il portale UIBM consente il deposito diretto con SPID, CIE o CNS. È fattibile per un marchio semplice in poche classi; per ricerca di anteriorità, scelta delle classi ed estensioni all’estero l’assistenza di un consulente riduce il rischio di opposizioni e rigetti.
Quanto tempo serve per registrare un marchio?
Il marchio è tutelato dalla data di deposito. La registrazione vera e propria arriva dopo l’esame dell’ufficio e i 3 mesi di opposizione dalla pubblicazione: normalmente alcuni mesi, di più se ci sono rilievi o opposizioni.
Quanto dura un marchio registrato?
10 anni dalla data di deposito, sia in Italia sia nell’UE. Si rinnova per periodi di 10 anni senza limiti, a patto di continuare a usarlo.
Come verificare se un marchio è già registrato?
Sulle banche dati gratuite: UIBM per l’Italia, TMview per UE e uffici nazionali europei, Global Brand Database della WIPO per i marchi internazionali. Cerca anche varianti simili e controlla le classi, non solo il nome identico.
Conviene il marchio italiano o quello europeo?
Se vendi solo in Italia basta il marchio nazionale. Se esporti o vendi online in più Paesi UE, il marchio europeo costa meno di più depositi nazionali e oggi può essere in parte coperto dal contributo Marchi+.
Una persona fisica può registrare un marchio?
Sì, non serve partita IVA né società. Se poi il marchio sarà usato da una società, va formalizzata una cessione o una licenza.
Il contratto di licenza del marchio va registrato all’Agenzia delle Entrate?
Per trascriverlo all’UIBM e renderlo opponibile ai terzi sì, entro 30 giorni dalla stipula. Se il contratto è soggetto a IVA l’imposta di registro è in misura fissa (200 €).

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Siamo una società di consulenza attiva da oltre 15 anni nella Finanza Agevolata per le Imprese. Ci occupiamo di Bandi, Incentivi ed Agevolazioni per tutte le tipologie di investimenti. Aiutiamo le aziende a crescere ed innovarsi.
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Normativa e fonti ufficiali
- D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 — Codice della Proprietà Industriale
- UIBM — Costi di un deposito nazionale di marchio
- UIBM — Portale servizi online per il deposito
- EUIPO — Tasse e pagamenti del marchio UE
- WIPO — Sistema di Madrid per la registrazione internazionale
- TMview — Banca dati dei marchi UE e nazionali
- WIPO — Global Brand Database
- UIBM — Trascrizione di cessioni e licenze
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