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Scoperta Imprenditoriale II 2026: bando MIMIT per Ricerca e Sviluppo

27 Agosto 2026

Scoperta Imprenditoriale II è il bando MIMIT (D.M. 19/5/2026) che finanzia con 505,8 milioni di euro progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati nelle regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia). Agevolazioni fino all’80% dei costi (1-5 milioni di euro) tra finanziamento agevolato e contributo diretto. Domande dal 7 ottobre 2026.

IN SINTESI

  • Chi: imprese italiane di qualsiasi dimensione (con almeno 2 bilanci approvati), Centri di ricerca; Organismi di ricerca, imprese agricole e imprese di servizi all’industria come co-proponenti. È un bando nazionale: possono partecipare anche le imprese del Nord Italia a condizione che il progetto sia realizzato in una delle 7 regioni meno sviluppate.
  • Quanto: finanziamento agevolato 40% + contributo diretto dal 30% (grande impresa) al 40% (piccola impresa) dei costi ammissibili; Organismi di ricerca: contributo diretto 60%/40%. Progetti da 1 a 5 milioni di euro.
  • Entro quando: domande dal 7 ottobre 2026
  • Come: esclusivamente online sulla piattaforma del Soggetto gestore (Banca del Mezzogiorno-Mediocredito Centrale), fondocrescitasostenibile.mcc.it.
  • Cumulabilità: da valutare caso per caso nel rispetto dei limiti del regolamento GBER e del divieto di doppio finanziamento sugli stessi costi.

Chi può accedere a Scoperta Imprenditoriale II?

Possono presentare domanda le imprese italiane di qualsiasi dimensione, con almeno due bilanci approvati, a condizione che il progetto di ricerca e sviluppo sia realizzato in una delle regioni meno sviluppate.

Il decreto direttoriale 6 agosto 2026 individua come beneficiari diretti le imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali o artigiane, oltre ai Centri di ricerca. Possono partecipare come co-proponenti di un progetto congiunto anche gli Organismi di ricerca, le imprese agricole e le imprese di servizi all’industria. Se il progetto congiunto vuole accedere alla riserva del 60% destinata a PMI e reti di impresa, tutti i proponenti diversi dagli Organismi di ricerca devono appartenere alla categoria delle PMI, oppure il progetto deve essere realizzato tramite contratto di rete.

  • Beneficiari diretti: imprese di qualsiasi dimensione (industria, agroindustria, artigianato) e Centri di ricerca, con almeno 2 bilanci approvati alla data di presentazione della domanda.
  • Co-proponenti ammessi: Organismi di ricerca (università, enti di ricerca, intermediari dell’innovazione), imprese agricole, imprese di servizi all’industria.
  • Riserve dedicate: 60% delle risorse a PMI e reti di impresa, con una sottoriserva del 25% di questa quota per le sole micro e piccole imprese.

ATTENZIONE — IL VINCOLO NON È LA SEDE LEGALE, È DOVE REALIZZI IL PROGETTO

Scoperta Imprenditoriale II è un bando nazionale aperto a tutte le imprese italiane. Il vincolo riguarda esclusivamente il luogo di realizzazione del progetto di ricerca e sviluppo, che deve avvenire in una delle sette regioni meno sviluppate: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Un’impresa con sede legale al Nord può partecipare se realizza — anche aprendo ex novo — un’unità operativa dedicata al progetto in una di queste regioni. Verificare con precisione, prima di impostare la pratica, dove verranno effettivamente svolte le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale: un errore su questo punto emerge in istruttoria e comporta la non ammissibilità della domanda.


Quali progetti finanzia il bando?

Sono finanziabili i progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale che sviluppano tecnologie abilitanti fondamentali (KETs), coerenti con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente o con altre traiettorie tecnologiche evolutive.

L’obiettivo dichiarato dal decreto è alimentare il processo di “scoperta imprenditoriale”: non basta quindi un miglioramento incrementale dei processi produttivi, serve un progetto che sviluppi nuovi prodotti, processi o servizi, o ne migliori in modo significativo di esistenti, con un chiaro contenuto di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale secondo le definizioni del regolamento GBER.

  • Costi e spese ammissibili: tra 1.000.000 e 5.000.000 di euro per progetto.
  • Durata: non inferiore a 18 mesi e non superiore a 36 mesi.
  • Avvio delle attività: successivo alla data di presentazione della domanda e comunque entro 3 mesi dalla concessione delle agevolazioni.

Quanto valgono le agevolazioni e come si combinano?

Le agevolazioni combinano finanziamento agevolato e contributo diretto alla spesa, per una copertura che può arrivare all’80% dei costi ammissibili.

Le percentuali sono nominali e vanno sempre verificate rispetto alle intensità massime di aiuto in equivalente sovvenzione lordo (ESL) e alle soglie di notifica individuale previste dagli articoli 4 e 25 del regolamento GBER, che possono ridurre l’importo effettivamente concedibile per progetti di importo elevato o per grandi imprese.

Forma di agevolazioneBeneficiarioIntensità nominale
Finanziamento agevolatoTutte le imprese (esclusi Organismi di ricerca)40% dei costi ammissibili
Contributo diretto alla spesaPiccola impresa40%
Contributo diretto alla spesaMedia impresa35%
Contributo diretto alla spesaGrande impresa30%
Contributo diretto alla spesaOrganismi di ricerca — ricerca industriale60%
Contributo diretto alla spesaOrganismi di ricerca — sviluppo sperimentale40%

Come deve essere strutturato il progetto?

I progetti devono essere realizzati in forma collaborativa: o come progetto congiunto tra più soggetti, o come progetto di una singola PMI che esternalizza almeno il 10% dei costi in servizi di ricerca.

Il decreto ministeriale non ammette progetti realizzati in totale autonomia da una singola grande impresa senza alcuna forma di collaborazione esterna. Le due modalità alternative previste sono le seguenti.

  • Progetto congiunto: massimo 3 soggetti proponenti (impresa capofila inclusa), con almeno una micro, piccola o media impresa tra i proponenti, ciascuno dei quali sostiene almeno il 10% dei costi ammissibili; è richiesto un contratto di rete o un’altra forma contrattuale di collaborazione.
  • Progetto singolo con esternalizzazione: una micro, piccola o media impresa (o una piccola impresa a media capitalizzazione) realizza il progetto coinvolgendo uno o più soggetti esterni e indipendenti, per servizi di ricerca, consulenza R&S o ricerca contrattuale, per un valore almeno pari al 10% dei costi complessivi ammissibili.

Le quote minime del 10% non sono un dato solo formale in fase di domanda: se in sede di rendicontazione la quota di un co-proponente o l’importo delle collaborazioni esterne scende sotto il 10% dei costi complessivi ammissibili, la domanda viene dichiarata non ammissibile.


Quali sono i criteri di valutazione e le soglie di ammissibilità?

La domanda deve superare tre soglie di punteggio distinte, un punteggio complessivo minimo di 70 su 100 e due indicatori economico-finanziari eliminatori.

Il Soggetto gestore valuta ogni domanda sulla base di tre macro-criteri: caratteristiche del soggetto proponente (capacità tecnico-organizzativa, qualità delle collaborazioni con Organismi di ricerca, solidità economico-finanziaria), qualità della proposta progettuale (fattibilità tecnica, rilevanza dei risultati attesi, grado di innovazione) e impatto del progetto (interesse industriale, potenzialità di sviluppo). A ciascun criterio è associata una soglia minima di punteggio, condizione necessaria ma non sufficiente per l’ammissibilità.

Criterio di valutazionePunteggio minimo richiesto
a) Caratteristiche del soggetto proponente18
b) Qualità della proposta progettuale25
c) Impatto del progetto12
Punteggio complessivo (incl. eventuali maggiorazioni)70

ATTENZIONE — TRE SOGLIE ELIMINATORIE, NON SOLO PUNTEGGIO

Oltre al punteggio minimo di 70/100, la domanda decade se anche uno solo di questi indicatori non è rispettato: capacità di rimborsare il finanziamento agevolato (rapporto tra cash-flow medio e rata di ammortamento) inferiore a 3,2 — con irricevibilità immediata della domanda, fatta eccezione per gli Organismi di ricerca — e rapporto tra importo del progetto presentato e fatturato medio del proponente superiore a 0,6, che rende la domanda non ammissibile. Conviene far calcolare questi due indicatori sui bilanci reali prima di dimensionare il progetto, non dopo averlo presentato.

Ai soggetti proponenti in possesso della certificazione della parità di genere alla data di presentazione della domanda è attribuita una maggiorazione di 2 punti; ulteriori 3 punti sono attribuiti a chi è iscritto nell’elenco del rating di legalità. Queste maggiorazioni concorrono al raggiungimento della soglia dei 70 punti ma non alla formazione della graduatoria cronologica di accesso all’istruttoria.


Quando e come si presenta la domanda?

Le domande si presentano online dalle ore 10:00 del 7 ottobre 2026, con priorità basata sull’ordine cronologico giornaliero di presentazione.

Non si tratta di un click day nel senso stretto: le domande presentate lo stesso giorno sono considerate pervenute nello stesso istante, indipendentemente da ora e minuto. Solo se le risorse residue non bastano a coprire tutte le domande di una singola giornata si forma una graduatoria interna a quel giorno, basata sul punteggio dell’indicatore di solidità economico-finanziaria. Questo rende comunque conveniente arrivare pronti fin dai primi giorni di apertura dello sportello.

  • 24 settembre 2026: apertura della procedura di compilazione guidata della domanda sul sito del Soggetto gestore.
  • 7 ottobre 2026, ore 10:00: apertura effettiva dello sportello per la presentazione delle domande (10:00-18:00, dal lunedì al venerdì).
  • Istruttoria: verifica di completezza e ammissibilità formale entro 20 giorni, seguita dalla valutazione di merito entro 90 giorni dalla presentazione della domanda.
  • Concessione: il Ministero adotta il decreto di concessione entro 30 giorni dalla presentazione della documentazione integrativa richiesta dopo l’esito positivo dell’istruttoria.
  • Erogazioni: fino a 5 stati di avanzamento più il saldo finale, ciascuno entro il 90% dell’importo concesso; è possibile anche l’anticipazione fino al 90%, previa fideiussione bancaria o polizza assicurativa.

La domanda si presenta esclusivamente online su fondocrescitasostenibile.mcc.it e richiede l’annullamento di una marca da bollo da 16 euro, il cui numero identificativo va riportato nell’apposita sezione del modulo.


Un esempio numerico

Una piccola impresa realizza, in forma congiunta con un’altra PMI tramite contratto di rete, un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale con costi ammissibili complessivi pari a 2.000.000 di euro, da svolgere in un’unità produttiva aperta in Puglia.

VoceValore
Costi ammissibili totali del progetto€ 2.000.000
Finanziamento agevolato (40%)€ 800.000
Contributo diretto alla spesa, piccola impresa (40%)€ 800.000
Totale agevolazioni (80% dei costi)€ 1.600.000
Quota a carico dell’impresa (20%)€ 400.000

L’impresa copre quindi l’80% del progetto con le agevolazioni, di cui metà come finanziamento da restituire (a tasso agevolato) e metà come contributo diretto a fondo perduto. Il calcolo va sempre verificato caso per caso rispetto alle soglie di notifica individuale del regolamento GBER, che per progetti di importo elevato o per grandi imprese possono ridurre l’intensità massima effettivamente concedibile.


Errori comuni da evitare

  • Confondere sede legale e luogo di realizzazione del progetto: avere sede o unità produttive al Nord non esclude dal bando, ma il progetto va comunque realizzato in una delle 7 regioni meno sviluppate.
  • Dimensionare il progetto ai limiti della forbice 1-5 milioni: una riduzione dei costi superiore al 20% in fase di rendicontazione, che porti il costo ammissibile sotto 1 milione, rende la domanda non ammissibile.
  • Non presidiare le soglie minime del 10% di partecipazione dei co-proponenti o di esternalizzazione R&S: se scendono sotto soglia in rendicontazione, la domanda decade.
  • Non calcolare in anticipo gli indicatori di solidità economico-finanziaria: le soglie di 3,2 (capacità di rimborso) e 0,6 (rapporto progetto/fatturato) sono eliminatorie, non semplici elementi di punteggio.
  • Dimenticare la marca da bollo da 16 euro con il relativo numero identificativo nella sezione dedicata del modulo di domanda: causa l’invalidità dell’istanza.
  • Non predisporre da subito una contabilità separata tra attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale: va organizzata dall’avvio del progetto, non ricostruita a consuntivo.
  • Aspettare il 7 ottobre per iniziare la pratica: con una graduatoria cronologica giornaliera, arrivare pronti dai primi giorni riduce il rischio di rimanere fuori se le risorse di una giornata risultano insufficienti.
  • Sottovalutare i vincoli post-progetto: mantenimento dei livelli occupazionali e della capacità produttiva per 5 anni (3 per le PMI) e divieto di delocalizzazione, pena la revoca delle agevolazioni.

La tua impresa può accedere a Scoperta Imprenditoriale II?

Isinet Consulting verifica i requisiti di ammissibilità, calcola gli indicatori economico-finanziari eliminatori, dimensiona il progetto sulla forbice 1-5 milioni e segue tutta la pratica fino all’erogazione. Prima valutazione gratuita.


Domande frequenti su Scoperta Imprenditoriale II

Le imprese di Veneto, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia possono partecipare a Scoperta Imprenditoriale II?

Sì. Il bando è nazionale e aperto a tutte le imprese italiane, indipendentemente dalla sede legale. L’unico vincolo è che il progetto di ricerca e sviluppo venga realizzato in una delle regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), anche tramite l’apertura di una nuova unità operativa dedicata.

Qual è la differenza tra progetto congiunto e progetto con esternalizzazione R&S?

Nel progetto congiunto più imprese (fino a 3, capofila inclusa) partecipano tutte come soggetti proponenti, con contratto di rete o altra forma contrattuale di collaborazione, ciascuna sostenendo almeno il 10% dei costi. Nel progetto con esternalizzazione, una singola PMI resta l’unico soggetto proponente e coinvolge soggetti esterni e indipendenti per servizi di ricerca o consulenza R&S per almeno il 10% dei costi.

Scoperta Imprenditoriale II funziona a click day?

Non esattamente. Le domande presentate nello stesso giorno sono trattate come pervenute nello stesso istante, a prescindere dall’ora e dal minuto. Solo se le risorse residue non bastano per tutte le domande di quella giornata si forma una graduatoria interna basata sull’indicatore di solidità economico-finanziaria del proponente.

Cosa succede se il punteggio complessivo è sopra 70 ma uno dei tre criteri è sotto soglia?

La domanda non è ammissibile. Il punteggio complessivo di almeno 70 punti è una condizione necessaria ma non sufficiente: servono anche almeno 18 punti sulle caratteristiche del proponente, 25 sulla qualità della proposta progettuale e 12 sull’impatto del progetto, oltre al rispetto degli indicatori economico-finanziari eliminatori.

Posso cumulare Scoperta Imprenditoriale II con altre agevolazioni sullo stesso progetto?

Il decreto vieta il doppio finanziamento sugli stessi costi e impone il rispetto dei limiti di cumulo previsti dal regolamento GBER. Ogni possibile combinazione con altre misure va verificata voce di costo per voce di costo, prima di presentare la domanda.

Cosa succede se non rispetto i tempi di avvio o di prima richiesta di erogazione?

Il mancato avvio del progetto entro 3 mesi dal decreto di concessione, così come il mancato invio della prima richiesta di erogazione per stato di avanzamento entro 18 mesi dalla concessione, comporta la revoca delle agevolazioni.


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