Bando Filiera Moda 2026: 100 milioni per le PMI del settore
16 Settembre 2026
Il bando filiera moda è la misura del MIMIT (decreto 6 agosto 2026) che destina 100 milioni del Fondo per la crescita sostenibile alle PMI di tessile, abbigliamento, pelletteria, occhialeria e gioielleria. Finanzia programmi da 1 a 20 milioni con fondo perduto e finanziamento agevolato opzionale. Domande online, con procedura valutativa a graduatoria.
IN SINTESI
- Chi: PMI della filiera della moda con almeno un codice ATECO 2025 tra quelli dell’allegato 1 al decreto, anche in aggregazione da 3 a 6 imprese.
- Quanto: programmi da 1 a 20 milioni di euro; contributo a fondo perduto più finanziamento agevolato opzionale pari al 20% degli investimenti, con un tetto complessivo del 75% delle spese ammissibili.
- Entro quando: date di apertura e chiusura non ancora fissate: le stabilirà un provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese del MIMIT.
- Come: domanda solo telematica sul sito del soggetto gestore; graduatoria su tre indicatori più cinque maggiorazioni.
- Cumulabilità: ammessa con altri aiuti di Stato, anche de minimis, nei limiti europei, e con agevolazioni che non sono aiuti di Stato, senza sovracompensare le spese.

Indice degli argomenti
- A che punto è il bando filiera moda?
- Chi può partecipare?
- Quali programmi sono ammissibili?
- Quali spese sono finanziabili?
- Quali agevolazioni si ottengono?
- GBER o de minimis: quale regime scegliere?
- Come funziona la graduatoria?
- Esempio numerico
- Obblighi dopo la concessione
- Errori comuni da evitare
- Domande frequenti
- Normativa e fonti ufficiali
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A che punto è il bando filiera moda?
Il decreto del 6 agosto 2026 fissa regole, spese e agevolazioni, ma lo sportello non è ancora aperto: date e modalità operative arriveranno con un successivo provvedimento direttoriale.
Il decreto attua l’articolo 3 della Legge 11 marzo 2026, n. 34 (Legge annuale sulle PMI), che ha assegnato 100 milioni di euro a un’apposita sezione del Fondo per la crescita sostenibile. La gestione fa capo alla Direzione generale per gli incentivi alle imprese del MIMIT, che potrà affidare istruttoria, erogazioni e controlli a un soggetto gestore: il decreto non lo nomina.
Il provvedimento direttoriale dovrà definire anche la documentazione da allegare, i punteggi di ciascun criterio, gli eventuali punteggi minimi e gli schemi di domanda e di piano di sviluppo, che saranno pubblicati con congruo anticipo sul sito del soggetto gestore.
Sulla dotazione pesano due riserve:
- 25% delle risorse alle iniziative di micro e piccole imprese;
- 40% delle risorse alle iniziative da realizzare in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Le quote riservate non assorbite tornano a disposizione delle altre domande. La dotazione può inoltre essere incrementata con nuove risorse, anche europee.
DA SAPERE — IL TEMPO UTILE È ADESSO
Il piano di sviluppo richiede dati di bilancio, preventivi, verifica dei codici ATECO e, per le opere, un percorso edilizio credibile. Chi prepara questi elementi prima dell’apertura arriva alla domanda con un progetto già coerente con i limiti del decreto.
Chi può partecipare al bando filiera moda?
Possono partecipare le PMI iscritte e attive al Registro delle imprese che svolgono almeno una delle attività ATECO 2025 elencate nell’allegato 1 al decreto.
La definizione di PMI è quella europea dell’allegato I al Regolamento GBER. Il possesso dei requisiti va dimostrato alla data di presentazione della domanda: non basta acquisirli durante l’istruttoria.
Quali codici ATECO rientrano nella filiera moda?
Le divisioni 13 (tessili), 14 (abbigliamento) e 15 (pelli, cuoio e articoli in pelle) sono ammesse per intero. Per gli altri codici il decreto indica quasi sempre un perimetro preciso di attività:
| Codice ATECO 2025 | Attività | Limite previsto |
|---|---|---|
| 13, 14, 15 | Tessili, abbigliamento, pelli e articoli in pelle | Intera divisione |
| 16.27.00 – 16.28.19 | Finitura e altri prodotti in legno | Parti per calzature e accessori moda; forme per calzature, stampelle, manici di ombrelli e bastoni |
| 18.12.00 | Altra stampa | Serigrafia su tessili e abbigliamento, incisione laser su tessili |
| 20.42.00 – 20.60.00 | Profumi e cosmetici; fibre sintetiche e artificiali | Nessun limite indicato |
| 20.59.99 | Altri prodotti chimici n.c.a. | Materiali per il finissaggio di tessili e cuoio |
| 22.12.00 – 22.26.99 | Altri prodotti in gomma e in plastica | Abbigliamento, pettini e fermacapelli in gomma; articoli di profumeria, abbigliamento e forme per calzature in plastica |
| 25.51.00 – 25.53.00 | Rivestimento, trattamento termico e meccanica dei metalli | Solo lavorazioni destinate ad accessori moda |
| 25.63.20 – 25.93.10 – 25.99.90 | Stampi, prodotti con fili metallici, altri prodotti in metallo | Minuteria per accessori; tessuti; fibbie, fermagli, ganci, telai di ombrelli e simili |
| 26.52.00 | Orologi | Orologi, casse e componenti di orologi da polso |
| 32.12.10 – 32.12.20 – 32.13.00 | Pietre preziose, gioielli, bigiotteria | Nessun limite indicato |
| 32.50.30 – 32.50.40 | Lenti oftalmiche e montature per occhiali | Nessun limite indicato |
| 32.99.10 – 32.99.20 | Dispositivi di protezione; ombrelli, bottoni, zip, parrucche | DPI solo se la componente tessile è prevalente |
| 74.11.20 | Progettazione di moda | Nessun limite indicato |
Quali requisiti e cause di esclusione vanno verificati?
- Stato dell’impresa: nessuna procedura concorsuale liquidatoria o estintiva equivalente in corso.
- Impresa in difficoltà: esclusa, se l’aiuto è concesso in regime GBER.
- Plafond de minimis: se l’aiuto è in de minimis e supera il massimale, l’agevolazione viene ridotta.
- Revoche pregresse MIMIT: le somme dovute devono essere già restituite.
- Delocalizzazione: per gli aiuti ex art. 14 GBER, nessuna delocalizzazione verso l’unità agevolata nei 2 anni precedenti e impegno a non farla nei 2 anni successivi al completamento.
- Cause ostative: antimafia, sanzioni interdittive ex D.Lgs. 231/2001, condanne definitive di legali rappresentanti o amministratori, irregolarità contributiva (DURC), decadenze per delocalizzazione o dichiarazioni mendaci non ancora decorse.
- Paesi non cooperativi: esclusa l’impresa controllata da o controllante di società residenti in giurisdizioni della lista UE, salvo presenza economica sostanziale.
ATTENZIONE — POLIZZA CATASTROFALE E DURC
Il decreto esclude espressamente le imprese che non hanno stipulato la polizza catastrofale obbligatoria prevista dalla Legge 213/2023 e quelle non in regola con i contributi. Sono verifiche da fare prima della domanda: il possesso dei requisiti si misura a quella data, e un’esclusione accertata dopo la concessione porta alla revoca totale.
Quali programmi di investimento sono ammissibili?
Sono ammissibili i piani di sviluppo con un programma di investimento produttivo realizzato in un’unità locale in Italia, con spese ammissibili tra 1 e 20 milioni di euro.
Il programma produttivo deve rispettare gli articoli 13, 14 e 17 del Regolamento GBER e riguardare una di queste finalità:
- creazione di una nuova unità produttiva;
- ampliamento della capacità di un’unità esistente;
- riconversione, cioè diversificazione verso prodotti mai fabbricati prima;
- ristrutturazione, cioè cambiamento fondamentale del processo produttivo;
- acquisizione di attivi di uno stabilimento esistente.
Accanto a queste, il decreto prevede i programmi di rinnovo di impianti, macchinari e attrezzature funzionali a mantenere o migliorare la capacità produttiva, con importo non superiore a 1 milione di euro e aiuti concessi solo in de minimis.
DA CHIARIRE — LA SOGLIA DEI PROGRAMMI DI RINNOVO
Il decreto fissa un tetto di 1 milione per i programmi di rinnovo e, nello stesso tempo, chiede a tutti i programmi spese ammissibili di almeno 1 milione. Letto alla lettera, lo spazio per il rinnovo è molto stretto: prima di impostare un progetto su questa linea conviene attendere le indicazioni del provvedimento direttoriale.
Quali progetti possono completare il programma produttivo?
- Innovazione di processo e dell’organizzazione (art. 29 GBER): fino al 40% dell’investimento complessivo del piano.
- Formazione del personale (art. 31 GBER): fino al 20% dell’investimento complessivo; esclusa la formazione obbligatoria per legge.
- Ricerca industriale e sviluppo sperimentale (art. 25 GBER): solo se il programma produttivo supera i 5 milioni di spese ammissibili.
Come funziona la domanda in forma congiunta?
Il piano può essere presentato da 3 a 6 PMI insieme. I limiti di 1 e 20 milioni valgono per il programma complessivo, ma il progetto di ciascuna impresa non può scendere sotto i 200.000 euro. Le imprese devono descrivere i collegamenti esistenti o previsti e gli obiettivi comuni che giustificano il piano congiunto. Ogni impresa può presentare una sola domanda, singola o congiunta.
Quali vincoli temporali vanno rispettati?
- Avvio: solo dopo la domanda. Conta il primo tra inizio lavori e primo impegno giuridicamente vincolante (ordine, contratto); acquisto del terreno, permessi e studi di fattibilità non fanno scattare l’avvio.
- Ultimazione: entro 36 mesi dalla concessione, prorogabili una volta fino a 12 mesi su richiesta motivata presentata almeno 30 giorni prima della scadenza.
- Data di ultimazione: coincide con l’ultimo titolo di spesa rendicontato e ammesso.
Quali spese sono finanziabili con il bando filiera moda?
Per il programma produttivo sono ammesse le immobilizzazioni materiali e immateriali, con limiti percentuali su terreno, opere murarie e consulenze.
| Voce di spesa | Limite |
|---|---|
| Suolo aziendale e sistemazioni | 10% del programma produttivo ammissibile |
| Opere murarie, assimilate e infrastrutture aziendali | 40% del programma produttivo ammissibile |
| Macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica (inclusi impianti a fonti rinnovabili per l’unità, escluse le relative opere murarie) | Nessun limite specifico |
| Immobilizzazioni immateriali (art. 2, punto 30 GBER) | Nessun limite specifico |
| Consulenze connesse al programma (art. 18 GBER) | 5% del programma produttivo ammissibile |
Per i progetti complementari le voci cambiano:
- Innovazione: personale tecnico e ricercatori, strumenti nuovi per il periodo di utilizzo, ricerca contrattuale, brevetti e consulenze dedicate, spese generali e materiali fino al 20% del progetto.
- Formazione: costi dei formatori, costi di esercizio (viaggi, alloggio, materiali, ammortamento strumenti), consulenze fino al 10% del progetto.
- Ricerca e sviluppo: personale, quote di ammortamento di strumenti e attrezzature nuovi, ricerca contrattuale e brevetti, spese generali forfettarie pari al 20% degli altri costi.
Quali agevolazioni si ottengono e come funziona il finanziamento?
L’agevolazione è un contributo a fondo perduto a cui l’impresa può affiancare un finanziamento agevolato pari al 20% degli investimenti ammissibili.
Il decreto non fissa percentuali proprie di contributo: l’intensità massima dipende dal regime europeo applicabile e, per il programma produttivo, dalla localizzazione. Nelle aree ammesse alla deroga dell’art. 107, par. 3, lettere a) e c) del TFUE si applica la Carta degli aiuti a finalità regionale; altrove l’articolo 17 del GBER. Consulenze, innovazione, formazione e R&S seguono rispettivamente gli articoli 18, 29, 31 e 25 del GBER.
Come è strutturato il finanziamento agevolato?
- Importo: 20% degli investimenti ammissibili, solo su richiesta.
- Durata: fino a 10 anni, più un preammortamento fino a 3 anni commisurato al programma.
- Tasso: 20% del tasso di riferimento UE vigente alla concessione.
- Rimborso: rate semestrali costanti al 30 giugno e al 31 dicembre.
- Garanzie: nessuna richiesta.
La somma di fondo perduto e finanziamento non può superare il 75% degli investimenti ammissibili. Se il programma è agevolato ai sensi dell’art. 14 GBER, l’impresa deve coprire almeno il 25% delle spese con mezzi propri o finanziamenti esterni privi di qualsiasi sostegno pubblico.
Come vengono erogate le somme?
- Anticipo: fino al 25% delle agevolazioni, con fideiussione bancaria o polizza fideiussoria di pari importo.
- Stati di avanzamento: massimo 3 SAL più il saldo, ciascuno non inferiore al 25% delle spese ammesse; fatture non quietanzate ammesse entro il 50% delle spese ammesse.
- Saldo: richiesta entro 60 giorni dall’ultimazione, subordinata a verifica in loco.
- Tempi: erogazione entro 60 giorni dalla richiesta completa.
Le agevolazioni sono cumulabili con altri aiuti di Stato nei limiti europei e con misure che non costituiscono aiuto di Stato, senza superare il costo delle spese. Se sugli stessi beni stai valutando anche la Nuova Sabatini o l’Iperammortamento 2026, la compatibilità va calcolata voce per voce prima della domanda.
GBER o de minimis: quale regime scegliere?
Per i programmi di creazione di una nuova unità e di ampliamento, l’impresa può chiedere di essere agevolata in de minimis invece che in GBER: una scelta che cambia vincoli e importi ottenibili.
| Aspetto | Regime GBER | Regime de minimis (su richiesta) |
|---|---|---|
| Programmi interessati | Tutti | Solo creazione di nuova unità e ampliamento (oltre al rinnovo, sempre in de minimis) |
| Intensità | Secondo Carta aiuti regionali o art. 17 GBER | Non oltre il 50% degli investimenti ammissibili |
| Tetto fondo perduto + finanziamento | 75% | 75% |
| Impresa in difficoltà | Esclusa | Non richiamato dal decreto |
| Apporto proprio 25% e clausola sulla delocalizzazione | Richiesti se l’aiuto è ex art. 14 GBER | Non richiamati dal decreto |
| Effetto sul plafond de minimis | Nessuno | Consuma il massimale disponibile |
In sintesi: il de minimis può essere utile a imprese con plafond libero e programmi contenuti, ma limita l’importo ottenibile e consuma spazio per altri aiuti. Su programmi grandi il GBER resta di norma la strada principale. La scelta va fatta sui numeri dell’impresa, non in astratto.
Come funziona la graduatoria del bando filiera moda?
Non è uno sportello cronologico: le domande sono ordinate in graduatoria su tre indicatori, a cui si applicano fino a cinque maggiorazioni.
Gli indicatori di base sono:
- Copertura finanziaria del piano: mezzi propri, debiti a medio termine e altre disponibilità rapportati al totale degli investimenti.
- MOL su investimento: rapporto tra EBITDA e spese ammissibili richieste.
- Certificazioni etico-sociali e tracciabilità della supply chain.
Le maggiorazioni sul punteggio:
| Premialità | Maggiorazione | Condizione |
|---|---|---|
| Rating di legalità | +3% | Iscrizione nell’elenco AGCM alla data della domanda |
| Certificazione parità di genere | +3% | Posseduta alla data della domanda |
| Semilavorati di origine italiana o UE | +3% | Utilizzo prevalente nell’ultimo esercizio chiuso, documentato e dichiarato con DSAN |
| Piano congiunto | +3% | Solo se le imprese coprono fasi diverse della catena del valore |
| Costo del personale | +10% | Oltre il 15% del fatturato nell’ultimo bilancio approvato |
La maggiorazione più alta premia le imprese ad alta intensità di manodopera, tipiche della manifattura moda. Il provvedimento direttoriale chiarirà come si combinano le maggiorazioni e gli eventuali punteggi minimi.
Come si svolge l’istruttoria?
La graduatoria è pubblicata entro 30 giorni dalla chiusura dei termini; l’istruttoria di ogni domanda si chiude entro 90 giorni dalla graduatoria, in due fasi:
- Prima fase: disponibilità delle risorse, requisiti di ammissibilità e coerenza del piano con il decreto. Se i fondi residui non bastano, l’ultima domanda finanziabile riceve un’agevolazione parziale.
- Seconda fase: solidità economico-finanziaria, fattibilità tecnica, cantierabilità (documentazione edilizia producibile entro 12 mesi) e congruità delle spese.
Il soggetto gestore può chiedere integrazioni una sola volta. Se non arrivano complete nei termini, la domanda viene valutata con quello che c’è.
Quanto vale il bando per un’impresa? Un esempio numerico
Un piano da 2.860.000 euro può ottenere un finanziamento agevolato di 572.000 euro e agevolazioni complessive fino a 2.145.000 euro, ma il fondo perduto effettivo dipende dall’intensità GBER applicabile.
Ipotesi: calzaturificio (divisione ATECO 15) che amplia il proprio stabilimento in regime GBER, con un progetto di innovazione di processo e uno di formazione.
| Voce | Importo | Verifica limite |
|---|---|---|
| Macchinari e impianti nuovi | 1.500.000 € | — |
| Opere murarie | 700.000 € | Limite 40%: 1.000.000 € ✔ |
| Suolo e sistemazioni | 150.000 € | Limite 10%: 250.000 € ✔ |
| Immobilizzazioni immateriali | 100.000 € | — |
| Consulenze | 50.000 € | Limite 5%: 125.000 € ✔ |
| Programma produttivo | 2.500.000 € | Tra 1 e 20 milioni ✔ |
| Progetto di innovazione di processo | 300.000 € | Limite 40% del piano ✔ |
| Progetto di formazione | 60.000 € | Limite 20% del piano ✔ |
| Totale piano di sviluppo | 2.860.000 € | R&S non ammessa: programma produttivo sotto 5 milioni |
| Parametro finanziario | Calcolo | Risultato |
|---|---|---|
| Finanziamento agevolato | 20% × 2.860.000 | 572.000 € |
| Tetto fondo perduto + finanziamento | 75% × 2.860.000 | 2.145.000 € |
| Spazio teorico massimo per il fondo perduto | 2.145.000 − 572.000 | 1.573.000 € |
| Apporto minimo senza sostegno pubblico (art. 14 GBER) | 25% × 2.860.000 | 715.000 € |
| Importo minimo di ogni SAL | 25% × spese ammesse | 715.000 € |
| Fatture non quietanzate utilizzabili | 50% × spese ammesse | 1.430.000 € |
| Rate del finanziamento (10 anni) | 2 rate l’anno | 20 rate semestrali |
Il fondo perduto reale sarà di norma inferiore a 1.573.000 euro, perché si applicano le intensità massime del GBER per localizzazione e dimensione dell’impresa. L’esempio mostra un punto pratico: SAL minimi da 715.000 euro richiedono una pianificazione di cassa solida, perché dal secondo SAL in poi servono le quietanze delle fatture già presentate.
Quali obblighi restano dopo la concessione?
Il beneficiario deve mantenere i beni, comunicare in anticipo le variazioni sostanziali e consentire i controlli, pena la revoca parziale o totale.
- Mantenimento: beni agevolati nella stessa regione per almeno 3 anni dall’ultima erogazione o dall’installazione dell’ultimo bene; sostituzione di beni obsoleti solo previa comunicazione.
- Variazioni sostanziali: fusioni, scissioni, cessioni o conferimenti di ramo d’azienda, cambi di localizzazione o di tempistica vanno comunicati prima; le erogazioni restano sospese fino all’autorizzazione.
- CUP: da indicare su tutti gli atti amministrativi e contabili dell’iniziativa.
- Monitoraggio: dati e rapporti tecnici su richiesta, anche dopo la conclusione del programma.
ATTENZIONE — LE PREMIALITÀ DICHIARATE VANNO DIMOSTRATE
Se le dichiarazioni su rating, parità di genere, semilavorati o costo del personale risultano non veritiere, il decreto prevede la revoca. È totale quando la premialità è stata determinante per entrare in graduatoria: meglio rinunciare a un punto incerto che rischiare l’intero contributo.
Errori comuni da evitare
- Firmare ordini o versare acconti prima della domanda: il decreto considera avviato il programma al primo impegno vincolante. Un ordine firmato per bloccare i tempi di consegna rende il programma non ammissibile.
- Fermarsi al numero del codice ATECO: per molti codici l’allegato limita l’accesso a specifiche lavorazioni. Un’impresa meccanica con codice 25.53.00 rientra solo se lavora metalli destinati ad accessori moda.
- Sforare i limiti per voce: suolo oltre il 10%, opere murarie oltre il 40% o consulenze oltre il 5% vengono tagliate. Un capannone da costruire con pochi macchinari rischia di vedere ridotto il programma e, con esso, la soglia minima di 1 milione.
- Inserire la R&S in un programma sotto i 5 milioni: il progetto di ricerca è ammesso solo sopra quella soglia di investimento produttivo, e va escluso dal piano.
- Costruire aggregazioni di comodo: servono da 3 a 6 PMI, ciascuna con almeno 200.000 euro di progetto, e obiettivi comuni documentati. La maggiorazione del 3% scatta solo se le imprese presidiano fasi diverse della filiera.
- Sottovalutare la cantierabilità: se il programma prevede opere, l’istruttoria verifica che i titoli edilizi siano ottenibili entro 12 mesi. Un progetto senza percorso autorizzativo chiaro perde punti di fattibilità.
- Scegliere il regime senza guardare il plafond: il de minimis riduce vincoli ma consuma il massimale e limita l’intensità al 50%. Se il plafond è già parzialmente usato, l’aiuto viene ridotto.
- Pianificare la cassa sui tempi sbagliati: SAL di almeno il 25% delle spese e quietanze obbligatorie dal secondo SAL richiedono linee di credito dimensionate sul piano.
- Dimenticare la scadenza del saldo e della proroga: la richiesta di saldo va inviata entro 60 giorni dall’ultimazione; la proroga almeno 30 giorni prima dei 36 mesi.
La tua impresa della filiera moda può accedere al bando?
Isinet Consulting verifica codici ATECO e requisiti, imposta il piano di sviluppo nei limiti del decreto, valuta il regime più adatto e segue la pratica fino al saldo.
Domande frequenti sul bando filiera moda
Quando apre il bando filiera moda 2026?
Il decreto del 6 agosto 2026 non fissa le date. Termini di apertura e chiusura saranno stabiliti da un provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese del MIMIT, pubblicato sul sito del Ministero e del soggetto gestore.
Il bando filiera moda è a sportello o a graduatoria?
È una procedura valutativa a graduatoria. Le domande sono ordinate su copertura finanziaria, rapporto MOL/investimento e certificazioni etico-sociali e di tracciabilità, con maggiorazioni fino al 10% per il costo del personale.
Un’impresa di occhiali o di gioielli può partecipare?
Sì. Fabbricazione di lenti oftalmiche e montature (32.50.30 e 32.50.40), gioielli, oreficeria, bigiotteria e lavorazione di pietre preziose (32.12.10, 32.12.20, 32.13.00) sono nell’allegato 1 senza limitazioni.
Qual è l’investimento minimo e massimo?
Il programma deve avere spese ammissibili tra 1 e 20 milioni di euro. Nei piani congiunti il limite vale per l’insieme, ma ogni impresa deve avere un progetto di almeno 200.000 euro.
Si possono finanziare macchinari usati?
No. Per il programma produttivo sono ammessi macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica.
Il fotovoltaico è una spesa ammissibile?
Sì, gli impianti a fonti rinnovabili rientrano tra i macchinari e impianti se servono al fabbisogno dell’unità produttiva agevolata. Le opere murarie connesse restano escluse.
Il finanziamento agevolato richiede garanzie?
No. Il decreto esclude forme di garanzia sul finanziamento. La fideiussione serve solo se si chiede l’anticipo, fino al 25% delle agevolazioni.
Chi è il soggetto gestore del bando moda?
Il decreto non lo indica: prevede che il MIMIT possa avvalersi di enti in house o di soggetti selezionati con gara. Il nome sarà noto con gli atti attuativi.
Posso presentare più domande?
No. Ogni impresa può presentare una sola domanda, in forma singola oppure congiunta.

ISINET Consulting
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Normativa e fonti ufficiali
- Decreto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy 6 agosto 2026 — programmi di sviluppo delle PMI della filiera della moda (sito MIMIT)
- Legge 11 marzo 2026, n. 34 — Legge annuale sulle piccole e medie imprese, art. 3
- D.Lgs. 27 novembre 2025, n. 184 — Codice degli incentivi
- Regolamento (UE) n. 651/2014 — Regolamento generale di esenzione per categoria (GBER)
- Regolamento (UE) 2023/2831 — aiuti de minimis
- Incentivi.gov.it — piattaforma informativa sugli incentivi
Per un quadro generale degli strumenti disponibili leggi la guida completa alla finanza agevolata per le PMI.
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