Iperammortamento 2026 e impianti fotovoltaici — guida completa per le imprese
Una delle novità più rilevanti dell’Iperammortamento 2026 è l’estensione dell’agevolazione agli impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Pannelli fotovoltaici, sistemi di accumulo, impianti eolici e geotermici destinati all’autoconsumo aziendale possono ora beneficiare della maggiorazione del costo, con le stesse aliquote previste per i beni 4.0. Una opportunità concreta per le imprese che stanno pianificando investimenti in energia rinnovabile.
COSA DEVI SAPERE
- Cosa è agevolabile: impianti fotovoltaici, eolici, geotermici, idraulici e a biomassa per l’autoproduzione di energia destinata all’autoconsumo aziendale, compresi i sistemi di stoccaggio.
- Classe dei moduli: per il fotovoltaico sono ammessi esclusivamente moduli di classe b) e c) dell’elenco ENEA — i moduli di classe a) sono esclusi.
- Limite di producibilità: l’impianto non deve produrre più del 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva.
- Provenienza beni: i moduli fotovoltaici devono rispettare il vincolo di provenienza previsto dalla normativa — confermato dal Decreto-Legge 27/03/2026 n. 38.
- Aliquote: stesse aliquote dei beni 4.0 — +180% fino a 2,5 milioni, +100% fino a 10 milioni, +50% fino a 20 milioni.

LA TUA IMPRESA STA INVESTENDO IN FOTOVOLTAICO?
Quali impianti di energia rinnovabile sono agevolabili con l’Iperammortamento 2026?
L’Iperammortamento 2026 estende la maggiorazione del costo agli impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinati all’autoconsumo aziendale, compresi i sistemi di stoccaggio dell’energia prodotta. Le fonti energetiche ammesse sono:
- Solare (fotovoltaico) — la fonte più diffusa tra le imprese, con limitazioni specifiche sui moduli ammessi
- Eolico — impianti mini-eolici per autoconsumo industriale
- Geotermico — impianti per la produzione di energia elettrica o calore da fonte geotermica
- Idraulico — micro-idroelettrico per siti con disponibilità di risorse idriche
- Biomassa — impianti per la produzione di energia da biomasse agricole o forestali
- Sistemi di stoccaggio (batterie) — accumulatori abbinati agli impianti di produzione
- Impianti per la produzione di calore di processo — da fonti rinnovabili per utilizzo industriale diretto
Il requisito fondamentale è che l’energia prodotta sia destinata all’autoconsumo aziendale — anche a distanza, attraverso le configurazioni di autoconsumo collettivo previste dalla normativa energetica. Non sono agevolabili impianti destinati prevalentemente alla vendita di energia in rete.
IN SINTESI
Per le imprese manifatturiere e produttive che già stavano pianificando un investimento in fotovoltaico per ridurre i costi energetici, l’Iperammortamento 2026 rappresenta un’opportunità di ottenere un beneficio fiscale significativo sullo stesso investimento, senza dover rispettare i requisiti tecnici 4.0 previsti per i beni degli Allegati IV e V.
Cosa sono i moduli fotovoltaici di classe b) e c) dell’elenco ENEA?
Per gli impianti fotovoltaici, l’Iperammortamento 2026 ammette esclusivamente moduli di classe b) e c) dell’elenco ENEA — i moduli di classe a) sono esplicitamente esclusi. Si tratta di una classificazione basata sull’efficienza e sulla tecnologia dei moduli, che identifica i pannelli di qualità medio-alta e alta.
| Classe ENEA | Caratteristiche | Ammissibile Iperammortamento? |
|---|---|---|
| Classe a) | Moduli standard a bassa efficienza | No — esclusi |
| Classe b) | Moduli ad alta efficienza (es. monocristallino PERC, HJT) | Sì — ammessi |
| Classe c) | Moduli con tecnologia avanzata (bifacciali, tracking) | Sì — ammessi |
Prima di procedere con l’acquisto è fondamentale verificare che i moduli scelti siano presenti nell’elenco ENEA aggiornato e classificati nelle categorie b) o c). La classificazione va documentata nella perizia tecnica e confermata dal fornitore
ATTENZIONE
L’elenco ENEA dei moduli fotovoltaici ammissibili viene aggiornato periodicamente. Prima di acquistare i moduli, verifica sempre che il prodotto specifico sia presente nell’elenco aggiornato al momento dell’acquisto, non in una versione precedente. Un modulo non presente nell’elenco ENEA al momento della comunicazione GSE non è agevolabile.
Cos’è il limite del 105% di producibilità?
Il Decreto Attuativo del 04/05/2026 stabilisce che gli impianti agevolabili devono essere dimensionati in modo che la producibilità massima attesa non superi il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva. In altre parole, l’impianto non può essere sovradimensionato rispetto alle esigenze aziendali.
Questo limite ha una logica precisa: l’agevolazione è pensata per incentivare l’autoconsumo, non la produzione di energia per la vendita. Un impianto che produce significativamente più di quanto l’azienda consuma non rispetterebbe la finalità della norma e non sarebbe agevolabile nella sua interezza.
In pratica, prima di dimensionare l’impianto è necessario:
- Calcolare il fabbisogno energetico annuo della struttura produttiva (kWh/anno)
- Dimensionare l’impianto in modo che la producibilità massima attesa non superi il 105% di quel valore
- Documentare il calcolo nella perizia tecnica asseverata
DA SAPERE
Se l’impianto supera il limite del 105%, non è automaticamente escluso dall’agevolazione nella sua interezza: è possibile che solo la quota di impianto funzionale all’autoconsumo sia agevolabile. In questi casi è fondamentale il supporto di un professionista per determinare la quota agevolabile e documentarla correttamente.
Quali sono le aliquote e come si calcola il beneficio?
Gli impianti di autoproduzione energetica beneficiano delle stesse aliquote di maggiorazione previste per i beni 4.0 degli Allegati IV e V. Il vantaggio fiscale si calcola sulla base imponibile IRES (o IRPEF per le imprese individuali) e si traduce in quote di ammortamento fiscalmente deducibili su una base maggiorata rispetto al costo effettivo.
| Fascia di investimento | Maggiorazione ammortamento | Beneficio fiscale (IRES 24%) |
|---|---|---|
| Fino a 2,5 milioni di euro | +180% | 43,2% del costo |
| Quota tra 2,5 e 10 milioni di euro | +100% | 24% del costo |
| Quota tra 10 e 20 milioni di euro | +50% | 12% del costo |
Esempio pratico: un’impresa che installa un impianto fotovoltaico da 500.000 euro (classe b) ENEA, entro il limite del 105% del fabbisogno) può applicare una maggiorazione del 180% sulla base di ammortamento. Il costo fiscalmente ammortizzabile diventa 500.000 + (500.000 × 180%) = 1.400.000 euro. Con un’aliquota di ammortamento del 9% (impianti fotovoltaici) e IRES al 24%, il risparmio fiscale annuo è significativamente superiore rispetto all’ammortamento ordinario.
Qual è il vincolo di provenienza dei moduli fotovoltaici?
Il Decreto-Legge 27 marzo 2026 n. 38 ha eliminato il vincolo di provenienza europea per la maggior parte dei beni agevolabili con l’Iperammortamento 2026, ma ha mantenuto tale vincolo specificamente per i moduli fotovoltaici e le celle fotovoltaiche.
In concreto, per i pannelli fotovoltaici agevolabili con l’Iperammortamento 2026 è richiesto il rispetto del vincolo di provenienza stabilito dalla normativa vigente in materia. Questo significa che i moduli devono provenire da produttori che rispettano i requisiti di origine previsti — un aspetto particolarmente rilevante considerando che la maggior parte dei moduli fotovoltaici sul mercato è di produzione asiatica.
ATTENZIONE
Prima di acquistare i moduli fotovoltaici, verifica con il fornitore che i prodotti rispettino sia il requisito di classificazione ENEA (classe b o c) sia il vincolo di provenienza. Entrambi i requisiti devono essere documentati e attestati nella perizia tecnica asseverata. L’acquisto di moduli non conformi compromette l’accesso all’agevolazione.
È possibile cumulare l’Iperammortamento con altri incentivi per il fotovoltaico?
In linea di principio sì, ma con limiti precisi: il cumulo è consentito purché il totale delle agevolazioni non superi il costo effettivamente sostenuto e le diverse misure non coprano le stesse quote di costo.
I principali incentivi che le imprese possono valutare in combinazione con l’Iperammortamento 2026 per investimenti fotovoltaici sono:
- Bando Simest Transizione Digitale— contributo a fondo perduto + finanziamento a tasso super agevolato per questo stumento dedicato alle imprese esportatrici.
- Bandi regionali — alcune regioni come Veneto e Lombardia hanno attivi bandi specifici per l’efficienza energetica delle PMI, potenzialmente cumulabili.
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