Bando Digital Export Emilia Romagna 2026
26 Agosto 2026
Il Bando Digital Export 2026-2027 di Unioncamere Emilia-Romagna eroga contributi a fondo perduto fino a 20.000 euro (50% delle spese) alle PMI manifatturiere con sede o unità locale in Emilia-Romagna per progetti di digitalizzazione dell’export. Le domande si presentano dal 28 settembre al 5 ottobre 2026 su piattaforma Restart; l’azione di Digital Marketing è obbligatoria.
IN SINTESI
- Chi: PMI manifatturiere (ATECO 2025 Sezione C, Divisioni 10-33) con sede legale e/o unità locale attiva in Emilia-Romagna, iscritte al Registro Imprese entro il 31/12/2023.
- Quanto: contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, minimo 10.000 € e massimo 20.000 €, su spese comprese tra 20.000 € e 40.000 €. Premialità di 250 € per le imprese con rating di legalità.
- Entro quando: domande dalle ore 12:00 del 28/9/2026 alle ore 12:00 del 5/10/2026. Vengono istruite in via prioritaria le prime 230 domande in ordine cronologico, ma serve comunque un punteggio minimo di 60/100.
- Come: piattaforma Restart di InfoCamere, autenticazione SPID/CNS/CIE, firma digitale obbligatoria, bollo virtuale da 16 € tramite PagoPA.
- Cumulabilità: regime “de minimis” (soglia 300.000 € su 3 anni); non cumulabile, per le stesse spese, con altre agevolazioni pubbliche.

Indice degli argomenti
VERIFICA SE LA TUA IMPRESA PUÒ ACCEDERE AL BANDO DIGITAL EXPORT
Chi può partecipare al Bando Digital Export 2026-2027?
Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese manifatturiere, con sede legale o unità locale attiva in Emilia-Romagna, regolarmente costituite entro il 31 dicembre 2023.
Il bando incrocia due requisiti che vanno verificati insieme prima di iniziare qualsiasi lavoro di preparazione: l’appartenenza settoriale e la presenza territoriale. Sul fronte settoriale, sono ammesse solo le imprese con codice ATECO 2025 in Sezione C — Attività manifatturiere, Divisioni da 10 a 33 — considerando sia il codice primario sia quelli secondari. Sul fronte territoriale, serve una sede legale e/o un’unità locale attiva in Emilia-Romagna, esclusi magazzini e depositi; se la sede legale è in un’altra regione, l’unità operativa deve essere iscritta al REA della Camera di Commercio dell’Emilia-Romagna da almeno 12 mesi al momento della domanda.
- Costituzione e iscrizione: iscrizione al Registro delle Imprese entro il 31/12/2023, senza vincoli di fatturato.
- Settore: codice ATECO 2025 valido in Sezione C, Divisioni 10-33 (primario o secondario); non basta la coerenza dell’oggetto sociale.
- Territorio: sede legale e/o unità locale attiva in Emilia-Romagna, esclusi magazzini e depositi.
- Regolarità: DURC regolare, rispetto del Regolamento De Minimis, nessuna causa di esclusione ex Codice Antimafia o D.Lgs 36/2023.
- Domanda unica: ogni impresa può presentare una sola richiesta di contributo.
- Continuità: sono escluse le imprese ammesse al precedente Bando Digital Export 2024-2025 che non hanno completato il progetto né comunicato rinuncia formale nei termini.
ATTENZIONE — SETTORE E TERRITORIO SONO FILTRI RIGIDI, NON FORMALITÀ
Molti progetti di digital export solidi restano fuori perché l’impresa non rientra nella Sezione C oppure non ha una presenza reale in Emilia-Romagna. Il bando lo dice esplicitamente: la coerenza dell’oggetto sociale risultante dalla visura camerale non è sufficiente, serve un codice ATECO valido registrato in Divisioni 10-33. Prima di avviare qualunque lavoro di preparazione — budget, CV del DEM, proposta di progetto — verificare la visura camerale aggiornata dell’impresa e, se la sede legale è fuori regione, la data di iscrizione REA dell’unità locale in Emilia-Romagna.
Quali azioni progettuali sono finanziabili?
Il progetto deve includere obbligatoriamente l’Azione 1.1 Promozione Digitale e Digital Marketing, più almeno un’altra azione a scelta tra le cinque facoltative, per un totale di 2-4 azioni ciascuna riferita a un ambito diverso.
L’Azione 1.1 è il pilastro digitale abilitante del percorso di internazionalizzazione: comprende sviluppo ed ottimizzazione di e-commerce proprietari multilingua con attività di SEO e SEM internazionale, campagne di digital advertising e social media marketing localizzate, CRM e marketing automation per la gestione dei lead esteri, adesione a marketplace e vetrine digitali, showroom virtuali 3D e la contrattualizzazione di un Digital Export Manager (DEM) per almeno 15 giornate intere — con CV dettagliato obbligatorio già in fase di domanda. Tutti i contenuti digitali realizzati devono essere nella lingua del Paese target o in inglese, e in rendicontazione va presentato un report con le metriche digitali raggiunte.
| Ambito | Obbligatorio | Punto chiave |
|---|---|---|
| 1.1 Promozione Digitale e Digital Marketing | Sì | CV del DEM obbligatorio in allegato alla domanda |
| 1.2 Temporary Export Manager | No | Minimo 15 giornate; CV con eventuale certificazione UNI 11823:2021 |
| 1.3 Analisi dei Mercati e Market Intelligence | No | Studi paese-specifici e liste di buyer, strettamente legati ai Paesi target |
| 1.4 Certificazioni e Adeguamento Normativo | No | CE, FDA, UKCA, marchi e tutela della proprietà industriale |
| 1.5 Formazione Specialistica per l’Export | No | Minimo 8 ore; attestato nominativo a dipendente stabile, mai a consulenti |
| 1.6 Fiere ed Eventi Internazionali | No | Le fiere in Italia valgono solo se certificate “internazionali” da ISFCERT |
Ogni progetto deve inoltre indicare da 1 a 3 Paesi target esteri chiaramente identificati — non sono ammesse macroaree generiche come “Asia” o “Unione Europea” — e tutte le spese rendicontate dovranno risultare riconducibili a quei mercati.
Quali spese sono ammissibili?
Sono ammissibili le spese, di importo superiore a 200 € (IVA esclusa), fatturate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027 e pagate con modalità tracciabili entro il 31 gennaio 2028.
Fanno eccezione alla finestra di fatturazione gli acconti versati nel 2025 o 2026 per la prenotazione di fiere ed eventi internazionali che ricadono nel periodo di realizzazione del progetto. Tutte le spese devono essere sostenute da fornitori qualificati e non collegati all’impresa beneficiaria: sono escluse le consulenze prestate da imprese associate, controllate o con soci/amministratori in comune con il beneficiario, così come le prestazioni rese da amministratori, soci o personale dipendente dell’impresa stessa.
- Pagamenti ammessi: bonifico bancario SEPA singolo, ricevuta bancaria (RI.BA.) singola, carta di credito aziendale (escluse le prepagate), sistema PagoPA — ciascuno con documentazione probatoria specifica.
- CUP obbligatorio: ogni giustificativo di spesa deve riportare il Codice Unico di Progetto, con modalità diverse per fornitori italiani, esteri ed esonerati da fatturazione elettronica.
- Spese escluse: viaggio, vitto, alloggio e rappresentanza; campionature e prototipi; materiale promozionale stampato e gadget; consulenze fiscali, legali o amministrative ordinarie; utenze, cancelleria e minute spese; imposte, tasse e oneri doganali.
ATTENZIONE — IL CONTRIBUTO LORDO NON È QUELLO CHE ARRIVA IN BANCA
I contributi di questo bando sono erogati a saldo con applicazione della ritenuta d’acconto del 4%, ai sensi dell’art. 43 comma 2 del D.Lgs 33/2025. Nel calcolo del beneficio netto per l’impresa questa trattenuta va sempre considerata separatamente dalla premialità di 250 € per il rating di legalità, che non è soggetta a rendicontazione ma il cui trattamento fiscale va verificato con il proprio commercialista.
Quanto vale il contributo e come funziona la selezione?
Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili (tra 10.000 € e 20.000 €), ma la selezione combina un filtro cronologico e uno valutativo: essere tra i primi ad inviare la domanda non basta se il progetto non raggiunge il punteggio minimo di 60/100.
Unioncamere Emilia-Romagna avvia l’istruttoria esclusivamente per le prime 230 domande pervenute in ordine cronologico di invio telematico; le successive restano sospese e vengono istruite solo se la graduatoria della Camera di Commercio di riferimento presenta ulteriore capienza. All’interno di questo primo filtro, però, la selezione resta di tipo valutativo: un Nucleo di Valutazione assegna un punteggio su 100 e ammette in graduatoria solo i progetti che raggiungono almeno 60 punti.
| Criterio | Punteggio massimo |
|---|---|
| A1 — Chiarezza e coerenza degli obiettivi rispetto ai Paesi target | 25 |
| A2 — Grado di digitalizzazione degli strumenti adottati | 25 |
| A3 — Ampiezza e complementarità del percorso di internazionalizzazione | 17 |
| B1-B3 — Qualità economico-finanziaria del piano dei costi | 30 |
| C — Certificazione Parità di Genere UNI/PdR 125:2022 | +3 punti d’ufficio |
I criteri A1 e A2 valgono da soli 50 punti su 100, più della soglia minima di ammissibilità: premiano una strategia chiara sui mercati target e strumenti digitali evoluti, non un semplice elenco di spese. A parità di punteggio, viene data precedenza alla domanda inviata prima.
ATTENZIONE — SOTTO IL 50% DI RENDICONTAZIONE SI PERDE TUTTO, NON SOLO LA PARTE MANCANTE
Se il beneficiario rendiconta validamente meno del 50% del valore delle spese ammesse in concessione, il contributo viene revocato integralmente, non in proporzione. È un rischio concreto per i progetti che si fermano a metà per motivi organizzativi: meglio dimensionare il progetto su un obiettivo realistico piuttosto che massimizzare il budget in domanda.
Esempio pratico di calcolo del contributo
Un’impresa manifatturiera con sede in provincia di Bologna presenta un progetto da 32.000 € di spese ammissibili (nel range 20.000-40.000 €), articolato nell’Azione 1.1 obbligatoria e nell’Azione 1.3 Analisi dei Mercati.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Spese ammissibili di progetto | 32.000 € |
| Contributo lordo (50%) | 16.000 € |
| Ritenuta d’acconto (4%, art. 43 c.2 D.Lgs 33/2025) | -640 € |
| Contributo netto erogato | 15.360 € |
| Premialità rating di legalità (se posseduto) | +250 € |
Il contributo lordo teorico massimo resta 20.000 €, ma è raggiungibile solo con spese ammissibili pari almeno a 40.000 €. Per progetti sotto i 40.000 € il contributo scala proporzionalmente al 50% della spesa, sempre nel limite minimo di 10.000 €.
Digital Export 2026-2027 o SIMEST: quale strumento scegliere?
La scelta dipende dalla dimensione dell’investimento e dalla presenza territoriale dell’impresa: il Digital Export 2026-2027 conviene per progetti contenuti (20.000-40.000 €) con sede in Emilia-Romagna, mentre SIMEST Transizione Digitale o Ecologica resta l’opzione per investimenti più ampi o per imprese fuori regione.
Non è una scelta scontata: le due misure coprono in parte le stesse tipologie di spesa (e-commerce, digitalizzazione, certificazioni) ma con logiche molto diverse tra fondo perduto puro e finanziamento agevolato combinato a contributo. Per le imprese emiliano-romagnole manifatturiere con un progetto digitale export circoscritto, il Digital Export 2026-2027 offre una procedura più snella; per investimenti più corposi o strutturali, o per chi non rientra nei requisiti territoriali/settoriali, le linee SIMEST per l’internazionalizzazione restano il riferimento nazionale.
| Caratteristica | Digital Export 2026-2027 | SIMEST Transizione Digitale o Ecologica |
|---|---|---|
| Territorio | Solo Emilia-Romagna | Tutta Italia |
| Settore | Solo manifatturiero (ATECO Sez. C) | Quasi tutti i settori |
| Spese ammesse | 20.000-40.000 € | Fino a 1.000.000 € (anche Mid Cap) |
| Natura dell’agevolazione | Contributo a fondo perduto (50%) | Finanziamento agevolato + fondo perduto fino al 20-30% |
| Tempistica domanda | Finestra di 7 giorni (28/9-5/10/2026) | Sportello con scadenze più ampie |
| Adatto a | Progetti digital marketing/e-commerce export mirati | Investimenti strutturati in digitalizzazione o efficientamento |
Errori comuni da evitare
- Non verificare il codice ATECO prima di partire: l’oggetto sociale coerente non basta, serve il codice formalmente registrato in Sezione C, Divisioni 10-33 — un controllo di 5 minuti che evita di preparare una domanda inammissibile.
- Arrivare impreparati alla finestra dei 7 giorni: CV del DEM, budget strutturato e proposta di progetto vanno pronti prima del 28 settembre — la piattaforma consente il precaricamento, ma non l’integrazione dei documenti obbligatori dopo l’invio.
- Dimenticare il CV dettagliato del DEM o del TEM: è un allegato obbligatorio a pena di inammissibilità e non è consentita l’integrazione successiva, solo la mera regolarizzazione ai sensi della L. 241/1990.
- Affidare l’Azione 1.1 a un fornitore collegato all’impresa: le spese verso società con soci o amministratori in comune con il beneficiario sono escluse a prescindere dalla qualità del servizio reso.
- Fatturare le spese fuori dal periodo 1/1/2027-31/12/2027: salvo gli acconti fiere 2025-2026, una spesa fatturata fuori finestra è inammissibile anche su un progetto già approvato in graduatoria.
- Pagare con carta prepagata o in modalità non tracciabile: il bando esclude esplicitamente le carte prepagate, un errore frequente proprio per gli acquisti online di servizi digitali e advertising.
- Sovradimensionare il budget rispetto alla capacità di esecuzione: non raggiungere il 50% minimo di spesa validamente rendicontata comporta la revoca totale del contributo, non solo della parte mancante.
- Dimenticare il CUP nella causale del pagamento: è obbligatorio su ogni giustificativo di spesa, con procedure di regolarizzazione diverse per fornitori italiani, esteri ed esonerati da fatturazione elettronica.
La tua impresa manifatturiera può accedere al Bando Digital Export 2026-2027?
Isinet Consulting verifica requisiti ATECO e territoriali, prepara la proposta di progetto e il budget, segue la domanda fino all’erogazione. Prima valutazione gratuita.
Domande frequenti sul Bando Digital Export 2026-2027
Chi può partecipare al Bando Digital Export 2026-2027?
Le micro, piccole e medie imprese manifatturiere (codice ATECO 2025 Sezione C, Divisioni 10-33, primario o secondario) con sede legale e/o unità locale attiva in Emilia-Romagna, regolarmente costituite entro il 31/12/2023 e in regola con DURC e requisiti De Minimis.
Quali codici ATECO sono ammessi?
Solo i codici della Sezione C – Attività manifatturiere, Divisioni da 10 a 33 della classificazione ISTAT ATECO 2025. Sono considerati validi sia il codice ATECO primario sia eventuali codici secondari, ma il codice deve risultare formalmente registrato: non è sufficiente che l’oggetto sociale sia coerente con un’attività manifatturiera.
È obbligatorio avere la sede legale in Emilia-Romagna?
No, è sufficiente avere un’unità locale attiva in Emilia-Romagna (esclusi magazzini e depositi). Se la sede legale è in un’altra regione, l’unità locale deve però risultare iscritta al REA della Camera di Commercio dell’Emilia-Romagna da almeno 12 mesi al momento della domanda.
Quanto contributo posso ottenere con il Bando Digital Export?
Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, con un minimo di 10.000 € e un massimo di 20.000 € su spese comprese tra 20.000 € e 40.000 €. Il contributo è erogato a saldo con ritenuta d’acconto del 4%; le imprese con rating di legalità ricevono una premialità aggiuntiva di 250 €.
Cosa succede se la mia domanda arriva dopo le prime 230?
Resta sospesa e viene istruita solo se la graduatoria della Camera di Commercio di riferimento presenta ulteriore capienza finanziaria o in caso di economie, sempre nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione tra le domande oltre la 230esima.
Il Digital Export è cumulabile con altri bandi?
Il contributo rientra nel regime “de minimis” (soglia 300.000 € su tre anni per impresa unica) e non è cumulabile, per le stesse spese e sugli stessi titoli di spesa, con altre agevolazioni pubbliche di qualsiasi natura.
Quali documenti servono per presentare la domanda?
Modulo di domanda generato da Restart, autocertificazione dei requisiti, proposta di progetto dettagliata con Paesi target e azioni selezionate, budget di previsione dei costi, CV dettagliato del DEM e/o TEM incaricato, ed eventuale copia della Certificazione della Parità di Genere se posseduta. I preventivi di spesa dei fornitori sono facoltativi.
Cosa succede se non completo la rendicontazione minima del 50%?
Il contributo viene revocato integralmente, non in proporzione alla spesa effettivamente sostenuta. È una delle cause di decadenza previste dal bando insieme a dichiarazioni mendaci, impossibilità di controlli ispettivi e perdita dei requisiti soggettivi prima della liquidazione.

ISINET Consulting
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Normativa e fonti ufficiali
- Bando Digital Export 2026-2027 — scheda ufficiale Camera di Commercio di Modena
- Unioncamere Emilia-Romagna — portale bandi e determinazioni
- Restart — piattaforma InfoCamere per la presentazione delle domande
- Regolamento (UE) 2023/2831 della Commissione, 13 dicembre 2023 — aiuti “de minimis”
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