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Rating di Legalità requisiti, ottenimento e vantaggi

10 Gennaio 2023

Il rating di legalità è un punteggio da una a tre stelle che l’AGCM attribuisce alle imprese con sede operativa in Italia, almeno 2 milioni di euro di fatturato e due anni di iscrizione al Registro imprese. Con il Regolamento in vigore dal 16 marzo 2026 dura tre anni e dà premialità su bandi pubblici, credito bancario e appalti.

IN SINTESI

  • Chi: imprese individuali e società con sede operativa in Italia, fatturato di almeno 2 milioni di euro (anche di gruppo) e iscrizione al Registro imprese da almeno due anni.
  • Quanto vale: da ★ a ★★★. La prima stella richiede l’assenza di motivi ostativi; ogni tre requisiti premiali aggiuntivi (“+”) vale una stella in più.
  • Durata: tre anni per i rating rilasciati dal 16 marzo 2026 (prima erano due), rinnovabile.
  • Come: domanda online sulla piattaforma WebRating dell’AGCM, senza costi. L’Autorità decide entro 60 giorni dalla domanda completa, con possibili sospensioni e proroghe.
  • A cosa serve: premialità nei bandi di finanziamento pubblico, istruttorie bancarie più rapide ed economiche, riduzione delle garanzie e punteggi negli appalti.

Cos’è il rating di legalità?

È un indicatore pubblico, espresso in stelle, che attesta il rispetto di elevati standard di legalità e trasparenza da parte di un’impresa.

È stato istituito dall’art. 5-ter del D.L. 1/2012 e viene attribuito su domanda dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), in raccordo con i Ministeri della Giustizia e dell’Interno. Non è obbligatorio per operare: è uno strumento premiale.

Per un’impresa che partecipa a bandi, chiede finanziamenti o lavora con la Pubblica Amministrazione, però, è un requisito che pesa sulle graduatorie. Per questo va pianificato con mesi di anticipo, non quando esce il bando.


Cosa cambia con il nuovo Regolamento AGCM 2026?

Il rating dura di più (tre anni), ma è più difficile ottenerlo e mantenerlo. Il nuovo Regolamento attuativo (delibera AGCM 27 gennaio 2026, n. 31812, pubblicata in G.U. n. 33 del 10 febbraio 2026) è in vigore dal 16 marzo 2026 e sostituisce integralmente quello del 2012, modificato nel 2020.

  • Validità triennale: vale per i rating rilasciati o rinnovati dal 16 marzo 2026. Quelli rilasciati prima mantengono la loro scadenza originaria.
  • Bonus di continuità: un “+” aggiuntivo all’impresa che, alla domanda di rinnovo, ha già ottenuto il rinnovo in via continuativa almeno tre volte.
  • Motivi ostativi più ampi: per diversi reati rilevanti conta già l’esercizio dell’azione penale nei confronti dei soggetti rilevanti, non solo la condanna definitiva.
  • Sanzioni più severe sulle omissioni: chi non comunica la perdita di un requisito premiale viene ridotto a una stella per tutta la durata residua del rating.
  • Attestato anche in inglese: utile nei rapporti con partner e investitori esteri; fa comunque fede la versione italiana.
  • Solo WebRating: domande, rinnovi e variazioni passano esclusivamente dalla piattaforma dell’AGCM con i nuovi formulari.

Chi può richiedere il rating di legalità?

Qualsiasi impresa, individuale o societaria, che soddisfa insieme tre requisiti di ammissibilità (art. 2 del Regolamento).

  • Sede operativa in Italia: il luogo dove si svolge materialmente l’attività e dove è presente una persona con poteri di rappresentanza. Possono accedere anche imprese estere con una sede secondaria operativa iscritta al Registro imprese.
  • Fatturato minimo di 2 milioni di euro nell’esercizio chiuso nell’anno precedente la domanda. Se il bilancio non è ancora approvato si può usare quello dell’esercizio precedente o la dichiarazione IVA.
  • Iscrizione al Registro imprese da almeno due anni alla data della domanda. Il trasferimento della sede legale non interrompe il conteggio.

E se l’impresa fattura meno di 2 milioni?

Se appartiene a un gruppo, può usare il fatturato consolidato del gruppo: il rating viene comunque attribuito solo all’impresa richiedente. Non valgono invece la somma dei fatturati di imprese legate solo da soci in comune, consorzi, contratti di rete, avvalimento o RTI.

Chi ha acquisito un ramo d’azienda può sommare il fatturato realizzato con quel ramo dal cedente nello stesso anno, allegando la documentazione.


Cosa impedisce di ottenere il rating di legalità?

Basta un solo motivo ostativo, in capo all’impresa o a uno dei “soggetti rilevanti”, per escludere l’attribuzione o far perdere il rating già ottenuto.

I soggetti rilevanti (art. 4 del Regolamento) sono, tra gli altri, tutti i consiglieri di amministrazione, il socio di maggioranza anche relativa, il direttore tecnico, i procuratori con poteri gestionali o con deleghe in materia di gare, ambiente o sicurezza. Contano anche quelli cessati dalla carica nei 12 mesi precedenti la domanda.

  • Penali, prefettizi e giudiziari (art. 5): provvedimenti o misure per i reati rilevanti, compresi quelli del D.Lgs. 231/2001. Una condanna non blocca per sempre: il rating si può ottenere dopo 5 anni dal giudicato della condanna, 3 anni dal patteggiamento o 2 anni dal decreto penale irrevocabile.
  • Concorrenza e consumatori (art. 6): sanzioni AGCM o della Commissione europea divenute inoppugnabili nel biennio precedente per illeciti antitrust, abuso di dipendenza economica, pratiche commerciali scorrette o inottemperanza.
  • Fisco, lavoro e finanziamenti (art. 7): violazioni tributarie, retributive, contributive o assicurative e revoche di finanziamenti pubblici.
  • Salute e sicurezza (art. 8): provvedimenti amministrativi in materia di sicurezza sul lavoro.
  • ANAC (art. 9): provvedimenti interdittivi.

ATTENZIONE — LA VERIFICA RIGUARDA LE PERSONE, NON SOLO L’AZIENDA

È onere del legale rappresentante raccogliere le informazioni da tutti i soggetti rilevanti prima di firmare le dichiarazioni. Un amministratore uscito da pochi mesi o un procuratore con delega sulla sicurezza dimenticato nella domanda sono le cause più frequenti di dinieghi e revoche. La violazione degli obblighi dichiarativi può comportare la revoca del rating e il divieto di ripresentare domanda per 18 mesi.


Come si ottengono le stelle del rating?

La prima stella arriva con i requisiti obbligatori; le altre con i requisiti premiali dell’art. 10: ogni requisito vale un “+” e tre “+” fanno una stella. Per arrivare a ★★★ servono quindi almeno sei requisiti premiali.

Requisito premiale (art. 10, c. 2)Cosa serve in pratica
a) Protocolli di legalitàAdesione volontaria a protocolli firmati da Ministero dell’Interno o Prefetture con le associazioni di categoria. Non basta essere iscritti all’associazione né rispettare un protocollo imposto in una gara.
b) Tracciabilità dei pagamentiSistemi tracciabili per più della metà dei pagamenti di importo inferiore alla soglia di legge sul contante.
c) Modello 231 o funzione complianceModello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001 completo di codice etico, Organismo di Vigilanza e sistema disciplinare, oppure una funzione di controllo di conformità anche in outsourcing.
d) Responsabilità socialeAdesione al Global Compact ONU, oppure certificazione ambientale (ISO 14001 o EMAS) insieme a una sociale (ISO 45001 o SA8000), oppure bilancio di sostenibilità ESRS/GRI revisionato. Soddisfatto anche dalle Società Benefit.
e) White list e Anagrafe antimafiaIscrizione alla white list prefettizia o all’Anagrafe Antimafia degli Esecutori. Il “+” spetta anche a chi dichiara di non operare nei settori a rischio.
f) Codici etici di categoriaAdesione al codice etico dell’associazione di appartenenza, clausole di mediazione non obbligatorie nei contratti con i clienti o protocolli di conciliazione paritetica. Un codice etico solo interno non basta.
g) Prevenzione della corruzioneModello 231 aggiornato alla L. 190/2012, certificazione ISO 37001 o piano anticorruzione.
h) DenunceDenuncia per uno dei reati del Regolamento subito dall’impresa, seguita dall’esercizio dell’azione penale.

Il punteggio può anche scendere: si perde un “+” se nel Casellario informatico dei contratti pubblici risultano annotazioni per grave negligenza o gravi inadempienze nel biennio precedente. La riduzione non intacca comunque la stella base.

I requisiti premiali si possono aggiungere anche dopo il rilascio, senza attendere il rinnovo, con una domanda di incremento dal pulsante “Variazione” di WebRating.


Quali vantaggi concreti dà il rating di legalità?

Il vantaggio più misurabile per una PMI è nei bandi di finanziamento pubblico, dove il rating si traduce in punti o in una corsia preferenziale in graduatoria.

Nei bandi e nei finanziamenti pubblici

Il D.M. MEF-MISE 20 febbraio 2014, n. 57 (art. 3) chiede alle Pubbliche Amministrazioni di prevedere nei provvedimenti di finanziamento almeno uno di questi sistemi, graduabili in base alle stelle:

  • preferenza in graduatoria;
  • attribuzione di un punteggio aggiuntivo;
  • riserva di una quota delle risorse finanziarie.

Il peso varia da bando a bando. Un esempio recente: il bando regionale “Il Veneto Artigiano 2026” (DGR 823/2026) inserisce il rating tra i criteri di priorità, accanto alle certificazioni ISO e ai brevetti. Nei bandi a graduatoria, dove i progetti si separano per pochi decimi di punto, può fare la differenza tra essere finanziati o restare in lista d’attesa. Approfondisci nella nostra guida al bando Veneto Artigiano 2026.

Nel credito bancario

Lo stesso decreto (art. 4) impone alle banche di tenere conto del rating nell’istruttoria per ridurre tempi e costi, di formalizzarne l’uso in procedure interne e di considerarlo nella definizione delle condizioni economiche. Ogni anno le banche devono inviare alla Banca d’Italia una relazione sui casi in cui il rating non ha influito su tempi e costi. Non è quindi uno sconto automatico sul tasso: è un elemento che la banca deve valutare e, se non lo fa, motivare.

Negli appalti pubblici

Il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) include il rating tra le certificazioni dell’Allegato II.13 che consentono di ridurre le garanzie per la partecipazione (art. 106, c. 8), se la stazione appaltante lo prevede nei documenti di gara. Il rating concorre inoltre alla valutazione della reputazione dell’impresa (art. 222, c. 7) e può essere usato come criterio premiale nella valutazione delle offerte.

Sul mercato

L’elenco delle imprese con rating è pubblico sul sito AGCM e aggiornato di norma ogni settimana. L’impresa può comunicare il punteggio ottenuto a clienti e partner, ma non può usare il logo dell’Autorità né pubblicare la delibera di attribuzione (salvo gli usi previsti, come le gare): la violazione comporta la sospensione del rating.


Come si presenta la domanda e quanto tempo serve?

La domanda è gratuita e si presenta solo online su WebRating. L’AGCM delibera entro 60 giorni dalla domanda completa, ma i tempi reali possono arrivare a oltre cinque mesi.

  1. Registrazione dell’impresa alla piattaforma WebRating sul sito AGCM.
  2. Compilazione del formulario: dati di ammissibilità, elenco completo dei soggetti rilevanti, dichiarazioni del legale rappresentante, requisiti premiali con la relativa documentazione.
  3. Istruttoria: 60 giorni dalla domanda completa. Il termine si sospende fino a 45 giorni ogni volta che l’AGCM chiede informazioni ad altre amministrazioni e può essere prorogato fino a 60 giorni. Se la domanda è incompleta, i 60 giorni ripartono dalla rettifica.
  4. Esito via PEC e, se positivo, inserimento nell’elenco pubblico delle imprese con rating.

Se l’AGCM segnala l’incompletezza e l’impresa non rettifica entro il termine assegnato, la domanda si intende ritirata.


Quali obblighi ha l’impresa dopo aver ottenuto il rating?

Deve mantenere i requisiti per tre anni e comunicare entro 30 giorni ogni evento che li mette in discussione.

  • Requisiti obbligatori: qualsiasi evento anche solo astrattamente idoneo a incidere sui motivi ostativi (artt. 5-9) va comunicato entro 30 giorni con il modello AGCM dedicato.
  • Requisiti premiali: la perdita (per esempio una certificazione ISO non rinnovata o la cancellazione dalla white list) va comunicata entro 30 giorni tramite “Variazione” su WebRating. Se comunicata, il punteggio scende nella misura corrispondente; se non comunicata, scende a una stella per tutta la durata residua.
  • Rinnovo: si può chiedere da sei mesi prima della scadenza. Se la domanda arriva almeno 60 giorni prima, il rating resta valido fino alla decisione dell’AGCM; oltre quel termine bisogna presentare una nuova domanda di attribuzione.

ATTENZIONE — UN RATING SCADUTO NON VALE NEL BANDO

Molti bandi verificano il rating alla data di presentazione della domanda o della concessione. Un rinnovo chiesto troppo tardi lascia l’impresa scoperta proprio nella finestra in cui serve. Conviene segnare in agenda sia l’apertura della finestra di rinnovo (sei mesi prima) sia il limite dei 60 giorni.


Esempio pratico: quante stelle ottiene una PMI manifatturiera?

Una PMI con modello 231, pagamenti tracciati, iscrizione all’Anagrafe antimafia e codice etico di categoria ottiene ★★ con un “+” di scorta.

Ipotesi: un’azienda meccanica veneta, 6 milioni di euro di fatturato, iscritta al Registro imprese dal 2015, nessun motivo ostativo. Presenta domanda completa il 1° ottobre 2026 e dimostra quattro requisiti premiali:

VoceEsito
Requisiti obbligatori rispettati★ (stella base)
Modello 231 con OdV (lett. c)+
Pagamenti tracciati sotto soglia (lett. b)+
Iscrizione Anagrafe antimafia (lett. e)+ → seconda stella
Codice etico Confindustria (lett. f)+
Punteggio finale★★+

Per la terza stella mancano due requisiti: per esempio l’aggiornamento del modello 231 alla L. 190/2012 (lett. g) e l’adesione a un protocollo di legalità della Prefettura (lett. a).

Tempi: con domanda completa al 1° ottobre 2026 la delibera è attesa entro il 30 novembre 2026. Con una sospensione di 45 giorni per richieste ad altre amministrazioni si arriva al 14 gennaio 2027; con la proroga istruttoria di altri 60 giorni al 15 marzo 2027. Chi punta a un bando del primo trimestre 2027 deve quindi muoversi subito.

Rinnovo: un rating rilasciato il 15 aprile 2026 scade il 15 aprile 2029. La domanda di rinnovo si può presentare dal 15 ottobre 2028 e va inviata entro il 14 febbraio 2029 per restare coperti fino alla decisione.


Errori comuni da evitare

  • Chiedere il rating quando il bando è già aperto: tra istruttoria, sospensioni e proroghe servono da due a oltre cinque mesi. Il punteggio si perde per una questione di calendario, non di requisiti.
  • Dimenticare soggetti rilevanti: consiglieri senza deleghe, procuratori con poteri su sicurezza o gare e cariche cessate negli ultimi 12 mesi vanno tutti indicati. Un’omissione porta a dinieghi o revoche.
  • Considerare solo le condanne definitive: con il Regolamento 2026 per diversi reati basta l’esercizio dell’azione penale. Serve una verifica preventiva con gli interessati.
  • Dichiarare requisiti premiali senza prove: un codice etico interno o l’iscrizione a un’associazione di categoria non valgono come adesione a codici etici o protocolli di legalità. Il “+” viene negato.
  • Lasciar scadere una certificazione senza comunicarlo: il punteggio crolla a una stella fino alla scadenza del rating, anche se gli altri requisiti restano validi.
  • Presentare il rinnovo dopo il limite dei 60 giorni: il rating scade durante l’istruttoria e l’impresa perde la premialità nei bandi di quel periodo.
  • Pubblicizzare il rating con il logo AGCM: è vietato e comporta la sospensione del rating finché la violazione non cessa.
  • Aspettarsi uno sconto bancario automatico: la banca deve considerare il rating, ma le condizioni restano frutto della sua valutazione complessiva del merito di credito.

Il rating di legalità può aumentare il punteggio della tua impresa nei prossimi bandi?

Isinet Consulting verifica i requisiti di accesso e i requisiti premiali già in possesso dell’impresa, calcola le stelle ottenibili e coordina i tempi della domanda con il calendario dei bandi a cui vuoi partecipare.


Domande frequenti sul rating di legalità

Quanto costa ottenere il rating di legalità?

Nulla: l’AGCM non prevede costi per la domanda né per il rilascio. I costi eventuali sono quelli interni o di consulenza per preparare la documentazione e per adottare i requisiti premiali, come un modello 231 o una certificazione ISO.

Quanto dura il rating di legalità nel 2026?

Tre anni dal rilascio per i rating attribuiti o rinnovati dal 16 marzo 2026. I rating rilasciati prima di quella data mantengono la scadenza biennale originaria; al rinnovo passano alla durata triennale.

Un’impresa con meno di 2 milioni di fatturato può avere il rating?

Solo se appartiene a un gruppo il cui bilancio consolidato supera la soglia. Non valgono i fatturati sommati di imprese legate da consorzi, reti, RTI o semplice presenza degli stessi soci.

Serve il modello 231 per ottenere il rating?

No, per la stella base non serve. Il modello 231 è un requisito premiale: vale un “+” (lett. c) e, se aggiornato ai contenuti anticorruzione della L. 190/2012, può valerne un secondo (lett. g).

Come verifico se un’azienda ha il rating di legalità?

Consultando l’elenco pubblicato sul sito dell’AGCM, aggiornato di norma ogni settimana. È l’unico elenco che fa fede e riporta anche i rating sospesi, revocati o annullati.

Si possono aggiungere stelle prima della scadenza?

Sì. Se l’impresa acquisisce nuovi requisiti premiali può presentare in qualsiasi momento una domanda di incremento del punteggio con la funzione “Variazione” di WebRating, allegando la documentazione.

Cosa succede se un amministratore riceve un avviso di garanzia?

Va valutato caso per caso rispetto ai reati e ai provvedimenti elencati all’art. 5 del Regolamento. In ogni caso qualsiasi evento anche solo astrattamente rilevante va comunicato all’AGCM entro 30 giorni. Se il soggetto lascia la carica, l’impresa può mantenere o ottenere il rating dimostrando di essersi dissociata dalla condotta.

Il rating di legalità dà punti in tutti i bandi?

No. Il D.M. 57/2014 obbliga le amministrazioni a prevedere una premialità nei finanziamenti, ma forma e peso li decide ogni bando: punti aggiuntivi, preferenza a parità di punteggio o riserva di risorse. Va verificato sulla griglia di valutazione del singolo avviso.


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