Bando Inail Amianto: Guida al contributo del 65% per la bonifica
Di Alessio Graldi – Isinet Consulting – Aggiornato il 27/10/2026
Il Bando INAIL amianto è l’Asse 3 del Bando ISI: un contributo a fondo perduto dell’INAIL che finanzia alle imprese la rimozione delle coperture in amianto (eternit) e il rifacimento del tetto. Nell’avviso ISI 2025 copre il 65% delle spese, da 5.000 a 130.000 euro, più l’80% per un fotovoltaico.
IN SINTESI
- Chi: imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio, con l’immobile da bonificare nella propria disponibilità da almeno 3 anni al 31 dicembre dell’anno dell’avviso. Non privati né condomini.
- Quanto: 65% delle spese ammissibili, contributo da 5.000 a 130.000 euro, spesa entro 60 euro al mq per la copertura; fotovoltaico o copertura a verde all’80% fino a 20.000 euro.
- Come: domanda online sul portale INAIL con punteggio minimo di 130, eventuale click day, poi caricamento della perizia asseverata e dei documenti tecnici.
- Cumulabilità: aiuto in de minimis (massimo 300.000 euro in tre anni), cumulabile con altri aiuti nei limiti europei, senza doppio finanziamento degli stessi costi.

Indice degli argomenti
- A che punto è il Bando INAIL amianto 2026
- Requisiti per la bonifica dell’amianto
- Vale per privati e condomini?
- Quanto vale il contributo
- Spese ammesse ed escluse
- Amianto e fotovoltaico
- Come si calcola la superficie
- Quali documenti servono
- Esempio di calcolo del contributo
- Errori comuni da evitare
- Domande frequenti
- Normativa e fonti ufficiali
A che punto è il Bando Inail amianto?
Al 27 ottobre 2026 l’avviso ISI 2026 non è ancora stato pubblicato: l’edizione di riferimento resta il Bando ISI 2025, che ha chiuso il 26 ottobre 2026 la fase di perfezionamento delle domande.
L’estratto dell’avviso ISI 2025 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 293 del 18 dicembre 2025, con uno stanziamento complessivo di 600 milioni di euro. Le domande sono state compilate dal 13 aprile al 28 maggio 2026. Secondo il calendario della pagina ufficiale INAIL del Bando ISI 2025, gli elenchi definitivi sono attesi per il 26 gennaio 2027.
Nell’edizione 2025 l’Asse 3 non ha avuto click day: le risorse erano sufficienti e le domande sopra soglia degli Assi 1.1, 1.2, 2, 3 e 4 sono state ammesse direttamente al caricamento dei documenti. È un esito che dipende dal numero di domande, non una regola: nelle prossime edizioni il click day potrebbe tornare. Per la panoramica su tutti gli assi e sul calendario c’è la nostra guida al Bando INAIL 2026.
ATTENZIONE – COSA È CERTO E COSA VA ANCORA CONFERMATO
- Certo (ISI 2025): contributo del 65%, minimo 5.000 e massimo 130.000 euro, limite di 60 euro al mq per copertura e 20 euro al mq per controsoffitto, intervento aggiuntivo all’80% fino a 20.000 euro.
- Da confermare (ISI 2026): date, stanziamento, eventuali modifiche ai limiti di spesa e la data di riferimento per la disponibilità dell’immobile, che con la regola attuale passerebbe al 31 dicembre 2023.
- Esempi storici: le date delle edizioni precedenti, come il 31 dicembre 2021 dell’ISI 2024, servono solo a capire la regola, non a calcolare i requisiti di oggi.
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Quali sono i requisiti per la bonifica dell’amianto (eternit) con il Bando Isi Inail?
Al Bando INAIL amianto accedono le imprese iscritte alla Camera di Commercio che bonificano e rifanno la copertura di un immobile in cui lavorano i propri dipendenti e di cui hanno la disponibilità da almeno 3 anni. Il progetto deve inoltre raggiungere il punteggio minimo di 130 punti calcolato dalla procedura INAIL. Tutti i requisiti comuni agli assi sono nella pagina sui requisiti fondamentali del Bando INAIL.
1. Bonifica e rifacimento: un progetto unico
Bonifica e rifacimento della copertura sono un progetto unico: la sola rimozione dell’eternit non è finanziabile. L’Allegato 3 dell’avviso ISI 2025 ammette solo la rimozione con trasporto e conferimento a impianto autorizzato, seguita dalla posa della nuova copertura.
Per materiali contenenti amianto (MCA) si intendono i manufatti che contengono uno dei sei silicati fibrosi elencati dall’articolo 247 del D.Lgs. 81/2008, come le lastre in cemento-amianto, chiamate comunemente eternit dal nome commerciale più diffuso. Sono esclusi l’incapsulamento, il confinamento e lo smaltimento di MCA già rimossi. Le tipologie ammesse sono due:
- Tipologia a): rimozione di coperture in MCA e loro rifacimento (80 punti).
- Tipologia b): rimozione di coperture e controsoffitti in MCA e rifacimento delle coperture (85 punti).
2. Disponibilità dell’immobile: la regola dei 3 anni
L’immobile deve essere nella disponibilità dell’impresa, in proprietà, locazione o comodato, da almeno 3 anni calcolati al 31 dicembre dell’anno di riferimento dell’avviso. Per il Bando ISI 2025 la disponibilità deve risultare almeno dal 31 dicembre 2022, come chiarito nelle FAQ INAIL sull’Allegato 3 ISI 2025.
Il contributo copre solo la porzione di immobile in cui operano i lavoratori dell’impresa richiedente. Se una parte dell’edificio è affittata a terzi, quella porzione non è finanziabile, anche se il personale vi entra occasionalmente. Dopo la rendicontazione, le attività vanno mantenute nell’immobile bonificato per 3 anni.
3. Chi presenta la domanda in caso di affitto
La domanda la presenta l’impresa che usa l’immobile per la propria attività: in caso di locazione o comodato è quindi l’impresa locataria, non il proprietario. Se il contratto è breve o, per il comodato, senza durata definita, alla concessione va documentata la disponibilità del proprietario a proseguirlo per almeno 3 anni dopo la fine dei lavori.
4. Requisiti generali dell’impresa
- Iscrizione alla CCIAA e unità produttiva attiva nella regione della domanda.
- Almeno 1 ULA nell’anno di riferimento, salvo ditte individuali senza dipendenti.
- Nessuna concessione ISI nelle tre edizioni precedenti (per l’ISI 2025: 2022, 2023 e 2024), salvo progetti dell’Asse 1.2.
- DURC regolare e polizza contro le catastrofi naturali, dove già obbligatoria per la propria dimensione d’impresa.
ATTENZIONE – I VINCOLI CHE FANNO PERDERE IL CONTRIBUTO
- Lavori non ancora iniziati: il progetto non deve essere avviato prima della chiusura della compilazione online. Firmare il preventivo o presentare il Piano di lavoro all’ASL è consentito.
- Polizza catastrofale: la Legge 213/2023 la richiede per la concessione; senza contratto valido la domanda viene esclusa.
- DURC: le irregolarità vanno sanate entro 10 giorni dalla richiesta INAIL, altrimenti scatta il rigetto.
- CUP in fattura: ogni fattura deve riportare il CUP comunicato da INAIL e la dicitura dell’avviso, pena la revoca della quota corrispondente.
- De minimis: se il contributo supera lo spazio residuo dei 300.000 euro in tre anni, va ridotto prima della concessione.
Il Bando Inail amianto vale anche per privati e condomini?
No, il Bando INAIL amianto è riservato alle imprese iscritte alla Camera di Commercio e soggette all’assicurazione INAIL: privati, condomini e proprietari che non svolgono un’attività d’impresa nell’immobile non possono presentare domanda.
Il motivo è nella finalità dello strumento: il Bando ISI finanzia la sicurezza dei lavoratori, quindi conta chi lavora sotto quel tetto e non chi ne è proprietario. Ne derivano tre casi pratici:
- Capannone di proprietà di un privato e affittato a un’impresa: la domanda la può presentare l’impresa locataria, se ha la disponibilità dell’immobile da almeno 3 anni.
- Immobile di un’impresa affittato ad altre aziende: il proprietario non può chiedere il contributo per le parti locate, perché lì non lavorano i suoi dipendenti.
- Abitazione, villetta o condominio: restano fuori dal Bando INAIL; per questi immobili vanno verificate le misure regionali o comunali sulla rimozione dell’amianto.
Quanto vale il contributo del Bando Isi amianto?
Il Bando INAIL amianto copre il 65% delle spese ammissibili, con un contributo minimo di 5.000 euro e massimo di 130.000 euro per progetto. Il contributo a fondo perduto è una somma che l’impresa non deve restituire, erogata dopo la rendicontazione o in parte come anticipo.
Le spese ammissibili, cioè i costi che l’INAIL riconosce per calcolare il contributo, non sono libere: l’Allegato 3 dell’avviso ISI 2025 fissa limiti al metro quadro. Per bonifica e rifacimento della copertura il limite è 60 euro al mq; per la bonifica del controsoffitto è 20 euro al mq. In pratica il Bando INAIL amianto riconosce al massimo 39 euro di contributo per ogni metro quadro di copertura e 13 euro per ogni metro quadro di controsoffitto.
| Voce (avviso ISI 2025) | Valore |
|---|---|
| Intensità di aiuto | 65% delle spese ammissibili |
| Contributo minimo | 5.000 € |
| Contributo massimo | 130.000 € |
| Bonifica e rifacimento copertura | max 60 €/mq di proiezione in pianta |
| Bonifica controsoffitto o sottocopertura | max 20 €/mq di proiezione in pianta |
| Parapetti, ancoraggi e scale permanenti | max 10% della spesa per la copertura su cui si installano |
| Spese tecniche | max 10% delle spese di progetto e comunque 10.000 € |
| Perizia asseverata | max 1.850 € (dentro le spese tecniche) |
| Intervento aggiuntivo | 80%, max 20.000 € e nel residuo dei 130.000 € |
| Anticipo | fino al 50% se il contributo è almeno 30.000 €, con fideiussione |
| Tempo per i lavori | 365 giorni dalla concessione, proroga unica fino a 6 mesi |
L’intensità di aiuto è la percentuale della spesa coperta dal contributo pubblico. Il Bando INAIL amianto è concesso in regime de minimis: per de minimis si intendono gli aiuti di piccolo importo che un’impresa può ricevere fino a 300.000 euro in tre anni, secondo il Regolamento (UE) 2023/2831.
Quali spese sono ammesse e quali escluse dal contributo Inail sull’amianto?
Il Contributo Inail finanzia rimozione, smaltimento e nuova copertura con le relative opere accessorie, ma esclude ogni intervento sulle strutture portanti del tetto. Per le regole comuni a tutti gli assi c’è la nostra guida alle spese ammissibili del Bando INAIL.
Spese ammesse:
- Rimozione, trasporto e smaltimento dei MCA da parte di ditte iscritte all’Albo Gestori Ambientali (categorie 10A o 10B per la rimozione, 5 per il trasporto).
- Fornitura e posa della nuova copertura ed elementi accessori: lucernari, scossaline, canali di gronda.
- Allestimento del cantiere, opere provvisionali, lavori in sicurezza e Piano di lavoro ex art. 256 D.Lgs. 81/2008.
- Listelli di fissaggio, se previsti dalla tipologia costruttiva.
- Parapetti, ancoraggi e scale verticali permanenti conformi alle norme UNI indicate, entro il 10%.
- Spese tecniche: perizia asseverata, campionamento e analisi di laboratorio, pratica edilizia, direzione lavori e coordinamento sicurezza.
Spese escluse:
- Rifacimento o consolidamento di travi, solai, orditure, arcarecci e listoni.
- Sola rimozione, incapsulamento, confinamento e smaltimento di MCA già rimossi.
- Bonifica di pareti verticali o di altri manufatti diversi da coperture, controsoffitti e sottocoperture.
- Consulenza per la domanda, formazione, costi del personale interno e lavori fatturati da soci o imprese collegate.
- Ponteggi fissi acquistati e acquisti in leasing.
- IVA, salvo il caso in cui non sia in alcun modo recuperabile.
Si può aggiungere il fotovoltaico?
Sì: dall’avviso ISI 2025 l’Asse 3 consente un intervento aggiuntivo per un impianto fotovoltaico fino a 20 kW sulla nuova copertura, finanziato all’80% fino a 20.000 euro. In alternativa si può scegliere una copertura a verde sulle superfici piane o inclinate fino a 5°.
- Dove: stringhe e strutture di sostegno vanno installate sulla copertura che sostituisce quella bonificata, dopo la rimozione dell’amianto.
- Cosa: impianto per l’autoproduzione fino a 20 kW di potenza nominale, con eventuale sistema di accumulo, conforme alle norme CEI 64-8, CEI 82-25 e CEI 0-21.
- Quanto: 80% della spesa, spese tecniche comprese, entro il minore tra 20.000 euro e il residuo dei 130.000 euro dopo il progetto principale.
- Limite: l’importo dell’intervento aggiuntivo non può superare quello del progetto di bonifica.
L’intervento aggiuntivo segue la sorte del progetto principale: se la bonifica viene respinta, cade anche il fotovoltaico. Per confrontare altre agevolazioni sull’impianto c’è la nostra guida agli incentivi per il fotovoltaico nelle imprese.
Come si calcola la superficie per il massimale di spesa?
La superficie che determina il massimale del Bando INAIL amianto è la proiezione in pianta della copertura da bonificare, non la superficie reale delle falde. Si includono i lucernari integrati che vengono rimossi e si escludono le parti non in MCA che restano in opera.
- Copertura a falde: conta l’impronta in pianta, quindi una falda inclinata vale meno della sua superficie effettiva.
- Copertura a shed: si considera la proiezione in pianta delle sole falde in MCA, escludendo le vetrate verticali, secondo lo schema delle FAQ INAIL.
- Controsoffitto o sottocopertura: si calcola a parte, sempre in proiezione in pianta, e vale 20 euro al mq.
Quale documentazione tecnica serve per il Bando Inail amianto?
La documentazione deve dimostrare tre cose: che i materiali contengono amianto, che bonifica e rifacimento sono distinti nei costi e qual è lo stato ante operam della copertura. Lo si prova con preventivi separati, analisi di laboratorio, relazione di campionamento e foto coerenti tra loro e con la planimetria.
Tutti i documenti tecnici sono allegati alla perizia asseverata (Modulo B3), firmata da un tecnico abilitato che non sia titolare, amministratore o socio dell’impresa. Ecco la checklist dell’Allegato 3 ISI 2025.
Alla domanda (conferma e completamento):
- Preventivo per la bonifica di un’impresa iscritta in categoria 10A o 10B, con costi distinti per piano di lavoro, spese edili, rimozione, trasporto e smaltimento, e separati per ogni copertura o controsoffitto.
- Preventivo separato per il rifacimento della copertura, con costi per singola voce.
- Preventivi per ancoraggi o parapetti e per le spese tecniche, se previsti.
- Certificato di analisi o rapporto di prova di un laboratorio qualificato dal Ministero della Salute, con almeno un campione per ogni copertura, controsoffitto e sottocopertura.
- Relazione di campionamento con foto e posizione dei punti di prelievo, obbligatoria se il laboratorio emette un rapporto di prova.
- Visura catastale con planimetria e planimetria quotata delle superfici da bonificare.
- Foto della copertura e dei controsoffitti con i punti di ripresa in planimetria, foto degli ambienti di lavoro e immagine aerea con coordinate geografiche.
- Moduli A, C1, D1-cumulo e G, più i moduli E1 o E2 se si dichiara la condivisione con parti sociali o RLS.
Alla rendicontazione:
- Fatture elettroniche con CUP e dicitura dell’avviso, estratto conto con i pagamenti tracciati.
- Piano di lavoro e prova della sua presentazione all’organo di vigilanza.
- Titolo edilizio con date di inizio e fine lavori e foto della nuova copertura.
- Iscrizioni all’Albo Gestori Ambientali delle ditte e formulario di identificazione dei rifiuti (FIR) firmato.
Quanto si ottiene? Esempio di calcolo del contributo
Un capannone con 1.500 mq di copertura in eternit e controsoffitto ottiene 106.450 euro di contributo su 178.000 euro di investimento, cioè circa il 60%. La differenza rispetto al 65% nasce dai massimali: le spese oltre i limiti restano a carico dell’impresa.
Ipotesi (parametri ISI 2025): copertura e controsoffitto in MCA di 1.500 mq in proiezione in pianta; preventivi di 70 €/mq per bonifica e rifacimento, 18 €/mq per il controsoffitto, 6.000 € di ancoraggi, 14.000 € di spese tecniche e 26.000 € per un fotovoltaico da 20 kW.
| Voce | Costo preventivato | Limite | Spesa ammessa |
|---|---|---|---|
| Bonifica e rifacimento copertura | 105.000 € | 1.500 mq × 60 € = 90.000 € | 90.000 € |
| Bonifica controsoffitto | 27.000 € | 1.500 mq × 20 € = 30.000 € | 27.000 € |
| Ancoraggi permanenti | 6.000 € | 10% di 90.000 € = 9.000 € | 6.000 € |
| Spese tecniche | 14.000 € | 10% di 123.000 € = 12.300 €, tetto 10.000 € | 10.000 € |
| Progetto principale | 152.000 € | 133.000 € | |
| Contributo progetto principale (65%) | 86.450 € | ||
| Fotovoltaico aggiuntivo (80% = 20.800 €) | 26.000 € | tetto 20.000 € | 20.000 € |
| Contributo totale | 178.000 € | 106.450 € |
A carico dell’impresa restano 71.550 euro. Il fotovoltaico rispetta tutti i limiti: 20.000 euro sono meno del residuo di 43.550 euro sotto il tetto di 130.000 euro e meno dell’importo del progetto principale.
Errori comuni da evitare con il Bando Inail amianto
- Chiedere la sola rimozione: molte imprese vogliono solo togliere l’eternit e rinviare il tetto nuovo, ma il bando finanzia il risultato finale di sicurezza, quindi senza rifacimento la domanda non è ammissibile.
- Bonificare solo alcune falde: la rimozione deve riguardare l’intera copertura dell’immobile; l’unica eccezione è la parte affittata a terzi, che resta comunque esclusa.
- Calcolare i 3 anni sull’anno sbagliato: la data cambia a ogni edizione (31 dicembre 2022 per l’ISI 2025); usare la data di un vecchio avviso porta a dichiarare un requisito che non c’è.
- Partire con i lavori per non perdere la stagione: un cantiere avviato prima della chiusura della compilazione rende il progetto “in corso” e lo esclude, anche se mancano poche settimane.
- Mettere arcarecci e travi nel preventivo: sono elementi strutturali esclusi e, se mescolati alle voci della copertura, costringono l’INAIL a tagliare il preventivo o a chiedere integrazioni.
- Usare un preventivo unico: bonifica e rifacimento vanno su due preventivi distinti, perché la bonifica deve essere eseguita da un’impresa iscritta in categoria 10A o 10B.
- Un solo campione per più manufatti: serve almeno un’analisi per ogni copertura e per ogni controsoffitto o sottocopertura, altrimenti la presenza di amianto non è dimostrata per tutti gli elementi.
- Foto che non tornano con la planimetria: se i punti di ripresa e di prelievo non sono riportati in pianta, il tecnico istruttore non può collegare le immagini alle superfici dichiarate.
- Dimenticare il CUP in fattura: il CUP arriva solo con la concessione e va comunicato ai fornitori prima della fatturazione; una fattura senza CUP fa perdere la quota di contributo collegata.
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Domande frequenti sul Bando Isi Inail amianto
Quando scade il Bando INAIL amianto?
Per l’edizione ISI 2025 la compilazione si è chiusa il 28 maggio 2026 e il termine per perfezionare le domande è scaduto il 26 ottobre 2026. L’avviso ISI 2026 non è ancora uscito: le ultime edizioni sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale a dicembre, con domande da aprile, ma le date ufficiali si conosceranno solo con il nuovo avviso.
Il Bando INAIL amianto vale anche per i privati?
No, il Bando INAIL amianto è riservato alle imprese iscritte alla Camera di Commercio che lavorano nell’immobile da bonificare. Privati e condomini non possono presentare domanda; se un capannone privato è affittato a un’impresa, la domanda la può presentare l’impresa locataria.
Quanto si ottiene per metro quadro?
Il Bando INAIL amianto riconosce una spesa massima di 60 euro al mq per bonifica e rifacimento della copertura e di 20 euro al mq per il controsoffitto. Al 65%, il contributo massimo è quindi di 39 euro al mq per la copertura e 13 euro al mq per il controsoffitto, sempre entro 130.000 euro per progetto.
Si può rimuovere l’amianto senza rifare il tetto?
No, entrambe le tipologie di intervento dell’Asse 3 prevedono bonifica e rifacimento della copertura. La sola rimozione, l’incapsulamento e il confinamento sono esclusi.
Si può aggiungere il fotovoltaico?
Sì, con l’avviso ISI 2025 si può aggiungere un impianto fotovoltaico fino a 20 kW sulla nuova copertura come intervento aggiuntivo, finanziato all’80% fino a 20.000 euro e nel residuo del massimale di 130.000 euro.
Da quale data l’impresa deve avere la disponibilità dell’immobile?
Da almeno 3 anni calcolati al 31 dicembre dell’anno di riferimento dell’avviso: per il Bando ISI 2025 almeno dal 31 dicembre 2022. Se l’ISI 2026 confermerà la regola, la data diventerà il 31 dicembre 2023.
Se l’azienda lavorava già nell’immobile ma ha registrato il contratto dopo la data limite, può partecipare?
Sì, secondo le FAQ INAIL sull’ISI 2025, se l’impresa dimostra con documenti di svolgere attività nell’immobile da prima della data limite e, entro la verifica istruttoria, ha firmato un contratto formale di compravendita, locazione o comodato di durata adeguata.
Arcarecci, listoni e listelli di fissaggio sono spese ammissibili?
Arcarecci e listoni no, perché sono elementi strutturali di sostegno della copertura. I listelli di fissaggio sì, se previsti dalla specifica tipologia costruttiva, perché non hanno funzione strutturale.
È finanziabile la rimozione di una parete verticale in amianto?
No, il Bando INAIL amianto riguarda solo coperture e, insieme a queste, controsoffitti e sottocoperture in MCA. Anche il solo controsoffitto, senza bonifica della copertura, non è finanziabile.
Il prelievo dei campioni di amianto è una spesa ammissibile?
Sì, è una spesa tecnica prevista dall’Allegato 3. Se sostenuta prima della chiusura della compilazione è ammessa solo se fatta per il progetto presentato e dopo la pubblicazione del bando.
Quanto tempo c’è per realizzare la bonifica dopo l’approvazione?
Nell’avviso ISI 2025 i lavori vanno completati e documentati entro 365 giorni dal provvedimento di concessione. È possibile una sola proroga motivata, fino a sei mesi.

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Normativa e fonti ufficiali
- INAIL – Pagina ufficiale del Bando ISI 2025 (calendario, avvisi regionali, elenchi)
- INAIL – Allegato 3 avviso ISI 2025: progetti di bonifica da materiali contenenti amianto (Asse 3)
- INAIL – FAQ avviso ISI 2025, Allegato 3
- Estratto dell’avviso pubblico ISI 2025 (GURI n. 293 del 18 dicembre 2025)
- INAIL – Calendario scadenze ISI 2025 (elenchi definitivi)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 – Testo unico salute e sicurezza sul lavoro (art. 11, c. 5; artt. 247 e 256)
- Legge 30 dicembre 2023, n. 213 – Obbligo di polizza contro le catastrofi naturali (art. 1, cc. 101-111)
- Regolamento (UE) 2023/2831 – Aiuti de minimis
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