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Accordi per l’innovazione automotive 2026: Guida al bando

07 Ottobre 2026

Gli Accordi per l’innovazione automotive stanziano 631 milioni di euro per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale da 5 a 40 milioni, della durata di 18-36 mesi. Il contributo diretto copre fino al 50% della ricerca industriale e il 25% dello sviluppo sperimentale. Domande dal 25 novembre 2026.

IN SINTESI

  • Chi: imprese della filiera automotive di qualsiasi dimensione (anche in forma congiunta, fino a coinvolgere organismi di ricerca) che svolgono attività di R&S, progettazione, produzione, assemblaggio, remanufacturing o manutenzione avanzata di veicoli stradali e loro componenti.
  • Quanto: progetti con costi ammissibili tra 5 e 40 milioni di euro; contributo diretto alla spesa fino al 50% (ricerca industriale) e al 25% (sviluppo sperimentale), più un eventuale finanziamento agevolato fino al 20% dei costi.
  • Entro quando: compilazione guidata dall’11 novembre 2026, invio dal 25 novembre 2026 (ore 10-18, giorni lavorativi) fino a esaurimento delle risorse.
  • Come: procedura valutativa a sportello sul portale fondocrescitasostenibile.mcc.it, con ordine cronologico giornaliero.
  • Cumulabilità: soggetta al divieto di cumulo dell’art. 6, comma 10 del DM 31/12/2021 e ai massimali del Regolamento GBER: va verificata prima di sommare altri aiuti sugli stessi costi.

Cosa finanziano gli Accordi per l’innovazione per la filiera automotive?

Finanziano grandi progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale che portano nuove tecnologie per una mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura.

La misura nasce dal DPCM 10 giugno 2026, che ripartisce il Fondo automotive (art. 22 DL 17/2022) per il periodo 2026-2030 e destina agli Accordi per l’innovazione 631.015.237 euro. Il decreto direttoriale MIMIT del 17 settembre 2026 fissa le regole operative dello sportello, che si appoggia alla disciplina generale degli Accordi per l’innovazione (DM 31 dicembre 2021).

Il 40% delle risorse è riservato a progetti nel Mezzogiorno. Per un’impresa del Centro-Nord – Veneto, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia – la quota di riferimento è quindi circa il 60%, poco meno di 379 milioni, a cui si aggiungono le eventuali risorse non impegnate dalla riserva Sud dopo sei mesi e i cofinanziamenti delle Regioni che firmano un Accordo quadro.

DA SAPERE — IL QUADRO FINANZIARIO DEFINITIVO ARRIVA IL 20 NOVEMBRE

Le Regioni possono cofinanziare i progetti realizzati interamente nel proprio territorio solo se firmano l’Accordo quadro con il MIMIT entro il 16 novembre 2026. Il quadro complessivo delle risorse sarà pubblicato entro il 20 novembre 2026: prima di quella data non è possibile sapere se la propria Regione avrà una riserva dedicata.


Chi può partecipare e chi è escluso?

Possono partecipare le imprese che appartengono alla filiera automotive come definita dal decreto, anche in collaborazione con organismi di ricerca.

La definizione di filiera è il primo filtro, e non è scontata: comprende chi fa ricerca e sviluppo, progettazione, ingegnerizzazione, produzione, assemblaggio, trasformazione, remanufacturing o manutenzione avanzata di veicoli a motore per il trasporto su strada di persone e merci, e dei relativi componenti, sistemi e tecnologie.

  • Esclusi per settore: aeronautico, ferroviario, navale.
  • Esclusi per attività: imprese che fanno solo commercializzazione, distribuzione, intermediazione, noleggio o rivendita.
  • Esclusi per tipologia: imprese agro-industriali con prevalente attività industriale e imprese agricole ex art. 2135 c.c.
  • Esclusi per condizione: sanzioni interdittive ex D.Lgs. 231/2001, condanne definitive degli amministratori per reati ostativi negli appalti, irregolarità contributiva (DURC), decadenze per delocalizzazione, cause antimafia, controllo da o verso società in Paesi non cooperativi a fini fiscali.

ATTENZIONE — POLIZZA CATASTROFALE E DURC SONO CAUSE DI ESCLUSIONE

Il decreto esclude chi non ha stipulato la polizza contro i rischi catastrofali prevista dalla L. 213/2023 (art. 1, c. 101) e chi non è in regola con i contributi. Non sono requisiti da sistemare dopo: devono esserci alla data della domanda. Approfondisci la polizza catastrofale e il DURC.


Quali progetti sono ammissibili?

Progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale su una sola delle tre aree di intervento dell’Allegato A, con costi tra 5 e 40 milioni e durata tra 18 e 36 mesi.

Area di interventoEsempi di contenuto
1. Nuovi veicoli, alimentazione e propulsioneSistemi di propulsione e trasmissione, batterie e BMS, prototipi e prodotti pilota, materiali innovativi e alleggerimento
2. Parti, componenti e tecnologie avanzateComponenti per la mobilità sostenibile, AI applicata a sistemi e servizi, guida autonoma e connessa, Software Defined Vehicle, servizi digitali
3. Diversificazione e riconversioneTecnologie ad alta intensità di R&S, anche dual-use, purché con interoperabilità concreta con la mobilità sostenibile

Il progetto deve rispettare il principio DNSH e non ricadere nelle esclusioni del Regolamento (UE) 2021/1058. È possibile chiedere una proroga di massimo 12 mesi. Per inquadrare correttamente cosa è ricerca industriale e cosa sviluppo sperimentale servono i criteri del Manuale di Frascati: le modifiche di routine a prodotti e linee esistenti non sono R&S, anche se migliorano il prodotto.

ATTENZIONE — L’AREA DUAL-USE NON È UNA PORTA APERTA ALLA DIFESA

La terza area ammette la riconversione verso tecnologie a potenziale dual-use solo se hanno un’interoperabilità tecnologica o funzionale concreta con la mobilità sostenibile. Un progetto puramente militare o aerospaziale, anche se presentato da un fornitore automotive, non rientra: la connessione con la mobilità va dimostrata nella proposta progettuale.


Quali spese sono ammissibili e quanto vale il contributo?

Sono ammissibili personale tecnico, strumenti e attrezzature, consulenze e ricerca contrattuale, più un forfait del 20% per spese generali e materiali.

Voce di costoRegola
PersonaleSolo tecnici, ricercatori e ausiliari impiegati nel progetto, a costi standard; escluso il personale amministrativo, contabile e commerciale
Strumenti e attrezzatureNuovi di fabbrica; ammesse le quote di ammortamento per il periodo di utilizzo nel progetto (intero costo solo se la vita utile non supera la durata del progetto)
Consulenze e serviziRicerca contrattuale, consulenze, licenze di brevetti e know-how a condizioni di mercato
Spese generali e materialiForfait pari al 20% della somma di personale, strumenti e consulenze

Le agevolazioni sono un contributo diretto alla spesa, entro il limite massimo del 50% dei costi di ricerca industriale e del 25% di quelli di sviluppo sperimentale, e un eventuale finanziamento agevolato fino al 20% dei costi totali, riservato alle imprese. Le percentuali effettive per il singolo progetto si definiscono nell’Accordo e dipendono anche dagli eventuali cofinanziamenti regionali, sempre entro le intensità massime del Regolamento GBER.


Esempio numerico: quanto può ottenere un’impresa?

Su un progetto da 7,5 milioni con il 40% di ricerca industriale, il contributo diretto massimo è di 2,625 milioni, pari al 35% dei costi.

Una media impresa della componentistica sviluppa un nuovo sistema di gestione termica per batterie (Area 1), in collaborazione con un’università, in 30 mesi.

VoceImporto
Personale tecnico4.000.000 €
Quote di ammortamento attrezzature750.000 €
Consulenze e ricerca contrattuale (di cui università 1.000.000 €)1.500.000 €
Forfait spese generali e materiali (20%)1.250.000 €
Costo totale del progetto7.500.000 €
Ricerca industriale (40%) × 50%1.500.000 €
Sviluppo sperimentale (60%) × 25%1.125.000 €
Contributo diretto massimo2.625.000 €
Finanziamento agevolato eventuale (fino al 20%)fino a 1.500.000 €

Il milione affidato all’università vale circa il 13% dei costi: supera la soglia del 10% che il decreto usa per valutare la qualità delle collaborazioni con organismi di ricerca. L’esempio non considera maggiorazioni o cofinanziamenti regionali, che si conoscono solo con il quadro finanziario definitivo.


Come vengono valutati i progetti?

Il progetto deve superare soglie minime su tre criteri e totalizzare almeno 70 punti, oltre a un indicatore di solidità finanziaria che, se non raggiunto, rende la domanda irricevibile.

CriterioCosa pesaSoglia minima
Caratteristiche del proponenteCapacità tecnico-organizzativa, collaborazioni con organismi di ricerca, solidità economico-finanziaria18 punti
Qualità della propostaFattibilità tecnica, rilevanza dei risultati, grado di innovazione25 punti
Impatto del progettoInteresse industriale, potenzialità di sviluppo12 punti
PremialitàCertificazione della parità di genere (+2), rating di legalità (+3)—
Totale70 punti

La solidità economico-finanziaria si calcola sugli ultimi due bilanci approvati con cinque indicatori: capacità di rimborso, copertura delle immobilizzazioni, indipendenza finanziaria, incidenza degli oneri finanziari e del MOL sul fatturato. Le premialità richiedono la certificazione della parità di genere e il rating di legalità già posseduti alla data della domanda.

ATTENZIONE — CHI CHIEDE IL FINANZIAMENTO AGEVOLATO NON PUÒ RINUNCIARVI

Se si chiede anche il finanziamento agevolato, l’indicatore di capacità di rimborso deve valere almeno 0,8, calcolato sulla somma dei costi di tutti i progetti presentati dall’impresa, anche come co-proponente. Se è inferiore la domanda è inammissibile e non è possibile salvarla rinunciando al finanziamento. Fai la simulazione sui bilanci prima di decidere se chiederlo.


Come funziona lo sportello e conta l’ora di invio?

Non conta l’ora ma il giorno: le domande arrivate nella stessa giornata sono considerate simultanee.

Se le risorse residue non bastano per tutte le domande dello stesso giorno, il MIMIT forma una graduatoria sul punteggio di solidità economico-finanziaria dichiarato nell’allegato 5; a parità, prevale il progetto meno costoso. Non serve quindi un click day al secondo, ma serve essere pronti il primo giorno utile, perché uno sportello da 631 milioni con progetti da 5-40 milioni può saturarsi in fretta.

  1. Dall’11 novembre 2026: compilazione guidata sul portale del Soggetto gestore (RTI con mandataria MCC).
  2. Entro il 16 novembre 2026: firma degli Accordi quadro da parte delle Regioni che intendono cofinanziare.
  3. Entro il 20 novembre 2026: pubblicazione del quadro finanziario complessivo.
  4. Dal 25 novembre 2026: invio delle domande, ore 10-18 dei giorni lavorativi, con marca da bollo da 16 euro.
  5. Istruttoria: verifica formale entro 20 giorni, valutazione di merito entro 90 giorni dalla domanda; poi negoziazione e firma dell’Accordo entro 15 giorni dalla ricezione.
  6. Concessione: documentazione entro 15 giorni dalla firma dell’Accordo, decreto di concessione entro 30 giorni.

ATTENZIONE — IL PROGETTO NON VA AVVIATO PRIMA DELLA DOMANDA

L’avvio deve avvenire dopo la presentazione della domanda e non oltre tre mesi dal decreto di concessione, pena la revoca. Basta un ordine confermato, un contratto di consulenza firmato o l’inizio delle attività del personale sul progetto per far scattare la data di avvio. Dopo la domanda il gestore comunica il CUP, da riportare su tutti i documenti di spesa.


Quali obblighi scattano dopo la concessione?

Gli obblighi più delicati riguardano tempi di rendicontazione, contabilità separata e mantenimento di occupazione e attività.

  • Prima richiesta di erogazione entro 18 mesi dal decreto di concessione, pena revoca; erogazioni in massimo cinque SAL semestrali più il saldo, con il 10% trattenuto fino al saldo.
  • Anticipo fino al 30% delle agevolazioni, solo se previsto dall’Accordo e con fideiussione bancaria o assicurativa a prima richiesta.
  • Saldo entro 3 mesi dalla conclusione, con relazione tecnica finale.
  • Contabilità separata o codifica dedicata, con costi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale rilevati distintamente.
  • Occupazione e capacità produttiva: non ridurle in modo da compromettere gli obiettivi per 3 anni (PMI) o 5 anni (grandi imprese) dalla conclusione.
  • Nessuna cessazione o rilocalizzazione delle unità produttive interessate per lo stesso periodo.
  • Conservazione dei documenti per almeno 10 anni dal saldo e trasmissione dei dati di monitoraggio nei due esercizi successivi alla conclusione.

Meglio gli Accordi per l’innovazione o i mini contratti di sviluppo?

Dipende dalla natura del progetto: gli Accordi finanziano ricerca e sviluppo, i mini contratti di sviluppo programmi di investimento produttivo.

Accordi per l’innovazione automotiveMini contratti di sviluppo automotive
OggettoRicerca industriale e sviluppo sperimentaleProgrammi di investimento delle imprese della filiera
DimensioneCosti da 5 a 40 milioniProgrammi inferiori a 20 milioni
GestoreMediocredito Centrale (Fondo Crescita Sostenibile)Invitalia
StatoSportello dal 25 novembre 2026Risorse stanziate (DPCM art. 2, c. 2); modalità di domanda da definire con decreto direttoriale

Chi deve industrializzare una tecnologia già sviluppata, con investimenti in impianti e macchinari, guarda ai mini contratti. Chi ha ancora incertezza tecnica da risolvere su prodotto o processo, con un team di ricerca strutturato, guarda agli Accordi. Le due strade possono essere sequenziali: prima la R&S, poi l’investimento produttivo, ma senza sovrapporre gli stessi costi.


Errori comuni da evitare

  • Dimensionare il progetto a ridosso dei 5 milioni: in istruttoria i costi vengono verificati per pertinenza e congruità; se i tagli superano il 20% e il progetto scende sotto la soglia, la domanda è inammissibile. Serve margine.
  • Mischiare due aree di intervento: il progetto deve riguardare una sola area dell’Allegato A. Un progetto che tiene insieme batterie e software di guida autonoma senza un filo conduttore rischia la bocciatura sulla coerenza.
  • Spacciare industrializzazione per R&S: le modifiche di routine e i miglioramenti periodici sono esclusi. I valutatori misurano l’originalità rispetto allo stato dell’arte internazionale (nazionale per le PMI).
  • Sottovalutare l’indicatore di rimborso: se si chiede il finanziamento agevolato e il rapporto cash flow/rata è sotto 0,8, la domanda cade senza possibilità di rinuncia.
  • Collaborazioni con organismi di ricerca di facciata: sotto il 10% dei costi la collaborazione pesa poco; sopra, viene valutata la reale necessità delle attività affidate. Meglio poche attività concrete che una sigla in copertina.
  • Firmare ordini o contratti prima della domanda: qualsiasi impegno vincolante anticipa la data di avvio e fa perdere l’agevolazione.
  • Arrivare impreparati all’apertura: conta il giorno di invio; chi presenta nelle settimane successive rischia di trovare lo sportello chiuso per esaurimento fondi.
  • Dimenticare la polizza catastrofale: è una causa di esclusione espressa, verificata alla data della domanda.
  • Perdere la scadenza del primo SAL: la prima richiesta di erogazione va presentata entro 18 mesi dal decreto; l’eventuale anticipo non conta ai fini di questa scadenza.

Il tuo progetto di R&S automotive ha i numeri per lo sportello?

Isinet Consulting verifica l’appartenenza alla filiera, l’inquadramento delle attività come ricerca industriale o sviluppo sperimentale, la simulazione degli indicatori di bilancio e segue la pratica fino al saldo.


Domande frequenti sugli Accordi per l’innovazione automotive

Quando si presenta la domanda per gli Accordi per l’innovazione automotive?

Dalle ore 10 del 25 novembre 2026, nei giorni lavorativi dalle 10 alle 18, sul portale fondocrescitasostenibile.mcc.it. La compilazione guidata è disponibile dall’11 novembre 2026.

Il bando automotive è a fondo perduto?

Sì in parte: la componente principale è un contributo diretto alla spesa fino al 50% dei costi di ricerca industriale e al 25% dello sviluppo sperimentale. Può affiancarsi un finanziamento agevolato fino al 20% dei costi, da restituire.

Una PMI può partecipare con un progetto da meno di 5 milioni?

No. La soglia minima di 5 milioni di costi ammissibili vale per tutti. Più PMI possono però presentare un progetto congiunto per raggiungerla; i requisiti di solidità finanziaria si pesano in proporzione ai costi di ciascuno.

Un fornitore di componenti per veicoli industriali rientra nella filiera?

Sì, se i componenti sono destinati a veicoli a motore per il trasporto su strada di persone o merci. Restano esclusi aeronautico, ferroviario, navale e chi svolge solo attività commerciali o di noleggio.

Conta l’ordine di arrivo delle domande?

Conta il giorno, non l’ora. Le domande dello stesso giorno sono simultanee; se i fondi non bastano per tutte, si forma una graduatoria in base al punteggio di solidità economico-finanziaria.

Serve collaborare con un’università?

Non è obbligatorio, ma la qualità delle collaborazioni con organismi di ricerca è un elemento di valutazione e pesa se la collaborazione raggiunge almeno il 10% dei costi ammissibili.

Si può cumulare con il credito d’imposta ricerca e sviluppo?

Il cumulo è limitato dal divieto previsto dall’art. 6, comma 10 del DM 31/12/2021 e dai massimali GBER. Va verificato caso per caso prima di imputare gli stessi costi a entrambe le misure.

Quanto tempo passa dalla domanda al decreto di concessione?

Sulla carta l’istruttoria si chiude entro 90 giorni, a cui seguono la negoziazione dell’Accordo, la sua firma entro 15 giorni, la documentazione entro altri 15 e il decreto entro 30. Realisticamente servono almeno 5-6 mesi.

La mia Regione cofinanzia i progetti?

Lo si saprà entro il 20 novembre 2026, quando il MIMIT pubblicherà il quadro finanziario che tiene conto degli Accordi quadro firmati dalle Regioni entro il 16 novembre.


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Normativa e fonti ufficiali


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