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SIMEST Energivore: Fondo perduto fino al 30% e Misura Energia

16 Ottobre 2026

La misura SIMEST per imprese energivore ed Energia per la competitività internazionale è un finanziamento agevolato del Fondo 394/81, gestito da SIMEST, che finanzia investimenti digitali, ecologici e di rafforzamento patrimoniale di imprese esportatrici energivore o colpite dal caro energia. Prevede un fondo perduto del 20%, elevabile al 30% per le PMI della Misura Energia, max 200.000 €. Domande entro il 31/12/2026.

IN SINTESI

  • Chi: imprese energivore (elenco CSEA), imprese con ISO 50001, 14064-1, 14064-2 o 14068, imprese con diagnosi energetica UNI CEI EN 16247 (anche da ottenere) e imprese della Misura Energia (costi energetici +10% o fatturato -10% per la crisi del Golfo Persico).
  • Quanto: finanziamento agevolato fino a 500.000 € (micro), 2,5 milioni (PMI) o 5 milioni (altre imprese), con fondo perduto fino al 20%, elevabile al 30% per le PMI della Misura Energia, comunque entro 200.000 €.
  • Entro quando: domanda presentata entro il 31 dicembre 2026, salvo esaurimento del plafond.
  • Come: Portale SIMEST, domanda firmata digitalmente dal legale rappresentante, con asseverazione del revisore per la Misura Energia.
  • Cumulabilità: fondo perduto e finanziamento rientrano nel regime de minimis (300.000 € in tre anni) e vanno coordinati con le altre agevolazioni sulle stesse spese.

SCADENZA: 31 DICEMBRE 2026

Il fondo perduto del 20% e del 30%, l’esenzione dalle garanzie per le energivore e la Misura Energia valgono solo per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026. SIMEST istruisce le pratiche in ordine cronologico nei limiti delle risorse: preparare ora asseverazione, certificazioni o diagnosi evita di arrivare a ridosso della chiusura.


Che cos’è la misura SIMEST per energivore e Misura Energia per la competitività internazionale?

È una serie di condizioni potenziate dentro il finanziamento SIMEST “Transizione Digitale o Ecologica”, riservate a due categorie: le imprese energivore (o in percorso di efficientamento energetico) e le imprese rientranti nella Misura “Energia per la Competitività Internazionale”.

Il Fondo 394/81 è il fondo rotativo pubblico con cui SIMEST gestisce, per conto del Ministero degli Affari Esteri, i finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, a beneficio della competitività sui mercati internazionali. La Misura Energia è stata attivata nel 2026 in base al DL 42/2026, dopo i rincari legati alla crisi del Golfo Persico, mentre le premialità per le energivore esistono dal 2025.

Il plafond dedicato alla Misura Energia per la competitività internazionale è di 800 milioni di euro a valere sul Fondo 394/81. Le regole operative sono nella Circolare SIMEST 4/394/2023, aggiornamento del 30 luglio 2026, che è il testo da seguire quando le sintesi divulgative non coincidono.

Per la misura generale (requisiti, spese, rendicontazione) rimandiamo alla nostra guida completa al bando SIMEST Transizione Digitale o Ecologica: qui ci concentriamo su cosa cambia per energivore e imprese colpite dal caro energia.


Chi rientra tra le imprese energivore per SIMEST?

Per SIMEST è “energivora” l’impresa iscritta nell’elenco CSEA delle imprese a forte consumo di energia elettrica, ma accedono alle stesse condizioni anche le imprese che hanno intrapreso un percorso certificato di efficientamento energetico.

La circolare equipara le due figure. Basta uno dei requisiti seguenti, documentato e caricato sul Portale insieme alla domanda:

  • Elenco CSEA: impresa a forte consumo di energia elettrica ai sensi dell’art. 3, commi 1-3, del DL 131/2023, presente nell’elenco energivori della Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali.
  • Certificazione ISO in corso di validità: almeno una tra ISO 50001, ISO 14064-1, ISO 14064-2 e ISO 14068.
  • Diagnosi energetica già disponibile: diagnosi in corso di validità secondo la UNI CEI EN 16247 (tutte le parti) e coerente con il D.Lgs. 102/2014, per le imprese non già obbligate a farla.
  • Diagnosi energetica da ottenere: l’impresa non obbligata può impegnarsi a ottenere la diagnosi entro il termine delle Condizioni per la Stipula, cioè entro 3 mesi dall’esito della domanda.

La diagnosi energetica è l’analisi sistematica dei consumi di un’impresa che individua dove si usa l’energia e quali interventi la riducono. Se non sai se la tua impresa è obbligata o come si realizza, trovi tutto nella nostra pagina sulla diagnosi energetica per le imprese.

Le imprese energivore accedono a SIMEST con un fatturato export pari ad almeno il 3%, contro il 10% richiesto alle altre imprese. Per una PMI che esporta poco, la diagnosi energetica è spesso la chiave che apre l’accesso allo strumento.

ATTENZIONE — LA DIAGNOSI “DA OTTENERE” HA UNA SCADENZA SECCA

Chi sceglie l’impegno a ottenere la diagnosi deve consegnarla entro le Condizioni per la Stipula, pena la revoca totale dell’intervento, non solo del fondo perduto. Tre mesi sono pochi se l’auditor (EGE o ESCo) va ancora incaricato: conviene avviare la diagnosi insieme alla domanda. La via della diagnosi vale solo per chi non è già obbligato per legge: le grandi imprese obbligate devono passare da elenco CSEA o certificazione ISO.


Quali requisiti servono per la Misura Energia per la competitività internazionale?

La Misura Energia per la competitività internazionale richiede un aumento dei costi medi unitari dell’energia di almeno il 10% oppure un calo del fatturato di almeno il 10% rispetto allo stesso periodo del 2025, attestato da un revisore.

La misura si rivolge alle imprese esportatrici e alle filiere a vocazione internazionale colpite dai rincari energetici: possono rientrare PMI, micro imprese e altre imprese che presentano domanda entro il 31 dicembre 2026. I due requisiti sono alternativi:

  • Costi energetici +10%: incremento dei costi medi unitari dell’energia di almeno il 10%.
  • Fatturato -10%: riduzione della voce A1 del conto economico di almeno il 10%, come conseguenza del conflitto nell’area del Golfo Persico (iniziato il 28 febbraio 2026).

Il periodo di confronto parte dal 1° gennaio 2026 e termina, a scelta dell’impresa, uno o due mesi prima del mese di presentazione della domanda. Va confrontato con lo stesso periodo del 2025. Chi presenta domanda a novembre 2026, per esempio, può confrontare gennaio-settembre oppure gennaio-ottobre.

Il requisito va dimostrato con un’asseverazione, cioè un’attestazione firmata da un soggetto iscritto al Registro dei Revisori tenuto dal MEF, redatta sul format SIMEST “Asseverazione – incremento costi energia o riduzione fatturato per conflitto area Golfo Persico”.

ATTENZIONE — CONTA IL COSTO UNITARIO, NON LA BOLLETTA TOTALE

La soglia del +10% riguarda il costo medio unitario (per esempio €/kWh), non la spesa energetica complessiva. Un’impresa che ha speso il 12% in più perché ha prodotto di più, a prezzo invariato, non rientra. Viceversa, chi ha ridotto i consumi può rientrare anche con una bolletta totale quasi stabile. Prima di incaricare il revisore conviene rifare il calcolo sulle fatture dei due periodi.

Requisiti comuni a energivore e Misura Energia

  • Sede legale e operativa in Italia, impresa attiva e iscritta al Registro imprese.
  • Due bilanci depositati relativi a due esercizi completi.
  • Fatturato export almeno al 10% dell’ultimo esercizio (righi VE30, VE34 e VE50 della dichiarazione IVA), ridotto al 3% per energivore e imprese in efficientamento. In alternativa, almeno il 10% del fatturato verso imprese clienti esportatrici italiane con export di almeno il 3%.
  • DURC regolare e polizza catastrofale stipulata, verificati anche a ogni erogazione.
  • Nessuna difficoltà finanziaria: scoring MCC diverso dalle classi 10, 11 e 12, nessuna procedura concorsuale.

Quanto fondo perduto si ottiene: 20% o 30%?

Il fondo perduto SIMEST è del 20% per energivore, imprese in efficientamento e imprese della Misura Energia; sale al 30% solo per le PMI rientranti nella Misura Energia. In tutti i casi il tetto è di 200.000 € per impresa.

Il contributo a fondo perduto, che la circolare chiama cofinanziamento a fondo perduto, è la quota dell’intervento che l’impresa non deve restituire. Il resto è un finanziamento a tasso agevolato da rimborsare.

CategoriaFondo perdutoTettoIntervento oltre cui scatta il tetto
Energivora o in efficientamento energetico (qualsiasi dimensione)fino al 20%200.000 €1.000.000 €
Misura Energia – Altra impresa (non PMI)fino al 20%200.000 €1.000.000 €
Misura Energia – PMI, incluse micro impresefino al 30%200.000 €666.667 €
Altre premialità ordinarie (es. export ≥20%, ISO 14001)fino al 10%100.000 €1.000.000 €

Il fondo perduto SIMEST del 30% spetta solo alle PMI rientranti nella Misura Energia per la competitività internazionale, con un tetto di 200.000 € per impresa. Il 30% satura il tetto con un intervento di 666.667 €: oltre questa cifra la percentuale effettiva scende.

ATTENZIONE — IL 30% NON SPETTA A TUTTE LE PMI

Alcune sintesi in circolazione parlano di “30% per le PMI” senza altre condizioni. La circolare riconosce il 30% solo alle PMI che rientrano nella Misura Energia, cioè con asseverazione del +10% di costi energetici o del -10% di fatturato. Una PMI energivora o certificata ISO 50001 che non ha questi requisiti si ferma al 20%.

Il regime de minimis è il limite europeo agli aiuti di piccola entità: un’impresa unica non può ricevere più di 300.000 € in tre anni (Regolamento UE 2023/2831). Nella misura SIMEST rientrano nel de minimis sia il fondo perduto sia il vantaggio del finanziamento agevolato. Se il plafond residuo non basta, SIMEST riduce il fondo perduto e aumenta il finanziamento. Approfondisci nella nostra guida al regime de minimis.


Quali altre condizioni sono previste? Garanzie, anticipo e durata

Le imprese energivore possono chiedere a SIMEST l’esenzione dalle garanzie per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026; anticipo al 50%, durata fino a 8 anni e rafforzamento patrimoniale al 90% valgono invece per entrambe le categorie.

CondizioneEnergivore / efficientamentoMisura Energia
Esenzione dalle garanzie (su richiesta, domande entro il 31/12/2026)SìNo, salvo scoring 1-2, PMI innovative o startup innovative
Fatturato export minimo3%10% (o 10% del fatturato verso clienti esportatori)
Asseverazione del revisoreNoSì
Anticipo prima tranche50%50%
Durata del finanziamentofino a 8 anni (2 + 6)fino a 8 anni (2 + 6)
Quota per rafforzamento patrimonialefino al 90%fino al 90%
Capitalizzazione e finanziamento soci di controllatefino a 1.500.000 €fino a 1.500.000 €
Spese da rendicontare entro 12 mesi per la 2ª tranchealmeno 75%almeno 75%

Senza esenzione, la garanzia dipende dalla classe di scoring MCC e va dal 10% (classi 3-5) al 40% (classe 9) del finanziamento. Il tasso agevolato è pari al 10%, 50% o 80% del Tasso di Riferimento UE, a scelta dell’impresa; la pagina SIMEST della Misura Energia indica lo 0,3%, dato aggiornato mensilmente.

La durata standard è di 6 anni, con 2 di preammortamento. Su richiesta in domanda il rimborso si allunga di 2 anni: 12 rate semestrali a capitale costante invece di 8.

ATTENZIONE — L’ANTICIPO AL 50% ALZA L’ASTICELLA DELLA PRIMA RENDICONTAZIONE

Chi ottiene l’anticipo del 50% deve rendicontare almeno il 75% dell’importo deliberato entro 12 mesi dalla stipula per ricevere la seconda tranche (contro il 50% ordinario). Se a consuntivo le spese ammissibili risultano inferiori all’anticipo incassato, quella parte si rimborsa al tasso di riferimento, non al tasso agevolato. Il cronoprogramma degli investimenti va costruito su questi numeri.


Quali spese sono ammissibili?

Sono ammissibili investimenti per la transizione digitale, per la transizione ecologica e per il rafforzamento patrimoniale; energivore e imprese della Misura Energia possono destinare a quest’ultimo fino al 90% dell’importo.

Le spese ammissibili sono i costi che la circolare riconosce come finanziabili, se sostenuti dopo l’assegnazione del CUP e pagati dal conto corrente dedicato. Rientrano in particolare:

  • Transizione digitale: software, attrezzature tecnologiche, investimenti 4.0, cybersecurity, digital manager, spese in Intelligenza Artificiale.
  • Transizione ecologica: investimenti per la sostenibilità ambientale, efficientamento energetico e idrico, mitigazione climatica, certificazioni ambientali e il costo della diagnosi energetica.
  • Rafforzamento patrimoniale: immobilizzazioni materiali e immateriali (escluso l’avviamento), anche in Italia, e incrementi di capitale sociale o finanziamento soci a favore di controllate, anche estere, fino a 1,5 milioni.
  • Consulenze e asseverazioni: spese per presentare la domanda e per l’asseverazione del revisore, fino al 5% dell’importo deliberato e comunque entro 100.000 €.

Anche con il 90% patrimoniale, almeno il 10% dell’importo va speso in investimenti digitali o ecologici: se in rendicontazione la quota è più bassa, SIMEST revoca in proporzione. Restano escluse le spese connesse all’export (reti distributive, commissioni sul venduto) e le spese correnti come il personale interno.


Entro quando e come si presenta la domanda?

Le domande SIMEST per energivore e Misura Energia vanno presentate entro il 31 dicembre 2026 sul Portale SIMEST, firmate digitalmente dal legale rappresentante.

SIMEST istruisce le domande in ordine cronologico e nei limiti delle risorse del Fondo 394/81. Una domanda incompleta riceve una richiesta di integrazione con 15 giorni di tempo, poi un preavviso di archiviazione di 10 giorni. Oltre ai documenti ordinari, prepara:

  • Per le energivore: evidenza dell’iscrizione CSEA, certificato ISO valido oppure diagnosi UNI CEI EN 16247 (o impegno a ottenerla).
  • Per la Misura Energia: asseverazione del revisore sul format SIMEST, con i dati dei due periodi a confronto.
  • Per tutti: dichiarazione sulla polizza catastrofale, dichiarazione di conformità ambientale, due bilanci, dichiarazioni IVA per il calcolo del fatturato export.

Dopo la delibera, la stipula richiede di soddisfare le condizioni sospensive entro 3 mesi; il progetto va poi realizzato in 24 mesi dalla stipula, con una proroga possibile di 6 mesi.


Energivora, Misura Energia o entrambe: quale strada scegliere?

La strada giusta dipende da tre variabili: dimensione d’impresa, quota di export e fabbisogno di garanzie. Le due qualifiche non si escludono e offrono vantaggi diversi.

  • PMI con export sotto il 10%: la via dell’efficientamento (ISO o diagnosi) è spesso l’unica per accedere, perché abbassa la soglia al 3%.
  • PMI con export sopra il 10% e costi energetici in forte aumento: la Misura Energia porta il fondo perduto dal 20% al 30%.
  • Grande impresa: il fondo perduto resta al 20% in entrambi i casi; conta di più l’esenzione dalle garanzie, che spetta solo alle energivore.
  • Impresa con scoring medio-basso: la qualifica di energivora evita garanzie dal 10% al 40% del finanziamento, che pesano sulle linee bancarie.

Una PMI che possiede entrambe le qualifiche può, secondo il testo della circolare, sommare i vantaggi: 30% di fondo perduto come impresa della Misura Energia ed esenzione dalle garanzie come energivora. È una lettura da confermare in istruttoria con SIMEST, ma vale la pena verificarla prima di scegliere su quale requisito impostare la domanda.


Esempio numerico: quanto vale per una PMI manifatturiera

Una PMI veneta con ricavi medi di 4.000.000 € e un export del 12% chiede un intervento di 800.000 €: ottiene 200.000 € a fondo perduto e 600.000 € di finanziamento agevolato.

L’impresa presenta domanda a ottobre 2026 e confronta gennaio-agosto 2026 con gennaio-agosto 2025. Nel 2025 ha consumato 1.250.000 kWh spendendo 225.000 € (0,180 €/kWh); nel 2026 ha consumato 1.220.000 kWh spendendo 252.540 € (0,207 €/kWh). Il costo medio unitario è salito del 15%, anche se la bolletta totale è cresciuta solo del 12,2%: l’impresa rientra nella Misura Energia.

VoceValore
Importo massimo richiedibile (35% dei ricavi medi, tetto PMI 2,5 milioni)1.400.000 €
Intervento richiesto800.000 €
Programma: efficientamento energetico + software + rafforzamento patrimoniale300.000 + 100.000 + 400.000 €
Fondo perduto teorico al 30%240.000 €
Fondo perduto effettivo (tetto 200.000 €)200.000 € (25%)
Finanziamento a tasso agevolato600.000 €
Anticipo prima tranche (50%)400.000 €
Spese da rendicontare entro 12 mesi (75%)600.000 €
Rimborso con durata 8 anni12 rate semestrali da 50.000 € di capitale

Se la stessa PMI fosse solo energivora, senza i requisiti della Misura Energia, il fondo perduto si fermerebbe al 20%, cioè 160.000 €. Per sfruttare il 30% pieno sarebbe bastato un intervento di 666.667 €: oltre quella soglia ogni euro in più è solo finanziamento. Il calcolo presuppone un plafond de minimis sufficiente, da verificare prima della domanda.


Errori comuni da evitare

  • Dare per scontato il 30% perché si è PMI: il 30% richiede la Misura Energia; una PMI solo energivora o certificata ISO ottiene il 20%, e il business plan costruito sul 30% salta.
  • Calcolare il +10% sulla bolletta totale: la circolare guarda al costo medio unitario; un aumento dovuto a maggiori volumi prodotti non conta e l’asseverazione non può essere rilasciata.
  • Contare sull’esenzione dalle garanzie con la sola Misura Energia: l’esenzione spetta a energivore e imprese in efficientamento; chi non ha queste qualifiche deve garantire dal 10% al 40% del finanziamento in base allo scoring.
  • Impegnarsi alla diagnosi senza averla avviata: se non arriva entro le Condizioni per la Stipula la revoca è totale, perché la diagnosi è il requisito che ha reso ammissibile la domanda.
  • Lasciar scadere la certificazione ISO prima dell’erogazione: SIMEST verifica la qualifica anche alla data della prima erogazione; senza certificato valido si perde il fondo perduto e, per chi è entrato con export al 3%, l’intero intervento.
  • Usare la diagnosi obbligatoria di una grande impresa: la via della diagnosi è riservata a chi non è già obbligato; le grandi imprese devono dimostrare l’iscrizione CSEA o una certificazione ISO.
  • Chiedere più di 666.667 € pensando di aumentare il contributo: con il 30% il tetto di 200.000 € si raggiunge a quella soglia; oltre, l’importo aggiuntivo è tutto debito da rimborsare.
  • Sottovalutare il 75% di spese a 12 mesi: con l’anticipo al 50% la seconda tranche arriva solo se si è già speso tre quarti del programma; ordini e consegne lunghe vanno pianificati prima della stipula.
  • Ignorare il plafond de minimis: anche il finanziamento agevolato consuma plafond; altri aiuti ricevuti negli ultimi tre anni possono ridurre il fondo perduto effettivo.

La tua impresa può ottenere il 20% o il 30% a fondo perduto SIMEST?

Isinet Consulting verifica se la tua impresa è energivora o rientra nella Misura Energia, calcola il plafond de minimis disponibile, coordina revisore e auditor energetico e segue la pratica fino alla rendicontazione finale. Richiedi una consulenza gratuita prima del 31 dicembre 2026.


Domande frequenti su SIMEST energivore e Misura Energia

Quali imprese sono considerate energivore da SIMEST?

SIMEST considera energivore le imprese iscritte nell’elenco CSEA delle imprese a forte consumo di energia elettrica. Accedono alle stesse condizioni le imprese con certificazione ISO 50001, ISO 14064-1, ISO 14064-2 o ISO 14068 valida e quelle con diagnosi energetica UNI CEI EN 16247, anche da ottenere entro la stipula.

Chi ha diritto al fondo perduto SIMEST del 30%?

Il 30% spetta solo alle PMI, incluse le micro imprese, che rientrano nella Misura Energia per la competitività internazionale, con un tetto di 200.000 €. Le altre imprese della Misura Energia e le energivore che non rientrano nella Misura Energia si fermano al 20%.

Bisogna essere iscritti all’elenco CSEA per accedere?

No, l’iscrizione CSEA è solo una delle strade. Una certificazione ISO tra quelle previste o una diagnosi energetica conforme danno accesso alle stesse condizioni. Per la Misura Energia, invece, l’iscrizione non serve: conta l’asseverazione su costi o fatturato.

Posso fare domanda se non ho ancora la diagnosi energetica?

Sì, se l’impresa non è obbligata per legge alla diagnosi può impegnarsi in domanda a ottenerla entro le Condizioni per la Stipula, cioè entro 3 mesi dall’esito. Se la diagnosi non arriva, SIMEST revoca l’intero intervento. Il costo della diagnosi è una spesa ammissibile.

Chi rilascia l’asseverazione per la Misura Energia?

L’asseverazione deve essere firmata da un soggetto iscritto al Registro dei Revisori tenuto dal MEF, sul format SIMEST dedicato a incremento dei costi energetici o riduzione del fatturato. Il costo dell’asseverazione rientra tra le spese di consulenza ammissibili, entro il 5% dell’importo deliberato.

Le imprese della Misura Energia sono esentate dalle garanzie?

No, la circolare riserva l’esenzione su richiesta a energivore e imprese in efficientamento energetico, per domande entro il 31 dicembre 2026. Restano esenti, come per tutti, le imprese con scoring MCC 1 o 2, le PMI innovative e le startup innovative.

Qual è la scadenza della misura SIMEST per energivore?

La domanda va presentata entro il 31 dicembre 2026. Dopo questa data decadono il fondo perduto al 20% e al 30%, l’esenzione dalle garanzie e la Misura Energia; le domande sono istruite in ordine cronologico e nei limiti delle risorse.

Il fondo perduto SIMEST si cumula con altri incentivi?

Sì, nei limiti del de minimis e delle regole dell’altra agevolazione. Fondo perduto e finanziamento consumano il plafond de minimis di 300.000 € in tre anni, e le spese già coperte da un aiuto non cumulabile sono escluse. Per l’Iperammortamento 2026 la base va nettizzata del fondo perduto ricevuto.


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