Bando Metalmeccanica 2026 Veneto: contributo fino a 20.000 €
23 Settembre 2026
Il Bando Metalmeccanica 2026 di Azienda Zero mette 4 milioni di euro a disposizione delle imprese metalmeccaniche con sede o unità locale in Veneto per sostituire o mettere in sicurezza i macchinari. Il contributo a fondo perduto copre l’80% delle spese rendicontate, fino a un massimo di 20.000 euro IVA compresa. Domande entro il 22 ottobre 2026.
IN SINTESI
- Chi: imprese con codice ATECO della metalmeccanica (divisioni 24, 25, 28, 29, 30), come attività prevalente o secondaria, con sede legale, operativa o almeno un’unità locale in Veneto.
- Quanto: contributo a fondo perduto fino all’80% del rendicontato, con tetto di 20.000 euro IVA compresa per impresa. Dotazione complessiva 4 milioni di euro.
- Per cosa: sostituzione con rottamazione di macchine non marcate CE, oppure miglioramento della sicurezza di macchine conformi alla direttiva 89/392/CEE immesse sul mercato prima del 29/12/2009.
- Entro quando: 30 giorni dalla pubblicazione del 22 settembre 2026, quindi entro il 22 ottobre 2026, a pena di irricevibilità.
- Come: esclusivamente sulla piattaforma Net4market, previa registrazione, con imposta di bollo da 16 euro.
- Cumulabilità: nessuna. Il contributo non è cumulabile con altri finanziamenti pubblici nazionali, regionali o europei sulle stesse spese ammissibili.

Indice degli argomenti
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Cos’è il Bando Metalmeccanica 2026?
È un bando di Azienda Zero, l’ente di governance della sanità veneta, finanziato con le somme riscosse a titolo di sanzioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Non è un incentivo agli investimenti produttivi: è uno strumento di prevenzione, e questo spiega perché i criteri premino la pericolosità della macchina sostituita più della qualità tecnologica di quella nuova.
La scelta del comparto metalmeccanico per il 2026 è motivata nella delibera con tre elementi: la diffusione del settore sul territorio regionale, il numero di lavoratori coinvolti e l’elevata incidenza infortunistica rispetto ad altre attività manifatturiere.
La dotazione complessiva è di 4 milioni di euro IVA compresa, ripartita su 9 Linee di intervento corrispondenti ai territori delle Aziende ULSS, in proporzione al numero di Posizioni Assicurative Territoriali presenti in ciascuna area. All’interno di ogni Linea le risorse sono divise in due Fasce dimensionali: il 70% è riservato alle imprese fino a 25 addetti, il 30% a quelle sopra i 25. Ne risultano 18 graduatorie separate.
| Linea di intervento | Totale | Fascia 1 (≤ 25 addetti) | Fascia 2 (> 25 addetti) |
|---|---|---|---|
| ULSS 1 Dolomiti | 152.440,80 € | 106.708,56 € | 45.732,24 € |
| ULSS 2 Marca | 717.388,69 € | 502.172,08 € | 215.216,61 € |
| ULSS 3 Serenissima | 461.838,29 € | 323.286,80 € | 138.551,49 € |
| ULSS 4 Veneto | 198.715,64 € | 139.100,95 € | 59.614,69 € |
| ULSS 5 Polesana | 169.302,36 € | 118.511,65 € | 50.790,71 € |
| ULSS 6 Euganea | 794.072,70 € | 555.850,89 € | 238.221,81 € |
| ULSS 7 Pedemontana | 312.591,22 € | 218.813,85 € | 93.777,37 € |
| ULSS 8 Berica | 414.533,22 € | 290.173,25 € | 124.359,96 € |
| ULSS 9 Scaligera | 779.117,08 € | 545.381,96 € | 233.735,12 € |
| Totale | 4.000.000,00 € | 2.800.000,00 € | 1.200.000,00 € |
La ripartizione ha una conseguenza pratica che conviene leggere subito: con un contributo massimo di 20.000 euro a impresa, la Linea ULSS 1 Dolomiti in Fascia 1 può finanziare cinque o sei domande, mentre la ULSS 6 Euganea ne finanzia una trentina. La competizione non è regionale ma territoriale, e la probabilità di rientrare dipende molto da dove si trova la macchina.
Chi può partecipare al bando?
Le imprese che alla data di presentazione dell’istanza hanno sede legale, sede operativa o almeno un’unità locale in Veneto e svolgono, come attività prevalente o secondaria, una delle attività classificate con i codici ATECO della metalmeccanica. Non ci sono limiti dimensionali: partecipano sia la microimpresa con tre addetti sia il gruppo con trecento, ma in graduatorie separate.
I codici ATECO ammessi
L’elenco fa riferimento alla classificazione ATECO 2025 e comprende:
- 24 — Fabbricazione di metalli di base: limitatamente al 24.3 (trafilatura a freddo di barre e di fili, laminazione a freddo di nastri, profilatura mediante formatura o piegatura a freddo).
- 25 — Fabbricazione di prodotti in metallo: elementi da costruzione, cisterne e serbatoi, fucinatura e formatura, meccanica generale, coltelleria e utensileria, bidoni, imballaggi metallici, prodotti in fili metallici, bulloneria.
- 28 — Fabbricazione di macchinari e apparecchiature: macchine di impiego generale, forni e caldaie, apparecchi di sollevamento, macchine per agricoltura, macchine utensili per la deformazione dei metalli, altre macchine per impieghi speciali.
- 29 — Fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi.
- 30 — Fabbricazione di altri mezzi di trasporto.
Il codice può essere anche secondario: un’impresa la cui attività prevalente non è metalmeccanica ma che ha un ATECO secondario in elenco è ammessa. È un dettaglio che allarga la platea più di quanto si pensi e vale la pena verificare la visura prima di escludersi da soli.
Gli altri requisiti di ammissibilità
Oltre a territorio e ATECO, l’impresa deve essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti (niente procedure concorsuali, salvo il concordato preventivo con continuità aziendale), in regola con obblighi fiscali, previdenziali e assistenziali, con la legge 68/1999 sul collocamento mirato dei disabili e, se occupa più di 50 dipendenti, con il rapporto periodico sulla situazione del personale maschile e femminile. Servono inoltre l’assenza di cause di divieto antimafia, di sanzioni interdittive e di ordini di recupero pendenti per aiuti di Stato.
I contributi sono concessi in regime de minimis ai sensi del Regolamento (UE) 2831/2023: va verificato il plafond residuo dell’impresa unica prima di presentare la domanda.
Tutti i requisiti devono essere posseduti, a pena di esclusione, sia al momento della presentazione dell’istanza sia al momento della rendicontazione.
ATTENZIONE — UNA SOLA ISTANZA, UNA SOLA LINEA, UNA SOLA FASCIA
A pena di esclusione, ciascuna impresa può presentare una sola istanza, indicando una sola Linea di intervento e una sola Fascia dimensionale. Se l’intervento riguarda più macchine collocate in unità produttive che ricadono in ULSS diverse, l’impresa deve scegliere su quale Linea concorrere. Non è possibile spacchettare il progetto in più domande per aumentare le probabilità: la seconda istanza fa decadere entrambe.
Quali interventi sono ammessi e quali no?
Il bando finanzia due tipologie di intervento, entrambe centrate sulle macchine vecchie: la sostituzione con rottamazione di macchine non marcate CE e il miglioramento o la sostituzione di macchine conformi alla vecchia direttiva 89/392/CEE. L’intervento può riguardare una o più macchine.
- Sostituzione con rottamazione di macchine non CE: la macchina nuova deve essere analoga alla vecchia per denominazione generica, funzioni e caratteristiche tecniche. Non si può rottamare un trapano a colonna e acquistare un centro di lavoro.
- Miglioramento o sostituzione di macchine marcate CE “vecchie”: macchine prodotte in conformità alla direttiva 89/392/CEE (recepita dal DPR 459/96) e immesse sul mercato prima del 29/12/2009 a livello europeo o prima del 06/03/2010 a livello nazionale.
Le esclusioni sono altrettanto nette e vanno lette prima di impostare il progetto:
- Macchine semoventi con operatore a bordo e veicoli a motore di qualsiasi tipologia.
- Impianti non a bordo macchina.
- Acquisto di macchine nuove senza alcuna sostituzione correlata: il bando non finanzia l’ampliamento del parco macchine.
- Macchine prodotte in conformità alla direttiva 2006/42/CE, cioè quelle relativamente recenti.
- Acquisto di soli accessori che completano o integrano funzionalità, sicurezza o utilità senza essere essenziali al funzionamento della macchina.
- Macchine per le quali l’impresa non possiede documentazione formale di proprietà o possesso.
Gli interventi già realizzati sono ammessi
È la disposizione che passa più spesso inosservata. L’intervento può essere già stato realizzato nei 36 mesi precedenti la scadenza del termine di presentazione, quindi orientativamente da fine ottobre 2023 in avanti, oppure essere da eseguire entro 12 mesi dalla pubblicazione delle graduatorie.
Un’impresa che ha già rottamato una vecchia pressa nel 2024 o nel 2025 può quindi chiedere il contributo su quella spesa, a condizione di avere le fatture, il certificato di rottamazione e la documentazione di sostituzione. Per gli interventi già conclusi la data di riferimento è quella indicata nella fattura presentata in rendicontazione. Vale la pena rivedere gli acquisti degli ultimi tre anni prima di costruire un progetto nuovo.
Quanto vale il contributo e quali spese copre?
Il contributo copre fino all’80% del rendicontato, con un tetto massimo di 20.000 euro IVA compresa per impresa. Le spese ammissibili sono l’acquisto dei beni e le attività di consulenti, progettisti o aziende esterne necessarie alla realizzazione dell’intervento, ma la quota di consulenza, assistenza e installazione non può superare il 20% dell’importo del contributo.
| Spesa rendicontata | 80% | Contributo erogato | Quota consulenza max | A carico dell’impresa |
|---|---|---|---|---|
| 10.000 € | 8.000 € | 8.000 € | 1.600 € | 2.000 € |
| 15.000 € | 12.000 € | 12.000 € | 2.400 € | 3.000 € |
| 25.000 € | 20.000 € | 20.000 € | 4.000 € | 5.000 € |
| 30.000 € | 24.000 € | 20.000 € (tetto) | 4.000 € | 10.000 € |
La soglia da tenere a mente è 25.000 euro di spesa rendicontata: è l’importo che satura esattamente il tetto di 20.000 euro. Oltre quella cifra ogni euro speso in più resta interamente a carico dell’impresa, perché il contributo non cresce. Se il progetto prevede un investimento molto superiore, ha senso valutare quali macchine inserire nell’istanza e quali finanziare con altri strumenti.
Il contributo è erogato in un’unica soluzione, in conto capitale, solo dopo la realizzazione dell’intervento e la rendicontazione. Non ci sono anticipi.
ATTENZIONE — DIVIETO DI CUMULO SULLE STESSE SPESE
Il finanziamento non è cumulabile con altri finanziamenti pubblici nazionali, regionali o europei per le stesse spese ammissibili. Tra i requisiti di ammissibilità c’è anche la dichiarazione di non aver ricevuto, per le medesime spese, altri contributi qualificabili come aiuti di Stato notificati o in esenzione. Prima di includere una macchina nell’istanza va verificato che non sia già stata portata a beneficio su altre misure: se l’impresa sta lavorando sull’Iperammortamento 2026 o su un bando regionale, la sovrapposizione va esclusa in anticipo, non in sede di rendicontazione.
Come si costruisce il punteggio?
La graduatoria assegna un massimo di 200 punti distribuiti su sei sezioni, e due di esse — l’oggetto e le caratteristiche dell’intervento — ne valgono da sole 130. È la parte del bando che decide l’esito e su cui l’impresa ha margine di manovra reale.
| Sezione | Criterio | Punteggio max |
|---|---|---|
| 1 | Dimensione aziendale (numero addetti) | 25 |
| 2 | Grado di condivisione del progetto | 20 |
| 3 | Oggetto dell’intervento (età e marcatura della macchina) | 65 |
| 4 | Caratteristiche del progetto specifico | 65 |
| 5 | Conformità a norme tecniche | 10 |
| 6 | Partecipazione al PMP Metalmeccanica 2023 | 15 |
| Totale | 200 |
Le tre leve che spostano davvero la graduatoria
1. Più la macchina è vecchia, più vale. La Sezione 3 assegna 65 punti a una macchina non marcata CE, 60 se marcata fino al 31/12/2000, 50 dal 2001 al 2005 e 40 dal 2006 al 2010. In parallelo la Sezione 4 assegna 65 punti alla sostituzione con rottamazione di una macchina non marcata CE. Un’impresa che rottama un macchinario degli anni Ottanta parte quindi da 130 punti su 200 prima di aver fatto qualsiasi altra cosa. Nel caso di intervento su più macchine il punteggio della Sezione 3 si calcola sulla macchina non marcata o con marcatura più risalente: conviene includere nell’istanza la macchina più vecchia del parco, non quella il cui acquisto è più urgente.
2. La firma dell’RLS vale 15 punti. La Sezione 2 assegna 15 punti se la relazione tecnica di progetto è sottoscritta dall’RLS o dall’RLST e 5 punti se il progetto è condiviso con due o più parti sociali, un Ente Bilaterale o un Organismo Paritetico, con verbale della riunione. I due punteggi si sommano: chi fa entrambe le cose ottiene 20 punti. È il punteggio a costo più basso dell’intero bando e viene lasciato sul tavolo con sorprendente frequenza, perché richiede solo di organizzare una riunione e far firmare un documento prima dell’invio.
3. Le imprese più piccole sono favorite due volte. In Fascia 1 il punteggio decresce all’aumentare degli addetti: 25 punti da 1 a 5 addetti, 20 da 6 a 10, 15 da 11 a 15, 10 da 16 a 20, 5 da 21 a 25. In Fascia 2 si parte da 25 punti per 26-50 addetti fino a 5 punti oltre i 201. A questo si aggiunge che il 70% delle risorse è riservato alla Fascia 1 e che, in caso di parità di punteggio, la preferenza va all’impresa con il minor numero di addetti.
Le altre due sezioni pesano meno ma sono a portata di mano: 10 punti per la dichiarazione di un tecnico abilitato sulla conformità di almeno una macchina alle norme tecniche vigenti (ad esempio UNI EN 13857) e 15 punti per aver partecipato al Piano Mirato di Prevenzione Metalmeccanica 2023 rispondendo al questionario. Su quest’ultima voce c’è un’asimmetria da conoscere: chi non è stato coinvolto nel PMP prende 10 punti, mentre chi è stato coinvolto ma non ha risposto al questionario prende zero.
In caso di parità si guarda prima al minor numero di addetti, poi nell’ordine ai punteggi delle Sezioni 4, 3, 2 e 6. Se la parità persiste, decide l’ordine cronologico di caricamento della scheda in piattaforma: a parità di tutto, chi invia prima passa.
Come e quando si presenta la domanda?
L’istanza entro 30 giorni dalla pubblicazione del bando, avvenuta il 22 settembre 2026. Il termine cade quindi il 22 ottobre 2026 ed è previsto a pena di irricevibilità: non è sanabile in alcun modo.
I documenti obbligatori
- Documento di identità del titolare, legale rappresentante o procuratore.
- Attestazione del pagamento dell’imposta di bollo da 16 euro (F24 con codice tributo 1552, @e.bollo, bonifico o marca da bollo con numero seriale dichiarato).
- Visura camerale aggiornata agli ultimi 6 mesi rispetto alla scadenza: è il documento da cui si ricava il numero di addetti che determina Fascia e punteggio.
- Documentazione attestante proprietà o possesso della macchina: certificato di proprietà, oppure dichiarazione sostitutiva ex DPR 445/2000 per le macchine non marcate CE prive di certificato, oppure dichiarazione di possesso della macchina da almeno 3 anni rispetto alla scadenza.
- Organigramma aziendale aggiornato con le figure della prevenzione: datore di lavoro, eventuale delegato ex art. 16, dirigenti, preposti, RLS/RLST, RSPP, ASPP e medico competente.
- Relazione tecnica di progetto firmata dal legale rappresentante, con una sezione per ogni macchina: dati identificativi, anno di fabbricazione, numero di serie, fascia di marcatura, attività svolte, miglioramenti attesi con analisi del rischio pre e post intervento su matrice Probabilità/Magnitudo, preventivo o costi già sostenuti, e documentazione fotografica d’insieme, di contesto e della targhetta identificativa.
Sono facoltativi ma rilevanti ai fini del punteggio il verbale di riunione che attesta la condivisione del progetto e la dichiarazione del tecnico abilitato sulla conformità alle norme tecniche. Va allegata anche la copia della denuncia INAIL se la macchina rientra tra quelle previste dalla specifica normativa.
ATTENZIONE — LA RELAZIONE TECNICA NON È SANABILE
Il soccorso istruttorio consente di sanare carenze e irregolarità della documentazione entro 3 giorni lavorativi, con esclusione espressa della relazione tecnica di progetto. Se la relazione manca, è incompleta o non copre tutte le macchine oggetto dell’intervento, non c’è rimedio: è il documento su cui si gioca quasi tutto il punteggio ed è l’unico che il bando mette fuori dal perimetro sanabile. Va scritta per prima, non per ultima.
Come funzionano rendicontazione e controlli?
La documentazione di spesa va presentata entro 15 mesi dalla pubblicazione delle graduatorie sul sito di Azienda Zero. Il contributo è erogato in un’unica soluzione solo a fronte di intervento realizzato e correttamente rendicontato.
Vanno presentate le fatture attestanti le spese sostenute e, in alternativa fra loro, la copia del certificato di rottamazione rilasciato da un centro autorizzato ai sensi del D.Lgs. 152/2006 con i dati identificativi della macchina, oppure la documentazione che attesta vendita e sostituzione (contratto di vendita della vecchia macchina e atto di acquisto della nuova), sempre con i dati identificativi. L’erogazione avviene sul conto corrente indicato in piattaforma, nel rispetto della tracciabilità dei flussi finanziari ex Legge 136/2010.
Prima dell’erogazione, la piattaforma sorteggia un campione pari al 5% delle imprese per i controlli sugli interventi rendicontati. I controlli prevedono l’accesso nei locali dell’impresa e verificano correttezza e veridicità delle dichiarazioni rispetto all’intervento eseguito. L’autorizzazione all’accesso è essa stessa un requisito: va flaggata in piattaforma a pena di inammissibilità.
Un aspetto favorevole alle imprese più piccole: se dopo la rendicontazione residuano risorse non utilizzate all’interno di una Fascia, queste vengono riassegnate prioritariamente alle imprese della Fascia 1 della stessa Linea. Eventuali ulteriori residui sono cumulati a livello regionale e destinati alla Fascia 1 delle Linee ULSS 1, poi ULSS 4 e infine ULSS 5, individuate come prioritarie in quanto territori con la dotazione più bassa. Restare appena fuori graduatoria in un territorio piccolo non è necessariamente la fine della partita.
Errori comuni da evitare
- Presentare il progetto sulla macchina sbagliata: il punteggio della Sezione 3 si calcola sulla macchina più vecchia inclusa nell’istanza. Impostare il progetto sulla macchina che serve di più, anziché su quella che pesa di più in graduatoria, è l’errore che costa il maggior numero di punti.
- Rinunciare ai 20 punti della condivisione: far sottoscrivere la relazione tecnica all’RLS vale 15 punti e richiede solo di programmare la firma prima dell’invio. Il verbale di riunione con le parti sociali ne vale altri 5. È punteggio che si perde per ragioni organizzative, non tecniche.
- Scoprire tardi di non avere la prova del possesso: senza certificato di proprietà o dichiarazione sostitutiva la macchina è esclusa. Per le macchine non marcate CE, spesso acquistate decenni fa, la documentazione va cercata subito, non il giorno prima della scadenza.
- Confondere ammodernamento con sostituzione: l’acquisto di una macchina nuova senza sostituzione correlata non è ammesso, così come l’acquisto di soli accessori. Il bando finanzia la rimozione di un rischio esistente, non l’ampliamento della capacità produttiva.
- Sostituire con una macchina non analoga: nella sostituzione di macchine non CE la nuova deve essere simile alla vecchia per denominazione generica, funzioni e caratteristiche tecniche. Un salto di categoria fa cadere il requisito.
- Trascurare il tetto dei 25.000 euro: oltre quella soglia di spesa il contributo non cresce più. Dimensionare il progetto senza saperlo significa autofinanziare la parte eccedente senza alcun ritorno in graduatoria.
- Ignorare il limite del 20% sulla consulenza: la quota di assistenza, progettazione e installazione non può superare il 20% dell’importo del contributo. Un preventivo sbilanciato sui servizi si traduce in spese non riconosciute in rendicontazione.
- Non controllare il plafond de minimis: il contributo è concesso in de minimis. Un’impresa che ha già saturato il massimale, anche tramite imprese collegate nel perimetro di “impresa unica”, è inammissibile a prescindere dal punteggio.
- Dimenticare la visura aggiornata: deve avere data non anteriore a 6 mesi rispetto alla scadenza ed è il documento da cui si ricava il numero di addetti. Una visura vecchia può collocare l’impresa nella Fascia sbagliata.
Hai una macchina non marcata CE in officina?
Restano poche settimane alla scadenza del 22 ottobre. Isinet Consulting verifica quale macchina del tuo parco massimizza il punteggio, imposta la relazione tecnica di progetto e gestisce l’istanza in piattaforma. Per una prima verifica servono la visura camerale e le foto delle targhette identificative delle macchine candidate.
Domande frequenti sul Bando Metalmeccanica 2026
Quando scade il Bando Metalmeccanica 2026?
Il bando prevede la presentazione dell’istanza entro e non oltre 30 giorni dalla data di pubblicazione sul sito istituzionale di Azienda Zero, avvenuta il 22 settembre 2026: il termine cade quindi il 22 ottobre 2026, a pena di irricevibilità. Poiché l’avviso pubblicato non riporta un orario di chiusura, è opportuno verificare il termine esatto direttamente in piattaforma e non ridursi all’ultimo giorno.
Posso chiedere il contributo per una macchina che ho già sostituito?
Sì. Sono ammessi gli interventi già realizzati nei 36 mesi antecedenti la scadenza del termine di presentazione, oltre a quelli da eseguire entro 12 mesi dalla pubblicazione delle graduatorie. Per gli interventi già conclusi la data di riferimento è quella indicata nella fattura presentata in rendicontazione, e servono comunque certificato di rottamazione o documentazione di vendita e sostituzione.
La mia impresa non è metalmeccanica come attività prevalente: posso partecipare?
Sì, purché uno dei codici ATECO elencati in allegato al bando risulti come attività economica prevalente oppure secondaria. Conviene controllare la visura camerale prima di escludersi: le divisioni ammesse sono la 24.3, la 25, la 28, la 29 e la 30.
Quanto posso ottenere al massimo?
Il contributo copre fino all’80% delle spese rendicontate con un tetto di 20.000 euro IVA compresa per impresa. Il tetto si satura con 25.000 euro di spesa rendicontata: oltre quella soglia il contributo non aumenta. La quota di consulenza, assistenza e installazione non può superare il 20% dell’importo del contributo.
Posso presentare più domande per macchine in stabilimenti diversi?
No. A pena di esclusione ogni impresa può presentare una sola istanza, indicando una sola Linea di intervento e una sola Fascia dimensionale. Se l’intervento coinvolge macchine dislocate in territori di Aziende ULSS diverse, l’impresa deve scegliere su quale singola Linea concorrere.
Quali macchine sono escluse dal bando?
Sono escluse le macchine semoventi con operatore a bordo, i veicoli a motore di qualsiasi tipologia, gli impianti non a bordo macchina, le macchine prodotte in conformità alla direttiva 2006/42/CE, l’acquisto di macchine nuove senza sostituzione correlata, l’acquisto di soli accessori e le macchine per le quali l’impresa non dispone di documentazione formale di proprietà o possesso.
Il contributo è cumulabile con l’Iperammortamento o con altri bandi?
No sulle stesse spese. Il bando stabilisce che il finanziamento non è cumulabile con altri finanziamenti pubblici nazionali, regionali o europei per le stesse spese ammissibili, e tra i requisiti figura la dichiarazione di non aver ricevuto per le medesime spese altri contributi qualificabili come aiuti di Stato. La verifica va fatta prima di presentare l’istanza.
Che cos’è la Fascia dimensionale e come incide?
Le risorse di ogni Linea territoriale sono divise fra Fascia 1 (imprese fino a 25 addetti), cui è riservato il 70%, e Fascia 2 (oltre 25 addetti), cui va il 30%. Le graduatorie sono separate, quindi un’impresa concorre solo con imprese di dimensione simile nel proprio territorio. Il numero di addetti si ricava dalla visura camerale e determina anche il punteggio della Sezione 1.
Cosa succede se sbaglio un documento?
Le carenze possono essere sanate con soccorso istruttorio entro 3 giorni lavorativi dalla richiesta di Azienda Zero, con una sola eccezione rilevante: la relazione tecnica di progetto, che è espressamente esclusa dalla sanatoria. Non sono sanabili nemmeno le irregolarità che rendono incerta l’identità dell’istante.
Quando viene erogato il contributo?
In un’unica soluzione, dopo la realizzazione dell’intervento e la rendicontazione delle spese, che va presentata entro 15 mesi dalla pubblicazione delle graduatorie. Non sono previsti anticipi. Prima dell’erogazione viene sorteggiato un campione del 5% delle imprese per i controlli in loco.

ISINET Consulting
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Normativa e fonti ufficiali
- Azienda Zero — Bando Metalmeccanica 2026 e allegati (pubblicato il 22/09/2026)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
- Regolamento (UE) 2023/2831 — aiuti de minimis
- Direttiva 2006/42/CE — direttiva macchine
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 — certificato di rottamazione
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