Bando Imprese Culturali Veneto 2026: contributo a fondo perduto 70%
28 Settembre 2026
Il bando imprese culturali Veneto 2026 è la seconda edizione dell’Azione 1.3.11 Sub A del PR FESR 2021-2027: 4.294.000 euro per finanziare con un contributo a fondo perduto del 70%, fino a 140.000 euro, progetti di innovazione di PMI e professionisti dei settori culturali, creativi e dell’audiovisivo con sede in Veneto.
IN SINTESI
- Chi: micro, piccole e medie imprese e liberi professionisti dei settori culturali, creativi e dell’audiovisivo, con sede legale o unità operativa in Veneto e codice ATECO 2025 compreso nell’Allegato A1.
- Quanto: contributo a fondo perduto pari al 70% della spesa ammissibile, fino a un massimo di 140.000 euro per progetto. Spesa minima di progetto 15.000 euro.
- Entro quando: domande dalle ore 10:00 del 15 ottobre 2026 alle ore 17:00 del 19 gennaio 2027.
- Come: esclusivamente per via telematica sul Sistema Informativo Fondi.RVE della Regione del Veneto, con firma digitale del legale rappresentante.
- Procedura: valutativa a graduatoria, con soglia minima di 60 punti su 100. Non è un click day.
- Dotazione: 4.294.000 euro. Gestione affidata ad AVEPA come Organismo Intermedio.

Indice degli argomenti
- Che cos’è il bando e chi lo gestisce
- Chi può presentare domanda
- Progetti e spese finanziabili
- Quanto vale il contributo
- Esempio numerico di calcolo
- I criteri che decidono la graduatoria
- Come si presenta la domanda
- Anticipo, acconto e saldo
- Gli errori più comuni
- Cumulo con altre agevolazioni
- Domande frequenti
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Che cos’è il bando imprese culturali Veneto 2026 e chi lo gestisce?
È il bando approvato dalla Giunta regionale del Veneto con DGR n. 993 del 15 settembre 2026, nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027, Obiettivo Specifico 1.3, Azione 1.3.11 “Interventi a sostegno delle imprese culturali, creative e dell’audiovisivo” – Sub A “Consolidamento di imprese esistenti”, seconda edizione.
L’obiettivo non è finanziare la produzione culturale in sé, ma il consolidamento dell’impresa che la realizza: il bando sostiene l’acquisto di beni e servizi funzionali a introdurre innovazioni di prodotto, di servizio o di processo, compresa la digitalizzazione del patrimonio culturale per favorirne conservazione, utilizzo e accessibilità. È una distinzione che pesa in valutazione, perché un progetto che si limita a descrivere una rassegna o uno spettacolo difficilmente supera i criteri sull’innovazione.
Chi può presentare domanda?
Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese secondo la definizione dell’Allegato I al Regolamento (UE) n. 651/2014 e i liberi professionisti, equiparati alle PMI per l’accesso ai fondi strutturali. I requisiti devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e, per la maggior parte, mantenuti fino al saldo e per i tre anni successivi.
- Anzianità: iscrizione al Registro Imprese come “Attiva” da più di 12 mesi alla data di pubblicazione del bando sul BUR. Per i professionisti, attività iniziata da più di 12 mesi, con riferimento alla data del certificato di attribuzione della partita IVA.
- Localizzazione: unità locale o sede operativa in Veneto in cui si svolge l’attività di progetto, da indicare in domanda e da mantenere per i tre anni successivi all’erogazione del saldo. I professionisti devono aver individuato in Veneto il luogo di esercizio prevalente dell’attività.
- Codice ATECO: attività economica classificata con codice ISTAT ATECO 2025 primario o secondario compreso nei settori dell’Allegato A1 al bando: arti dello spettacolo, arti visive, patrimonio culturale, audiovisivo, nuovi media, musica, editoria.
- Regolarità contributiva: DURC regolare alla data di domanda o, al più tardi, entro 45 giorni dal termine ultimo di presentazione, e mantenuto in ogni fase di pagamento.
- Sostenibilità finanziaria: occorre soddisfare almeno una delle tre formule previste dall’Appendice n. 1 (dettaglio più avanti).
- Polizza catastrofale: per i soggetti tenuti, la copertura assicurativa prevista dall’art. 1, commi 101-111, della L. 213/2023 è condizione di accesso all’agevolazione.
Sono invece escluse le start-up innovative: l’impresa non deve risultare iscritta nella sezione speciale del Registro Imprese dedicata alle start-up innovative alla data di domanda. È un’esclusione secca, non sanabile, e riguarda proprio quel profilo di impresa creativa-tecnologica che istintivamente si riterrebbe in target. Restano fuori anche le imprese in liquidazione giudiziale o soggette a procedure di regolazione della crisi ai sensi del D.Lgs. 14/2019, e i soggetti che operano nei settori esclusi dal Regolamento de minimis, salvo separazione contabile documentata delle attività.
Ogni soggetto può presentare una sola domanda.
ATTENZIONE — LA SOSTENIBILITÀ FINANZIARIA SI VERIFICA SUI BILANCI, NON SULLE INTENZIONI
L’impresa deve soddisfare almeno una di queste tre condizioni: patrimonio netto maggiore della metà della spesa di progetto al netto del contributo richiesto (PN > (SP – I)/2); oneri finanziari netti inferiori all’8% del fatturato (OF/F < 8%); spesa di progetto non superiore al 20% del fatturato medio dell’ultimo triennio (SP/F ≤ 20%).
Se nessuno dei bilanci utili risulta approvato e depositato, la capacità finanziaria non è determinabile e la domanda è inammissibile. Il patrimonio netto può essere incrementato da un aumento di capitale sociale deliberato entro la data di domanda, ma serve la delibera e la prova del versamento: è una leva da attivare prima, non in istruttoria.
Quali progetti e quali spese sono finanziabili?
Sono ammissibili gli interventi che introducono innovazioni rispetto al prodotto o al servizio offerto, o che innovano modelli di business e organizzativi, incluse le innovazioni legate alla transizione digitale e green. Le spese sono ammissibili se sostenute e pagate a partire dal 1° settembre 2025 ed entro la conclusione del progetto, e si intendono al netto di IVA.
- a) Strumenti, attrezzature, macchinari, impianti: hardware con software di base, strumentazione tecnica, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica, comprese spese di trasporto e installazione presso l’unità operativa di progetto.
- b) Acquisizione o sviluppo di programmi informatici: licenze, servizi informatici, canoni e abbonamenti per il periodo di ammissibilità. Non sono ammesse le spese di manutenzione, aggiornamento o assistenza del software.
- c) Consulenze specialistiche: prestazioni di carattere tecnico su progetti di sviluppo aziendale, audience development, tutela e promozione del patrimonio culturale. Sono escluse le consulenze di funzionamento per la gestione ordinaria, tipicamente quelle amministrativo-contabili.
- d) Servizi esterni: forniture di servizi tecnici e di supporto alla realizzazione del progetto.
- e) Promozione e commercializzazione: campagne promozionali, stampe e pubblicazioni, sito web e promozione online, nel rispetto delle regole di comunicazione e visual identity del Programma.
- f) Personale: riconosciuto a tasso forfettario pari al 20% della somma delle voci a+b+c+d+e, ai sensi dell’art. 55 del Reg. (UE) 2021/1060. Comprende il personale dipendente e il titolare o i soci assegnati alle attività di progetto.
- g) Costi indiretti: riconosciuti a tasso forfettario pari al 7% sulla somma delle voci precedenti, ai sensi dell’art. 54 lett. a) del Reg. (UE) 2021/1060. Coprono utenze, affitti e spese non direttamente imputabili.
Restano fuori, tra le altre: i costumi e il materiale di scena strettamente connessi a specifiche rappresentazioni, anche se ripetute nel tempo; gli investimenti legati ai combustibili fossili, gas naturale compreso; i beni usati o ricondizionati; i lavori in economia diretta; le fatture di imponibile inferiore a 200 euro; le spese pagate in contanti o tramite compensazione; le spese fornite da soggetti non indipendenti dal beneficiario, incluse quelle fatturate dal legale rappresentante o da soggetti degli organi societari; le spese per predisporre la domanda e la rendicontazione.
ATTENZIONE — I FORFAIT NON SI ATTIVANO DA SOLI
Il bando è esplicito: personale (20%) e costi indiretti (7%) non sono riconosciuti automaticamente, ma devono essere inseriti e richiesti puntualmente nel sistema applicativo in fase di domanda. Chi si limita a caricare le spese vive perde due voci che, insieme, valgono circa il 28% di spesa ammissibile aggiuntiva senza alcun giustificativo da produrre in rendicontazione.
Quanto vale il contributo e quali sono le soglie?
Il sostegno è un contributo a fondo perduto pari al 70% della spesa ammissibile, concesso nel limite massimo di 140.000 euro per progetto. Il tetto si raggiunge con 200.000 euro di spesa ammissibile: oltre quella soglia la spesa in più non genera contributo aggiuntivo.
- Soglia minima: non sono ammesse le domande con spese ammissibili inferiori a 15.000 euro.
- Soglia di rendicontazione: a pena di decadenza, in fase di rendicontazione la spesa ammissibile deve essere almeno pari a 15.000 euro e comunque pari o superiore al 50% del totale della spesa ammessa in concessione.
- Regime di aiuto: de minimis ai sensi del Regolamento (UE) 2023/2831, con il massimale di 300.000 euro di aiuti nell’arco di tre anni. Se il contributo concedibile supera il plafond residuo, viene proporzionalmente ridotto; se la riduzione porta la spesa sotto il minimo, la domanda non è ammissibile.
- Rideterminazione a saldo: l’importo concesso è ricalcolato applicando il 70% alla spesa effettivamente rendicontata e ritenuta ammissibile. Il contributo liquidabile non può mai superare quello inizialmente ammesso, nemmeno se si spende di più del preventivato.
Esempio numerico: quanto contributo su un progetto da 90.000 euro?
Una casa editrice veneta progetta la digitalizzazione del proprio archivio e una nuova piattaforma di distribuzione. Le spese dirette preventivate sono: 42.000 euro di attrezzature di acquisizione e server, 18.000 euro di sviluppo software e licenze, 12.000 euro di consulenze specialistiche, 8.000 euro di servizi esterni, 10.000 euro di promozione online. Totale spese dirette: 90.000 euro.
- Spese dirette (a+b+c+d+e): 90.000,00 €
- Personale, forfait 20% su 90.000: 18.000,00 €
- Subtotale: 108.000,00 €
- Costi indiretti, forfait 7% su 108.000: 7.560,00 €
- Totale spesa ammissibile: 115.560,00 €
- Contributo al 70%: 80.892,00 €
La stessa impresa che non richiedesse i due forfait otterrebbe il 70% di 90.000 euro, cioè 63.000 euro: 17.892 euro in meno, a parità di fatture. Sul fronte rendicontazione, questo progetto dovrà chiudere con almeno 57.780 euro di spesa ammissibile riconosciuta (il 50% del totale ammesso) per non incorrere nella decadenza, e potrà richiedere un anticipo fino a 32.356,80 euro coperto da fideiussione.
Come funziona la graduatoria e quali criteri decidono davvero?
La procedura è valutativa a graduatoria: non conta l’ordine di arrivo, conta il punteggio. Una Commissione Tecnica di Valutazione nominata da AVEPA attribuisce fino a 100 punti, così ripartiti:
- Valutazione del soggetto proponente — fino a 25 punti: capacità amministrativa e imprenditoriale desunta da CV e portfolio (10), ruolo del proponente e aggiornamento delle competenze del personale interno (10), competenza professionale specifica in ambito culturale o creativo (5).
- Valutazione della proposta progettuale — fino a 65 punti: le voci di maggior peso sono la descrizione completa del progetto nei suoi elementi problema-soluzione-strumenti-destinatari-risultati (10) e l’impatto culturale, cioè la capacità di stimolare nuovi investimenti produttivi nel settore (10). Seguono innovazione (5), analisi di mercato (5), business plan (5), transizione digitale e accesso al patrimonio (5), progetto di rete (5), cronoprogramma (5), copertura finanziaria della quota non agevolata (5), piano di comunicazione dei risultati (5), coerenza con la S3 area Cultura e Creatività (3), allineamento EUSAIR (1), prestazioni ambientali (1).
- Premialità — fino a 10 punti: coerenza con le politiche europee di settore (1), complementarità con altri fondi comunitari (1), valorizzazione dei sistemi territoriali e destagionalizzazione dei flussi turistici (4), apertura a nuove categorie di fruitori (1), valorizzazione dei giovani (1), parità di genere (1), certificazioni ambientali EMAS, ISO 14001, ISO 50001 o Ecolabel (1).
La soglia di ammissibilità alla graduatoria è di 60 punti complessivi. In caso di parità prevale il progetto con il punteggio più alto sull’impatto culturale (b.5) e, in subordine, sul grado di innovazione (b.2). Il provvedimento di graduatoria è adottato da AVEPA entro 120 giorni dalla chiusura del bando e pubblicato sul BUR.
ATTENZIONE — QUATTRO CRITERI A ZERO PUNTI FANNO CADERE L’INTERA DOMANDA
Non basta arrivare a 60 punti. Gli elementi di valutazione b.1 (descrizione della proposta), b.2 (grado di innovazione), b.4 (fattibilità gestionale e business plan) e b.9 (fattibilità temporale del cronoprogramma) devono ottenere un punteggio maggiore di zero, altrimenti la domanda è dichiarata non ammissibile a prescindere dal totale. Il criterio b.13 sulle prestazioni ambientali deve essere almeno pari a zero: un investimento materiale che peggiora le prestazioni ambientali per unità di prodotto rende il progetto non ammissibile.
Tradotto: un progetto con un cronoprogramma generico o un business plan assente non viene penalizzato di qualche punto, viene escluso.
Come e quando si presenta la domanda?
La domanda si compila e si presenta esclusivamente per via telematica sul Sistema Informativo per la Programmazione dei fondi (Fondi.RVE) della Regione del Veneto, dalle ore 10:00 del 15 ottobre 2026 alle ore 17:00 del 19 gennaio 2027. Dalla stessa pagina si accede al modulo di accreditamento per ottenere le credenziali: è il primo passaggio da fare, non l’ultimo.
Completata la compilazione, il sistema genera un PDF che va scaricato, firmato digitalmente dal legale rappresentante senza rinominarlo né sovrascriverlo, e ricaricato tra gli allegati prima dell’invio definitivo. La domanda sconta l’imposta di bollo da 16 euro, con indicazione del numero identificativo della marca o allegando il modello F24 quietanzato.
- Obbligatorio a pena di inammissibilità: l’Allegato A2 – Proposta progettuale, firmato digitalmente dal legale rappresentante. È l’unico documento la cui assenza fa cadere la domanda.
- Necessario per l’istruttoria: per le imprese non soggette all’obbligo di bilancio, le ultime due dichiarazioni dei redditi e le relative dichiarazioni IVA; copia della polizza catastrofale conforme alla L. 213/2023 oppure, per chi non è tenuto, la dichiarazione motivata secondo il fac-simile dell’Allegato A3.
- Utile per il punteggio: copia delle certificazioni ambientali possedute alla data di domanda. La mancata presentazione non rende inammissibile la domanda, ma fa perdere il punto.
In fase di compilazione vanno inoltre rese le dichiarazioni sulla localizzazione rispetto alla Rete Natura 2000, sul rispetto del principio DNSH e sul possesso dei requisiti soggettivi. Una volta presentata, la domanda non può essere integrata nei documenti obbligatori e non sono ammesse variazioni del soggetto richiedente fino al provvedimento di concessione. Le integrazioni documentali che incidono sui punteggi, se comunicate dopo la chiusura dei termini, possono solo far scendere il punteggio, mai salire.
Anticipo, acconto e saldo: come funziona il calendario dei pagamenti?
Il bando fissa un calendario rigido che va pianificato fin dalla domanda, perché due scadenze sono perentorie e una fase è obbligatoria anche per chi non ne avrebbe bisogno.
- Anticipo (facoltativo): fino al 40% del sostegno concesso, richiedibile dal 30° giorno ed entro 120 giorni dalla pubblicazione sul BUR del decreto di finanziabilità. Richiede una garanzia fideiussoria al 100% dell’importo anticipato, redatta sul modello AVEPA e svincolata alla liquidazione del saldo.
- Acconto (obbligatorio): dalle ore 10:00 del 14 marzo 2028 alle ore 17:00 del 31 maggio 2028. La spesa rendicontata in acconto deve essere pari ad almeno il 20% della spesa ammessa; anticipo e acconto insieme non possono superare l’80% del sostegno concesso. Serve la relazione intermedia sul format dell’Allegato 4.
- Conclusione del progetto: entro il 31 maggio 2029. Non sono ammesse proroghe. Il progetto è concluso e operativo quando le attività sono realizzate, i giustificativi sono emessi e quietanzati entro quella data e gli obiettivi di valutazione sono raggiunti.
- Saldo (obbligatorio): dal 120° giorno dalla pubblicazione sul BUR del decreto di finanziabilità ed entro le ore 17:00 del 31 maggio 2029, con relazione finale, fatture, quietanze e documentazione fotografica del poster e degli obblighi informativi.
ATTENZIONE — IL RITARDO SI PAGA A GIORNO, POI DIVENTA DECADENZA
Sulla domanda di acconto presentata in ritardo si applica una decurtazione dell’1% al giorno sull’importo spettante per la fase, per un massimo di 20 giorni; trascorsi i 20 giorni, la riduzione diventa pari al 20% del contributo totale, applicata in sede di saldo. Sulla domanda di saldo tardiva vale lo stesso 1% al giorno fino a 20 giorni: oltre quel termine è disposta la decadenza totale.
Vale la pena segnarsi le due date in agenda oggi: 31 maggio 2028 per l’acconto, 31 maggio 2029 per conclusione e saldo.
Quali sono gli errori più comuni che fanno perdere il contributo?
- Presentare un progetto culturale invece di un progetto di impresa. Il bando finanzia il consolidamento e l’innovazione dell’impresa, non la singola produzione. I criteri b.1, b.2 e b.4 chiedono problema, soluzione, mercato e business plan: un progetto descritto come rassegna o spettacolo rischia lo zero su criteri che sono di per sé escludenti.
- Dare per scontato il DURC. La regolarità contributiva non serve solo alla domanda: va mantenuta in ogni fase di pagamento. Un DURC irregolare in fase di saldo attiva l’intervento sostitutivo e ritarda o riduce l’erogazione su un progetto già concluso.
- Trattare la polizza catastrofale come un allegato secondario. Per i soggetti tenuti è condizione di accesso, non un punto di premialità. Chi non è tenuto deve comunque allegare la dichiarazione motivata dell’Allegato A3: l’assenza di entrambi i documenti lascia scoperto un requisito soggettivo.
- Dimenticare il CUP sui giustificativi. Per le fatture emesse da fornitori italiani dopo la comunicazione del CUP l’indicazione in fattura è obbligatoria. Se manca o è errato, occorre integrare la fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio: un’operazione recuperabile, ma che in rendicontazione costa tempo su ogni singolo documento.
- Spostare spesa tra categorie senza controllare la soglia. Le compensazioni tra categorie di spesa sono ammesse entro il 20% del costo totale ammesso. Oltre quella soglia l’ammontare eccedente non viene considerato nel calcolo del contributo erogabile, e un cambio sostanziale di finalità o tipologia non è comunque autorizzabile.
- Rendicontare meno della metà. Chiudere il progetto con una spesa ammissibile inferiore al 50% di quella ammessa in concessione non produce una riduzione proporzionale del contributo: produce la decadenza totale.
- Pagare in modo non tracciabile o con importi sotto soglia. Contanti, compensazioni debito-credito con il fornitore e fatture di imponibile inferiore a 200 euro sono inammissibili. Anche l’autofatturazione e le forniture da soggetti collegati al beneficiario fino al secondo livello di partecipazione restano escluse.
- Sottovalutare i vincoli di stabilità dopo il saldo. L’unità locale in Veneto va mantenuta per tre anni dall’erogazione del saldo, i beni durevoli non possono essere alienati o ceduti nello stesso periodo e la documentazione di progetto va conservata per dieci anni. Sono obblighi che sopravvivono all’incasso del contributo.
Il contributo è cumulabile con altre agevolazioni?
Sì, entro limiti precisi. Fatto salvo il divieto di doppio finanziamento, il contributo è cumulabile per gli stessi titoli di spesa con altre agevolazioni pubbliche che non costituiscono aiuti di Stato, a condizione che la somma delle agevolazioni non superi il valore totale del bene o servizio. È cumulabile anche con aiuti di Stato sugli stessi costi, purché non si superi l’intensità massima fissata dal regolamento di esenzione applicabile. Se l’insieme dei contributi pubblici supera il 100% delle spese ammesse, il contributo viene ridotto dell’eccedenza.
Il divieto secco riguarda il PNRR: le agevolazioni di questo bando non sono cumulabili con misure finanziate dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Va inoltre tenuto d’occhio il plafond de minimis di 300.000 euro nell’arco di tre anni, che in questo bando può essere assorbito in misura rilevante da un singolo progetto al massimale.
LA TUA IMPRESA CULTURALE HA UN PROGETTO DI INNOVAZIONE DA FINANZIARE?
La finestra è ampia, ma la graduatoria premia chi arriva con una proposta progettuale costruita sui criteri, non con un progetto riadattato all’ultimo. Isinet Consulting verifica i requisiti soggettivi e la sostenibilità finanziaria, imposta la proposta sull’Allegato A2, prepara la domanda su Fondi.RVE e segue la rendicontazione fino al saldo.
Domande frequenti sul bando imprese culturali Veneto 2026
È previsto un click day?
No. La procedura è valutativa a graduatoria: tutte le domande presentate tra il 15 ottobre 2026 e il 19 gennaio 2027 vengono istruite e ordinate in base al punteggio tecnico. Presentare il primo giorno non dà alcun vantaggio in graduatoria.
Una start-up innovativa può partecipare?
No. L’impresa non deve risultare iscritta nella sezione speciale del Registro Imprese dedicata alle start-up innovative alla data di presentazione della domanda. È un requisito soggettivo di esclusione.
I liberi professionisti possono accedere al bando?
Sì. I liberi professionisti e i lavoratori autonomi sono equiparati alle PMI per l’accesso ai fondi strutturali europei. Devono risultare attivi da più di 12 mesi, con riferimento alla data del certificato di attribuzione della partita IVA, e avere individuato in Veneto il luogo di esercizio prevalente dell’attività. Per la sostenibilità finanziaria devono rispettare la formula SP/F ≤ 20% sul triennio precedente.
Posso inserire spese già sostenute?
Sì, se sostenute e pagate a partire dal 1° settembre 2025. Fa fede la data di emissione della fattura o di altro documento valido ai fini fiscali e la relativa quietanza di pagamento. Non sono ammissibili le spese sostenute prima di quella data né quelle pagate dopo il termine finale di chiusura del progetto.
La polizza catastrofale è obbligatoria per questo bando?
Per le imprese tenute all’obbligo previsto dall’art. 1, commi 101-111, della L. 213/2023, sì: l’adempimento è condizione di accesso alla concessione dell’agevolazione e copia della polizza va allegata alla domanda. Le imprese non tenute devono presentare una dichiarazione con indicazione della relativa motivazione, secondo il fac-simile dell’Allegato A3.
Costumi e materiale di scena sono finanziabili?
No. Il bando esclude espressamente costumi e materiale di scena strettamente connessi a specifiche rappresentazioni, anche se ripetute nel tempo. È un’esclusione che colpisce in particolare le imprese delle arti dello spettacolo, che devono costruire il progetto su attrezzature, tecnologie, software e servizi di natura strutturale.
Quando esce la graduatoria?
Entro 120 giorni dalla chiusura del bando, quindi indicativamente entro la fine di maggio 2027. Il decreto è pubblicato sul BUR e sui siti di AVEPA e della Regione; AVEPA comunica poi a ciascun richiedente l’esito, l’ammontare di spesa ammessa e l’importo del sostegno concesso.
Isinet Consulting può assistermi nella presentazione?
Sì. Isinet Consulting assiste le imprese culturali e creative venete nella verifica dei requisiti, nella costruzione della proposta progettuale sull’Allegato A2, nella presentazione su Fondi.RVE e nella rendicontazione di acconto e saldo fino all’erogazione del contributo.

ISINET Consulting
Siamo una società di consulenza attiva da oltre 15 anni nella Finanza Agevolata per le Imprese. Ci occupiamo di Bandi, Incentivi ed Agevolazioni per tutte le tipologie di investimenti. Aiutiamo le aziende a crescere ed innovarsi.
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Normativa e fonti ufficiali
- Regione del Veneto — Comunicato n. 1615 del 15 settembre 2026, approvazione del bando imprese culturali, creative e dell’audiovisivo Sub A II edizione
- Regione del Veneto — Portale Bandi, Avvisi e Concorsi (DGR n. 993 del 15 settembre 2026 e Allegati A, A1, A2, A3)
- Regione del Veneto — Sistema Informativo Fondi.RVE, presentazione delle domande e accreditamento
- AVEPA — Modulistica garanzie fideiussorie PR FESR 2021-2027
- Regolamento (UE) 2023/2831 della Commissione del 13 dicembre 2023 — aiuti de minimis
- Regolamento (UE) 2021/1060 — disposizioni comuni sui fondi, artt. 54, 55, 65 e 73
- Regolamento (UE) n. 651/2014 — Allegato I, definizione di micro, piccola e media impresa
- Legge 30 dicembre 2023, n. 213, art. 1 commi 101-111 — obbligo di copertura assicurativa contro i rischi catastrofali
- Regione del Veneto — Valutazione Ambientale Strategica e VINCA del PR FESR 2021-2027
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