Bando Circolarità e Sostenibilità PMI Lombarde 2026: guida completa
07 Ottobre 2026
Il bando “Circolarità e sostenibilità per le PMI lombarde” (DGR XII/6538/2026, PR FESR 2021-2027) finanzia a fondo perduto lo studio ambientale e l’investimento o l’innovazione in economia circolare delle PMI lombarde: 60% in de minimis (max 260.000 €) o fino a 1 milione in GBER. Domande a sportello su Bandi e Servizi, con bando attuativo atteso a ottobre 2026.
IN SINTESI
- Chi: micro, piccole e medie imprese con sede operativa in Lombardia, iscritte al Registro imprese da almeno 1 anno, in forma singola o in aggregazione di almeno 3 imprese.
- Quanto: studio ambientale al 60-70% (max 40.000 €); intervento al 60% in de minimis (max 260.000 €) oppure al 10-20% (art. 17 GBER) o al 50% (art. 29 GBER), fino a 1.000.000 € per impresa. Intervento minimo 50.000 €.
- Entro quando: criteri approvati il 20/07/2026; il bando attuativo è atteso entro metà ottobre 2026. Progetti da concludere in 15 mesi (+6 di proroga), comunque entro il 30/06/2030.
- Come: una sola domanda online sulla piattaforma Bandi e Servizi, con lo studio ambientale già allegato; procedura valutativa a sportello.
- Cumulabilità: ammessa con altri aiuti di Stato e con misure fiscali generali entro il 100% dei costi e le intensità massime; vietato il cumulo con fondi PNRR.

Indice degli argomenti
- A che punto è il bando?
- Chi può partecipare?
- Come deve essere fatto il progetto?
- Quanto vale il contributo?
- De minimis o GBER: quale regime conviene?
- Quali spese sono ammissibili?
- Come vengono valutate le domande?
- Come si presenta la domanda e quando arrivano i soldi?
- Si può cumulare con l’Iperammortamento?
- Errori comuni da evitare
- Domande frequenti
- Normativa e fonti ufficiali
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A che punto è il bando Circolarità e sostenibilità per le PMI lombarde?
Al 7 ottobre 2026 sono approvati i criteri (DGR XII/6538 del 20 luglio 2026, Allegato A), ma il bando attuativo con le date di apertura dello sportello non è ancora pubblicato.
La delibera affida alla Direzione Sviluppo Economico la definizione del bando entro 90 giorni, quindi indicativamente entro il 18 ottobre 2026. La dotazione è di 19.936.170 euro sull’Azione 2.6.1 del PR FESR 2021-2027, con risorse stanziate sulle annualità di bilancio 2027 e 2028.
Due elementi possono ancora cambiare i dettagli operativi: la registrazione della misura presso la Commissione europea (gli aiuti in GBER partono solo dopo l’esito della comunicazione SANI2) e la revisione del Regolamento GBER attesa per fine 2026. Parametri come contenuto del business plan, modalità di verifica DNSH e data di apertura vanno ricontrollati sul bando attuativo.
Rispetto all’edizione 2024 (“Transizione delle MPMI lombarde verso modelli circolari”), il cambiamento più rilevante è l’accesso in forma singola: prima serviva un’aggregazione di almeno 5 imprese, ora l’aggregazione è facoltativa e ne bastano 3.
Chi può partecipare al bando economia circolare della Lombardia?
Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese con sede operativa in Lombardia e iscritte al Registro imprese da almeno un anno, da sole o in aggregazione di almeno 3 imprese.
I requisiti vanno posseduti dalla domanda fino alla concessione:
- Dimensione: PMI secondo l’Allegato 1 del Reg. UE 651/2014, calcolata con imprese associate e collegate.
- Sede operativa: l’unità locale oggetto dell’intervento deve essere in Lombardia, oppure va attivata entro la richiesta di erogazione.
- Anzianità: iscrizione e attività nel Registro imprese da almeno 1 anno, come risulta da visura.
- Aggregazioni: almeno 3 imprese; ciascuna deve coprire almeno il 20% dell’importo di progetto e riceve il contributo sui propri impegni di spesa.
- Una sola domanda per impresa: in forma singola oppure associata. Se la domanda viene ritirata prima della concessione o non è ammessa, se ne può presentare una nuova.
Sono escluse le imprese della sezione Ateco K (attività finanziarie e assicurative), della sezione A (agricoltura, silvicoltura e pesca, salvo le imprese iscritte all’Albo regionale delle imprese agromeccaniche), le imprese in difficoltà e i settori esclusi dal Reg. UE 2023/2831. Si applicano inoltre le esclusioni dell’art. 9 del Codice degli incentivi (D.Lgs. 184/2025): cause antimafia, interdittive 231, condanne definitive dei legali rappresentanti.
ATTENZIONE — DURC E POLIZZA CATASTROFALE VERIFICATI DUE VOLTE
Il DURC regolare e, per le imprese obbligate, la polizza catastrofale prevista dalla L. 213/2023 sono requisiti di accesso, non adempimenti successivi. La polizza deve essere in corso di validità alla domanda e ancora alla concessione: una scadenza non rinnovata nei 90 giorni di istruttoria fa perdere il contributo. Per gli obblighi e le scadenze vedi la nostra guida alla polizza catastrofale per le imprese.
Come deve essere strutturato il progetto?
Il progetto è unitario e ha due componenti entrambe obbligatorie: uno studio ambientale propedeutico e un intervento di economia circolare, che può essere un investimento produttivo (B1) oppure un progetto di innovazione di processo o dell’organizzazione (B2).
Lo studio ambientale: cosa deve contenere e chi lo firma
Lo studio deve essere allegato alla domanda come elemento essenziale e il suo costo non può superare il 25% del progetto di investimento o innovazione. I contenuti minimi fissati dall’Allegato A sono:
- descrizione dell’impresa, dell’unità locale interessata e della tipologia di intervento (B1 o B2);
- situazione ante intervento: processo produttivo, modello organizzativo e criticità ambientali, con dati su materie prime, rifiuti, consumi energetici e idrici, emissioni, scarichi;
- soluzione tecnica proposta, grado di innovazione e benefici ambientali quantificati con indicatori misurabili (meno rifiuti, meno materie prime vergini, più materie prime seconde, minori consumi);
- metodologia di calcolo, fonti dei dati, ipotesi e limiti della valutazione;
- coerenza con la gerarchia europea dei rifiuti ed eventuali autorizzazioni ambientali coinvolte;
- sintesi conclusiva e sottoscrizione del tecnico, con indicazione delle competenze.
Lo studio va redatto da un esperto qualificato e indipendente dal beneficiario: professionisti iscritti ad albi o associazioni ex L. 4/2013, esperti con certificazione ambientale, iscritti all’elenco esperti ambientali delle Camere di Commercio, imprese con Ateco 74.99.31 o 71.12.10, università e organismi di ricerca. Deve essere accompagnato da un business plan sintetico, il cui contenuto minimo sarà definito dal bando attuativo.
Non sono ammessi come studio piani ESG non collegati all’investimento, bilanci di sostenibilità, rating, comunicazione ambientale o attività obbligatorie per legge.
Investimento produttivo (B1) o innovazione di processo (B2)?
In domanda va indicata la tipologia prevalente, motivandone la coerenza con le definizioni del Reg. UE 651/2014. Gli ambiti ammessi sono eco-design di prodotti e materiali, innovazione dei processi per ridurre consumi e rifiuti, nuovi modelli di business circolari (noleggio, servizio, rigenerazione) e recupero di materiali complessi o difficili da riciclare.
| B1 — Investimento produttivo | B2 — Innovazione di processo/organizzazione | |
|---|---|---|
| Cosa finanzia | Nuovo stabilimento, ampliamento, diversificazione o trasformazione radicale del processo | Metodi di produzione o organizzativi nuovi o sensibilmente migliorati |
| Esempi dall’Allegato A | Macchinario per imballaggi riciclabili; linea per materiali riciclati o bio-based; impianto di recupero scarti di lavorazione | Eco-design e smontabilità; sistema digitale di monitoraggio dei flussi; modelli pay-per-use o product-as-a-service; tracciabilità dei materiali in filiera |
| Regime GBER | Art. 17 (aiuti agli investimenti PMI) | Art. 29 (innovazione dei processi e dell’organizzazione) |
| Non rientra | Mera sostituzione di beni esistenti | Cambiamenti minori, aggiunta di sistemi molto simili a quelli in uso |
Non sono ammissibili gli interventi obbligatori per legge o per prescrizioni autorizzative: chi deve adeguarsi a una norma sui rifiuti già in vigore non può farlo con questo contributo. Tutti i progetti devono rispettare il principio DNSH secondo le modalità del bando attuativo.
ATTENZIONE — LO STUDIO AMBIENTALE VA FATTO PRIMA DELLO SPORTELLO
Con la procedura a sportello conta l’ordine di arrivo, ma senza studio ambientale firmato la domanda non si può presentare. Uno studio con dati ante intervento misurati, indicatori e business plan richiede settimane di lavoro: chi lo commissiona dopo l’apertura dello sportello parte in ritardo rispetto alle imprese che lo hanno già pronto.
Quanto vale il contributo a fondo perduto?
Il contributo dipende dal regime scelto per ciascuna componente: in de minimis è sempre il 60% delle spese, in GBER varia dal 10% al 70% secondo la componente e la dimensione d’impresa, con massimali più alti.
| Componente | Regime | Intensità | Contributo massimo |
|---|---|---|---|
| A) Studio ambientale | De minimis (Reg. UE 2023/2831) | 60% | 40.000 € |
| A) Studio ambientale | GBER art. 25 (studi di fattibilità) | 70% piccole / 60% medie | 40.000 € |
| B1) Investimento produttivo | De minimis | 60% | 260.000 € per impresa |
| B1) Investimento produttivo | GBER art. 17 | 20% micro e piccole / 10% medie | 1.000.000 € per impresa; 5.000.000 € per aggregazione |
| B2) Innovazione di processo/organizzazione | De minimis | 60% | 260.000 € per impresa |
| B2) Innovazione di processo/organizzazione | GBER art. 29 | 50% | 1.000.000 € per impresa; 5.000.000 € per aggregazione |
L’intervento minimo è di 50.000 euro e il costo dello studio non può superare il 25% del progetto. Lo studio in GBER art. 25 è possibile solo se il progetto oggetto dello studio non è ancora avviato alla data della domanda.
De minimis o GBER: quale regime conviene?
Per progetti piccoli e medi il de minimis rende di più (60% contro 10-20% dell’art. 17), ma consuma il plafond triennale; sopra certe soglie di spesa il GBER diventa più vantaggioso e non intacca il de minimis.
Il contributo de minimis per l’intervento si ferma a 260.000 euro. Il GBER lo supera quando la spesa ammissibile oltrepassa queste soglie:
| Tipo di intervento | Soglia oltre cui conviene il GBER | Spesa a cui si raggiunge il tetto GBER di 1 mln € |
|---|---|---|
| B1 — piccola o micro impresa (20%) | 1.300.000 € | 5.000.000 € |
| B1 — media impresa (10%) | 2.600.000 € | 10.000.000 € |
| B2 — qualsiasi PMI (50%) | 520.000 € | 2.000.000 € |
La scelta però non è solo aritmetica. Il GBER richiede l’effetto di incentivazione: il progetto deve partire dopo la domanda, intendendo per avvio il primo impegno giuridicamente vincolante (un ordine, un acconto, un contratto). In de minimis il progetto può invece essere già avviato, purché non concluso, con spese ammissibili dal 1° gennaio 2026.
Se l’inquadramento scelto non è percorribile, la Regione può proporre prima della concessione il passaggio da GBER a de minimis o viceversa. Per approfondire i due regimi: come funziona il Regolamento GBER e il regime de minimis.
ATTENZIONE — 40.000 + 260.000 = 300.000 €, CIOÈ TUTTO IL PLAFOND DE MINIMIS
Il massimale de minimis è di 300.000 euro per impresa unica in tre anni mobili. Studio e intervento in de minimis al massimo lo saturano per intero: ogni aiuto de minimis già ricevuto da te o dalle imprese collegate (voucher, garanzie, altri bandi regionali) riduce il contributo. E per i tre anni successivi resterà poco o nulla per altre misure in de minimis. Verifica il Registro Nazionale Aiuti prima di scegliere.
Quali spese sono ammissibili?
Sono ammissibili le consulenze specialistiche per lo studio ambientale e, per l’intervento, beni, tecnologie e servizi strettamente connessi agli obiettivi di circolarità, con regole diverse secondo il regime scelto.
Studio ambientale
- analisi dei flussi di materia, acqua, energia, scarti e rifiuti;
- LCA, PEF, carbon footprint, water footprint e analisi di circolarità finalizzate a definire l’investimento;
- studi per sostituire materie prime vergini con materie prime seconde, materiali riciclati o bio-based;
- studi per recupero e valorizzazione di scarti e sottoprodotti, inclusi i profili autorizzativi;
- studi di fattibilità tecnico-economica su eco-design, rigenerazione, simbiosi industriale, end of waste;
- progettazione preliminare, dimensionamento tecnico e cronoprogramma dell’investimento.
Escluse le consulenze continuative (fiscale, legale, pubblicità) e le spese per autorizzazioni ambientali obbligatorie.
Intervento di economia circolare
- macchinari, impianti e attrezzature per riciclo, selezione, riutilizzo e valorizzazione di scarti e sottoprodotti;
- impianti per ridurre gli scarti e ricircolare acqua, aria, oli e materiali di processo;
- tecnologie per materiali riciclati, biodegradabili, compostabili e per packaging sostenibile o monomateriale;
- attrezzature per prodotti più durevoli, riparabili, disassemblabili;
- hardware, sensori e software per monitoraggio ambientale, tracciabilità dei materiali, LCA ed eco-design;
- brevetti, licenze, know-how e ricerca contrattuale a condizioni di mercato;
- materiali per prototipi e test (solo art. 29 GBER o de minimis);
- certificazioni ambientali come ISO 14001, EMAS, Ecolabel, EPD (solo in de minimis);
- opere edili e impiantistiche strettamente necessarie all’installazione: in art. 17 entro il 25% delle spese ammissibili;
- spese generali: in de minimis riconosciute a forfait nella misura del 7%.
In regime art. 29 GBER sono escluse le spese di personale e l’acquisto di immobili e terreni.
Come vengono valutate le domande?
La procedura è valutativa a sportello: le domande sono esaminate in ordine di arrivo, ma per essere finanziate devono superare 60 punti su 100 e le soglie minime su qualità e circolarità.
| Criterio | Punti |
|---|---|
| Qualità dell’operazione: coerenza con le finalità (0-15) e valore aggiunto, innovazione, replicabilità (0-15) | 0-30 |
| Capacità di generare circolarità: uso e recupero di materie, sottoprodotti, rifiuti (0-10) ed estensione del ciclo di vita (0-10) | 0-20 |
| Sostenibilità ambientale: riduzione di emissioni e inquinanti, neutralità carbonica | 0-30 |
| Impatto sul mercato di riferimento | 0-20 |
| Premialità: adesione a un accordo di filiera (DGR 5899/2022) e certificazioni ambientali volontarie, 2 punti ciascuna | fino a +4 |
Le soglie minime sono 12 punti sulla coerenza con le finalità e 12 sulla capacità di generare circolarità. Prima del merito si verificano DNSH, coerenza con il D.Lgs. 152/2006 e con il Programma regionale rifiuti, e la sostenibilità finanziaria del progetto. Il decreto di concessione o rigetto arriva entro 90 giorni dalla domanda.
Lo sportello premia la velocità, la soglia premia la qualità: una domanda arrivata presto ma con circolarità debole viene respinta e non trattiene risorse.
Come si presenta la domanda e quando arriva il contributo?
La domanda si presenta online su Bandi e Servizi di Regione Lombardia, con firma digitale e studio ambientale allegato, nei termini che fisserà il bando attuativo.
- Avvio: in GBER dopo la domanda; i progetti non ancora avviati devono partire entro 30 giorni dalla concessione. In de minimis il progetto può essere già in corso, con spese dal 1° gennaio 2026.
- Durata: 15 mesi dall’avvio, prorogabili di massimo 6 mesi; conclusione e rendicontazione entro il 30 giugno 2030.
- Erogazione: anticipo facoltativo del 40% con fideiussione bancaria o assicurativa e saldo dopo la rendicontazione e la verifica dei risultati. Senza richiesta di anticipo, pagamento in unica soluzione a fine progetto.
- Gestione: la concessione è in capo alla Regione, rendicontazione ed erogazione a Unioncamere Lombardia come Organismo intermedio.
Le fatture dovranno riportare il CUP assegnato in concessione: le modalità precise saranno indicate dal bando attuativo.
Si può cumulare con l’Iperammortamento o altri incentivi?
Sì: il contributo è cumulabile, anche sugli stessi costi, con altri aiuti di Stato, con il de minimis e con le misure fiscali generali, entro il 100% dei costi ammissibili e senza superare l’intensità massima applicabile.
Per un macchinario che rientra nell’Iperammortamento 2026, il contributo regionale e la maggiorazione fiscale possono quindi convivere, a patto di verificare anche le regole di cumulo della misura fiscale. Lo stesso vale per un finanziamento Nuova Sabatini sullo stesso bene.
È invece vietato il doppio finanziamento con fondi PNRR (art. 22 Reg. UE 2021/241): se il bene è già coperto da una misura PNRR, non può entrare in questo progetto.
Chi opera nella gestione dei rifiuti di filiere specifiche dovrebbe confrontare questa misura con il bando regionale RI.CIRCO.LO. Filiere Prioritarie (7 milioni, domande dal 6 ottobre al 5 novembre 2026), che ha regole e destinatari propri.
Errori comuni da evitare
- Firmare l’ordine del macchinario prima della domanda in GBER: l’avvio coincide con il primo impegno vincolante, anche un acconto. In art. 17 o 29 il progetto diventa inammissibile; resta solo il de minimis, con intensità e massimali diversi.
- Scegliere il de minimis senza controllare il Registro Nazionale Aiuti: il plafond di 300.000 euro si calcola sull’impresa unica, collegate comprese. Aiuti dimenticati riducono il contributo in concessione.
- Usare il bando per adeguarsi a un obbligo: interventi imposti da norme o prescrizioni autorizzative non sono ammissibili, anche se migliorano la circolarità.
- Presentare uno studio ambientale generico: senza dati ante intervento e indicatori misurabili il punteggio su circolarità e sostenibilità resta basso, e sotto i 12 punti di soglia la domanda è respinta.
- Affidare lo studio a un soggetto non qualificato o collegato: il tecnico deve rientrare nelle categorie previste e non può essere socio, amministratore o dipendente del richiedente.
- Sbagliare l’inquadramento B1/B2: la sostituzione di una macchina con una analoga non è né investimento produttivo né innovazione di processo. L’intervento va motivato rispetto alle definizioni del Reg. UE 651/2014.
- Gonfiare le opere edili: in art. 17 sono ammesse solo se funzionali all’installazione e fino al 25% delle spese; il resto viene tagliato in istruttoria.
- Lasciare scadere la polizza catastrofale durante l’istruttoria: deve essere valida sia alla domanda sia alla concessione.
- In aggregazione, partner con quota sotto il 20%: ciascuna impresa deve coprire almeno un quinto del progetto, altrimenti l’aggregazione non regge.
Il tuo progetto di economia circolare è finanziabile?
Isinet Consulting verifica requisiti e plafond de minimis, valuta il regime più conveniente, coordina lo studio ambientale con tecnici qualificati e prepara la domanda per lo sportello. Ti seguiamo fino alla rendicontazione e all’erogazione.
Domande frequenti sul bando Circolarità e sostenibilità PMI lombarde
Quando apre il bando Circolarità e sostenibilità per le PMI lombarde?
La DGR XII/6538 del 20 luglio 2026 prevede il bando attuativo entro 90 giorni, quindi indicativamente entro il 18 ottobre 2026. La data di apertura dello sportello su Bandi e Servizi sarà fissata da quel decreto: aggiorneremo questa pagina alla pubblicazione.
Posso partecipare da solo o serve un’aggregazione?
Puoi partecipare in forma singola. L’aggregazione è facoltativa e richiede almeno 3 imprese, ciascuna con almeno il 20% dell’importo di progetto. Nell’edizione 2024 l’aggregazione era obbligatoria con almeno 5 imprese.
Lo studio ambientale è obbligatorio anche se ho già fatto un’analisi LCA?
Sì, lo studio è una componente obbligatoria con contenuti minimi definiti. Un’LCA o una diagnosi energetica già disponibili possono esserne la base e vanno citate, ma lo studio deve collegarle all’intervento proposto, quantificare i benefici attesi ed essere firmato da un esperto qualificato e indipendente.
Posso candidare un investimento già avviato?
Solo in regime de minimis: il progetto può essere avviato ma non concluso alla data della domanda, con spese ammissibili dal 1° gennaio 2026. In questo caso lo studio ambientale deve attestare lo stato di avanzamento. In GBER il progetto deve partire dopo la domanda.
Qual è l’investimento minimo e il contributo massimo?
L’intervento minimo è di 50.000 euro. Il contributo massimo è di 260.000 euro in de minimis e di 1.000.000 di euro per impresa in GBER (5 milioni per progetto in aggregazione), più fino a 40.000 euro per lo studio ambientale.
Le certificazioni ISO 14001 o EMAS sono finanziabili?
Sì, ma solo in regime de minimis e se direttamente connesse al progetto. Il possesso di certificazioni ambientali volontarie dà inoltre 2 punti di premialità in valutazione.
Il contributo si cumula con l’Iperammortamento 2026?
Il bando ammette il cumulo con misure fiscali generali e altri aiuti entro il 100% dei costi ammissibili e le intensità massime. Va verificata anche la disciplina di cumulo dell’Iperammortamento sul singolo bene. Escluso invece il cumulo con fondi PNRR.
Come viene erogato il contributo?
Puoi chiedere un anticipo del 40% presentando una fideiussione bancaria o assicurativa; il saldo arriva dopo la rendicontazione finale. Senza anticipo, il contributo è erogato in un’unica soluzione a fine progetto da Unioncamere Lombardia.

ISINET Consulting
Siamo una società di consulenza attiva da oltre 15 anni nella Finanza Agevolata per le Imprese. Ci occupiamo di Bandi, Incentivi ed Agevolazioni per tutte le tipologie di investimenti. Aiutiamo le aziende a crescere ed innovarsi.
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Normativa e fonti ufficiali
- DGR Lombardia n. XII/6538 del 20/07/2026 — Allegato A, criteri della misura “Circolarità e sostenibilità per le PMI lombarde”
- Regione Lombardia — comunicato sulla misura (Lombardia Speciale)
- Piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia
- Regolamento (UE) 2023/2831 — aiuti de minimis
- Regolamento (UE) 651/2014 — GBER, artt. 17, 25 e 29
- Regolamento (UE) 2021/1060 — disposizioni comuni sui fondi, art. 73 sostenibilità finanziaria
- Legge 30 dicembre 2023, n. 213 — art. 1, comma 101 (polizza catastrofale)
- D.Lgs. 27 novembre 2025, n. 184 — Codice degli incentivi, art. 9
- Regione Lombardia — bando RI.CIRCO.LO. Filiere Prioritarie
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