Bandi SIMEST: le 9 misure del Fondo 394/81

I bandi SIMEST sono finanziamenti agevolati del Fondo 394/81, gestiti da SIMEST per conto della Farnesina (MAECI), che sostengono export, investimenti esteri e transizione digitale ed ecologica delle imprese italiane. Le misure attive sono 9, con tasso fisso dello 0,371%, importi da 10.000 euro a 5 milioni e fondo perduto del 10% o del 20%.

IN SINTESI

  • Chi: imprese italiane di ogni dimensione, in particolare PMI; le misure per India, America Latina e Africa sono aperte anche a imprese non esportatrici con interessi stabili nell’area.
  • Quanto: finanziamento a tasso fisso dello 0,371% da 10.000 euro fino a 500.000 euro, 2,5 milioni o 5 milioni secondo misura e dimensione, con una quota a fondo perduto fino al 10% (massimo 100.000 euro) o al 20% (massimo 200.000 euro).
  • Entro quando: sportello aperto, con istruttoria in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse; alcune condizioni maggiorate valgono solo per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026.
  • Come: domanda online sul portale SIMEST, firmata digitalmente; ogni intervento è approvato dal Comitato Agevolazioni.
  • Cumulabilità: tutte le misure sono aiuti de minimis (plafond di 300.000 euro in tre anni) e l’esposizione complessiva verso il Fondo 394/81 non può superare il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci.

Cos’è SIMEST e chi la controlla?

SIMEST è la società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti (CDP) che sostiene la crescita delle imprese italiane sui mercati internazionali: CDP ne detiene il 76%, il resto è di banche italiane e associazioni imprenditoriali.

Una precisazione utile, perché online circola ancora l’informazione opposta: SIMEST non è controllata da SACE. Fino a marzo 2022 il 76% di SIMEST era di SACE; con il riassetto previsto dall’art. 67 del DL 104/2020 quella quota è passata a CDP, mentre SACE è diventata al 100% del Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’azionariato è riportato nella pagina Chi siamo di SIMEST.

Nei processi di internazionalizzazione SIMEST lavora su tre fronti: finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione, sostegno all’export (credito fornitore e credito acquirente) e partecipazioni nel capitale delle imprese e delle loro controllate estere. I bandi SIMEST di cui parla questa guida sono il primo fronte: i finanziamenti agevolati del Fondo 394/81.


Cos’è il Fondo 394/81?

Il Fondo 394/81 è il fondo rotativo pubblico, previsto dall’art. 2 del DL 251/1981 convertito dalla legge 29 luglio 1981, n. 394, con cui lo Stato finanzia a tasso agevolato i progetti di internazionalizzazione delle imprese italiane.

Per fondo rotativo si intende un fondo che si ricostituisce con le rate restituite dalle imprese: i rimborsi dei finanziamenti già concessi alimentano i nuovi. SIMEST gestisce il Fondo 394/81 come patrimonio separato, in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Ogni domanda è approvata dal Comitato Agevolazioni, l’organo interministeriale che adotta anche le circolari operative di ciascuna misura.

Le regole attuali partono dal decreto MAECI del 1° giugno 2023 (avviso nella Gazzetta Ufficiale n. 164 del 15 luglio 2023), che ha ridisegnato gli strumenti; norme successive hanno aggiunto le misure per Africa, America Latina e India e le condizioni dedicate a Stati Uniti, energia e intelligenza artificiale.

Ogni intervento combina un finanziamento a tasso agevolato e, se ci sono i requisiti, un contributo a fondo perduto (che le circolari chiamano cofinanziamento a fondo perduto). Per fondo perduto si intende la parte dell’agevolazione che l’impresa non deve restituire: nei bandi SIMEST è una percentuale dell’intervento, riconosciuta solo in presenza dei requisiti previsti dalla circolare della misura.


Quali sono le 9 misure SIMEST del Fondo 394/81?

Le 9 misure SIMEST attive a ottobre 2026 si dividono in due famiglie: cinque linee per investimenti strutturati, fino a 5 milioni di euro in 6 anni, e quattro linee per progetti mirati, fino a 500.000 euro in 4 anni.

MisuraA chi serveImporto massimoFondo perdutolink
Transizione digitale o ecologicaInvestimenti digitali e green e rafforzamento patrimoniale; sezioni IA e Quantum Computing, energia, USA35% dei ricavi medi; 500.000 € micro, 2,5 mln PMI, 5 mln altre10% (max 100.000 €); 20-30% nei casi energia, domande entro il 31/12/2026Guida completa
Inserimento mercati esteriAprire o potenziare uffici, show room, negozi e centri di assistenza all’estero35% dei ricavi medi; 500.000 € micro, 2,5 mln PMI, 3,5 mln altre10% (max 100.000 €); 20% (max 200.000 €) con sede al Sud o innovative e focus Africa, America Latina o IndiaScheda
Potenziamento mercati africaniImprese che investono, esportano o si riforniscono in Africa, o loro fornitori stabili35% dei ricavi medi; 500.000 € micro, 2,5 mln PMI, 5 mln altre10% (max 100.000 €); 20% (max 200.000 €) con sede al Sud o start-up/PMI innovativeScheda
America centrale o meridionaleImprese con interessi stabili in America Latina, anche come fornitori di filiera; esonero garanzie35% dei ricavi medi; 500.000 € micro, 2,5 mln PMI, 5 mln altre10% (max 100.000 €); 20% (max 200.000 €) con sede al Sud o start-up/PMI innovativeScheda
Affiancamento strategico per il mercato indianoImprese, anche non esportatrici, con interessi strategici in India35% dei ricavi medi; 500.000 € micro, 2,5 mln PMI, 5 mln altre10% (max 100.000 €); 20% (max 200.000 €) con sede al Sud o start-up/PMI innovativeScheda
Fiere ed eventiPartecipazione a fiere e mostre internazionali (fino a 3 eventi, anche in Italia o virtuali) per promuovere beni e servizi prodotti in Italia o con marchio italiano20% dei ricavi, max 500.000 €10% (fino a 50.000 €); 20% con sede al Sud o innovative e focus Africa, America Latina o IndiaScheda
E-commercePiattaforma e-commerce propria o piattaforma di terzi (marketplace) con un proprio store20% dei ricavi medi, max 500.000 €10% (fino a 50.000 €); 20% con sede al Sud o innovative e focus Africa, America Latina o IndiaScheda
Certificazioni e consulenzeConsulenze per l’internazionalizzazione, studi di fattibilità, certificazioni di prodotto, di sostenibilità e di innovazione tecnologica20% dei ricavi medi, max 500.000 €10% (fino a 50.000 €); 20% con sede al Sud o innovative e focus Africa, America Latina o IndiaScheda
Temporary managerInserimento temporaneo di un manager per progetti di internazionalizzazione o di trasformazione tecnologica, digitale o ecologica20% dei ricavi medi, max 500.000 €10% (fino a 50.000 €); 20% con sede al Sud o innovative e focus Africa, America Latina o IndiaScheda

Tutte le misure del Fondo 394/81 partono da un minimo di 10.000 euro (Fiere ed eventi non ha un minimo) e applicano un tasso fisso dello 0,371%. La misura Transizione digitale o ecologica finanzia fino al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci, con un tetto di 2,5 milioni di euro per le PMI e di 5 milioni per le altre imprese. Fiere ed eventi, E-commerce, Certificazioni e consulenze e Temporary manager finanziano invece fino a 500.000 euro e non oltre il 20% dei ricavi, in 4 anni di cui 2 di preammortamento.

Per preammortamento si intende il periodo iniziale in cui l’impresa paga solo gli interessi e non rimborsa capitale. Un dettaglio che le schede ufficiali non mettono in evidenza: sulle quattro misure con tetto di 500.000 euro il 10% a fondo perduto vale al massimo 50.000 euro, anche se il massimale indicato è di 100.000 euro.

Il 10% a fondo perduto non è automatico. Sulle linee ordinarie SIMEST lo riconosce alle imprese con requisiti come la qualifica di start-up o PMI innovativa, l’impresa giovanile o femminile, una sede nel Mezzogiorno o una certificazione di sostenibilità (ne basta una tra ISO 45001, ISO 14001 e SA8000). Sulle misure Africa, America Latina e India, invece, il 10% spetta a tutte le imprese ammesse, entro il plafond de minimis disponibile.

Cosa contiene oggi la misura Transizione digitale o ecologica?

La Transizione digitale o ecologica è la misura SIMEST più ampia: almeno il 50% del finanziamento va a investimenti per la transizione digitale o per la transizione ecologica, il resto può rafforzare il patrimonio. Dentro la stessa circolare (4/394/2023) convivono oggi più sezioni con condizioni proprie:

  • Investimenti IA e Quantum Computing (dal 21 settembre 2026): riserva di 200 milioni di euro, 10% a fondo perduto e anticipo del 50%; durata fino a 8 anni per chi destina il 100% delle risorse a intelligenza artificiale e quantum computing.
  • Energia per la competitività internazionale: per le imprese colpite da rincari energetici e calo del fatturato legati al conflitto nell’area del Golfo Persico, fondo perduto fino al 20% (30% per le PMI) e quota patrimoniale fino al 90%, per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026.
  • Imprese energivore o con percorsi certificati di efficientamento energetico: fondo perduto fino al 20% ed esonero dalle garanzie per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026.
  • Imprese con interessi negli USA: durata fino a 8 anni, prima tranche al 50% e quota patrimoniale fino all’80%.
  • Filiere, Balcani e territori alluvionati: possono accedere anche le imprese non esportatrici di una filiera produttiva; quote patrimoniali maggiorate (80-90%) per le imprese con interessi nei Balcani occidentali e per quelle dei territori alluvionati dal 2023.

Requisiti, spese ammissibili e casi pratici sono nella nostra guida completa a SIMEST Transizione digitale o ecologica e nel materiale del webinar Isinet sul bando SIMEST.


Quali sono le riserve SIMEST per i mercati strategici?

SIMEST riserva 200 milioni di euro per ciascuna area strategica: Africa, America Latina, India e Stati Uniti. Per India e America Latina esistono misure dedicate, con condizioni migliori rispetto alle linee ordinarie.

Per riserva si intende una parte delle risorse del Fondo 394/81 destinata solo ai progetti con un determinato focus geografico. Il vantaggio non è solo la dotazione: le misure dedicate riconoscono il fondo perduto a tutte le imprese ammesse, finanziano spese che le linee ordinarie escludono (come la formazione e l’inserimento di personale locale) e, per Africa e America Latina, permettono di chiedere l’esonero dalle garanzie.

Misura India: chi può accedere e quanto vale?

La misura Affiancamento strategico per il mercato indiano, attiva dal 16 settembre 2025 ai sensi del DL 95/2025, finanzia le imprese italiane con interessi strategici in India, anche se non esportatrici. Secondo la Circolare 2/394/2025 possono accedere le imprese che:

  • si impegnano a effettuare investimenti in India;
  • sono stabilmente presenti in India, vi esportano o vi si approvvigionano;
  • sono fornitrici stabili delle imprese indicate sopra.

La Misura India finanzia il rafforzamento patrimoniale anche in Italia, gli aumenti di capitale e i finanziamenti soci delle controllate, gli investimenti produttivi e commerciali, le spese promozionali (store temporanei, consulenza strategica per l’ingresso nel mercato, viaggi per sviluppare partnership) e la formazione del personale in Italia o in India, comprese le spese per inserire in azienda personale indiano.

La Misura India finanzia da 10.000 euro fino al 35% dei ricavi medi, con un tetto di 500.000 euro per le microimprese, 2,5 milioni per le PMI e 5 milioni per le altre imprese, in 6 anni al tasso dello 0,371%. Il fondo perduto è del 10% fino a 100.000 euro per tutte le imprese e sale al 20% fino a 200.000 euro per chi ha una sede operativa al Sud da almeno 6 mesi o è start-up o PMI innovativa (dettagli sulla scheda SIMEST della Misura India).

Il focus India apre condizioni dedicate anche su Inserimento mercati esteri, Fiere ed eventi, E-commerce e Certificazioni e consulenze, con nuove spese finanziabili. Approfondisci nella nostra scheda SIMEST Affiancamento strategico per il mercato indiano.

Misura America Latina: cosa cambia rispetto alle altre linee?

La misura Competitività delle imprese e delle filiere italiane in America centrale o meridionale, prevista dall’art. 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207, ha la stessa struttura della Misura India con un vantaggio in più: la possibilità di chiedere l’esonero dalle garanzie.

Possono accedere, secondo la Circolare 1/394/2025, le imprese che si impegnano a investire in America centrale o meridionale, quelle stabilmente presenti nell’area o che vi esportano o si approvvigionano, e i loro fornitori stabili. Gli importi sono identici: da 10.000 euro al 35% dei ricavi medi, con tetti di 500.000 euro, 2,5 milioni e 5 milioni, 10% a fondo perduto per tutti e 20% per Sud e imprese innovative.

L’America Latina pesa anche sulle linee ordinarie: un progetto di Inserimento mercati esteri, Fiere ed eventi, E-commerce, Certificazioni e consulenze o Temporary manager localizzato in America centrale o meridionale ottiene il 10% a fondo perduto e può chiedere l’esonero dalle garanzie; per Inserimento mercati esteri l’esonero vale per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026. La nostra scheda SIMEST America centrale o meridionale riporta spese e requisiti.

E per Africa e Stati Uniti?

La misura Potenziamento mercati africani, nata nell’ambito del Piano Mattei, ha una riserva di 200 milioni di euro con una sotto-riserva del 10% per imprese giovanili, femminili e start-up o PMI innovative; condizioni e spese sono nella nostra scheda SIMEST Potenziamento mercati africani. La riserva USA da 200 milioni non è una misura autonoma: si applica a Transizione digitale o ecologica e a Inserimento mercati esteri, con durata fino a 8 anni, anticipo del 50% e 10% a fondo perduto, come spiega la pagina SIMEST sulla Misura USA.

Dal 15 settembre 2026, infine, Fiere ed eventi prevede condizioni dedicate per le imprese che parteciperanno a EXPO 2027 di Belgrado.

ATTENZIONE — LA RISERVA NON GARANTISCE IL FINANZIAMENTO

L’istruttoria SIMEST segue l’ordine cronologico e la concessione dipende da completezza della domanda, requisiti, disponibilità effettiva delle risorse e delibera del Comitato Agevolazioni. Il legame con India, America Latina o Africa va dimostrato secondo i criteri della circolare (investimento, presenza stabile, export, approvvigionamento o fornitura stabile): un interesse generico per il mercato non basta e una domanda costruita male si ferma in istruttoria.


Come scegliere la misura SIMEST giusta?

La misura SIMEST giusta si sceglie partendo dalla spesa, non dall’importo: ogni linea finanzia solo le spese previste dalla propria circolare, e progetti diversi possono andare su misure diverse.

Se vuoi…MisuraPerché
Investire in software, impianti, efficienza energetica o rafforzare il patrimonioTransizione digitale o ecologicaImporti fino a 5 milioni e quota patrimoniale fino al 50% (di più nei casi previsti)
Aprire o potenziare una filiale, uno show room o un negozio all’esteroInserimento mercati esteriFinanzia la struttura commerciale e le attività promozionali del programma
Investire o crescere in India, America Latina o AfricaMisure geografiche dedicate10% a fondo perduto per tutte le imprese ammesse, spese per personale locale, esonero garanzie (Africa e America Latina)
Partecipare a fiere e missioni internazionaliFiere ed eventiFino a 3 eventi, anche in Italia o virtuali, senza importo minimo
Vendere online sui mercati esteriE-commercePiattaforma propria o store su marketplace
Fare consulenze, studi di fattibilità o certificazioniCertificazioni e consulenzeCopre anche certificazioni di prodotto e di sostenibilità
Inserire un export manager per un periodo definitoTemporary managerFinanzia il costo del manager temporaneo per il progetto

Un criterio che usiamo spesso con i clienti: se il progetto riguarda India, America Latina o Africa, conviene confrontare la misura geografica con la linea ordinaria con focus sull’area. La misura dedicata arriva al 35% dei ricavi e finanzia la patrimonializzazione; la linea ordinaria (per esempio Fiere ed eventi) resta più semplice quando la spesa è circoscritta.

Si possono usare più misure SIMEST insieme?

Sì: un’impresa può chiedere più interventi del Fondo 394/81 se progetti e spese sono diversi, ma la somma di quanto richiesto e non ancora rimborsato non può superare il 35% dei ricavi medi dell’ultimo biennio, come chiarisce SIMEST nelle FAQ sui nuovi finanziamenti agevolati. Ogni intervento consuma inoltre plafond de minimis, da verificare prima di scegliere la combinazione.


Quali condizioni valgono per tutte le misure SIMEST?

Tutte le misure SIMEST hanno tasso fisso agevolato, rientrano nel regime de minimis e finanziano solo spese fatturate e pagate dopo l’avvio formale del progetto.

  • Tasso: 0,371% fisso per tutta la durata (valore pubblicato da SIMEST a ottobre 2026). In domanda si può scegliere un tasso pari al 10%, 50% o 80% del tasso di riferimento UE: un tasso più alto riduce l’aiuto e consuma meno plafond de minimis.
  • De minimis: per de minimis si intendono gli aiuti di importo limitato che l’UE consente senza notifica, fino a 300.000 euro per impresa unica in tre anni (Reg. UE 2023/2831). Il contributo a fondo perduto in regime de minimis conta per intero, il finanziamento per il solo vantaggio sul tasso.
  • Garanzie: dipendono dalla classe di scoring dell’impresa, da nessuna garanzia per le classi 1 e 2 fino al 40% per la classe 9; start-up e PMI innovative sono esentate e sono previsti esoneri per Africa, America Latina ed energivore.
  • Periodo di realizzazione: parte dalla ricezione del CUP comunicato in istruttoria; le fatture devono riportarlo.
  • Conto corrente dedicato: obbligatorio e già attivo al momento dell’erogazione; i conti di pagamento non sono ammessi.
  • Rendicontazione: intermedia e finale; le spese validate nella prima non vanno ripresentate.

Il plafond de minimis si calcola sull’impresa unica, cioè sommando gli aiuti ricevuti dall’impresa e da quelle collegate; per verificare la classe dimensionale corretta è utile la nostra guida su come calcolare la dimensione d’impresa.

ATTENZIONE — NIENTE SPESE PRIMA DEL CUP

Nei bandi SIMEST le spese sono ammissibili solo se fatturate e pagate nel periodo di realizzazione, che decorre dalla ricezione del CUP. Una fattura emessa o pagata prima non si recupera, anche se riguarda proprio il progetto. Se è stato versato solo un acconto, si può finanziare la parte restante, purché fatturata nel periodo di realizzazione con il CUP indicato in fattura.


Esempio: quanto ottiene una PMI che combina due misure SIMEST?

Una PMI con 6 milioni di euro di ricavi medi può chiedere fino a 2,1 milioni sul Fondo 394/81: combinando Transizione digitale o ecologica e Fiere ed eventi, in questo esempio ottiene 115.000 euro a fondo perduto su 1.350.000 euro di intervento.

Le ipotesi:

  • PMI meccanica veneta con ricavi (voce A1 del conto economico) di 5,6 milioni nel 2024 e 6,4 milioni nel 2025: media di 6 milioni di euro.
  • Certificazione ISO 14001 in corso di validità, requisito per il 10% a fondo perduto.
  • Progetto 1 — Transizione digitale o ecologica da 1.200.000 euro: 900.000 euro per ERP, MES e impianto fotovoltaico (75% del totale, sopra il minimo del 50%) e 300.000 euro per il rafforzamento patrimoniale.
  • Progetto 2 — Fiere ed eventi da 150.000 euro per tre fiere internazionali nel 2027.
  • Aiuti de minimis già ricevuti negli ultimi tre anni: 80.000 euro.
VoceTransizione digitale o ecologicaFiere ed eventiTotale
Importo massimo richiedibile2.100.000 € (35% di 6 milioni)500.000 € (il 20% dei ricavi 2025 sarebbe 1.280.000 €)—
Intervento richiesto1.200.000 €150.000 €1.350.000 €
Fondo perduto (10%)100.000 € (il 10% sarebbe 120.000 €, oltre il tetto)15.000 €115.000 €
Finanziamento da restituire1.100.000 €135.000 €1.235.000 €
Durata6 anni, di cui 2 di preammortamento4 anni, di cui 2 di preammortamento—

Il limite di esposizione verso il Fondo 394/81 è il 35% dei ricavi medi, cioè 2.100.000 euro: dopo i due interventi l’impresa conserva un margine di 750.000 euro, per esempio per un futuro programma di Inserimento mercati esteri. Sulla Transizione digitale o ecologica il fondo perduto effettivo è dell’8,3%, perché il 10% di 1.200.000 euro supera il tetto di 100.000 euro; sui due progetti insieme è l’8,5%.

Resta la verifica de minimis. Il plafond disponibile è di 220.000 euro (300.000 meno gli 80.000 già ricevuti); i 115.000 euro di fondo perduto lo riducono a 105.000 euro, che devono coprire l’equivalente sovvenzione dei due finanziamenti. Se non bastano, si può scegliere un tasso agevolato più alto o ridurre l’importo: il tool SIMEST di stima del plafond de minimis permette di verificarlo prima della domanda.


Errori comuni da evitare con i bandi SIMEST

  • Pagare i fornitori prima del CUP: succede quando l’impresa avvia il progetto in attesa della delibera. Le spese fatturate o pagate prima della ricezione del CUP sono fuori dal periodo di realizzazione e non sono finanziabili.
  • Dare per scontato il fondo perduto: sulle linee ordinarie il 10% richiede requisiti specifici. Chi lo inserisce nel piano finanziario senza verificarli si ritrova con l’intero importo da restituire.
  • Ignorare il plafond de minimis: si guarda solo all’aiuto SIMEST e si dimenticano bandi regionali, crediti in de minimis e aiuti alle imprese collegate. Se il plafond non basta, l’intervento viene ridotto.
  • Calcolare l’importo sui ricavi sbagliati: il limite si calcola sulla voce A1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni) e, per la maggior parte delle misure, sulla media degli ultimi due bilanci, non sul valore della produzione.
  • Sottovalutare le garanzie: con una classe di scoring medio-bassa SIMEST chiede una garanzia fino al 40% dell’importo (fideiussione bancaria o assicurativa, cash collateral o deposito). Procurarla all’ultimo momento allunga i tempi e ne aumenta il costo.
  • Usare la Transizione digitale o ecologica solo per patrimonializzare: almeno il 50% del finanziamento deve andare a investimenti digitali o ecologici, salvo i casi che ammettono quote patrimoniali dell’80% o del 90%.
  • Chiedere più misure sulle stesse spese: SIMEST ammette più interventi solo con progetti e spese diversi, sempre entro il 35% dei ricavi medi.
  • Indicare un conto non idoneo come conto dedicato: i conti di pagamento non sono accettati e un conto non ancora attivo blocca l’erogazione.
  • Basarsi su schede vecchie: online circolano ancora percentuali di fondo perduto del 25-50% e linee chiuse da anni. Le condizioni vanno sempre verificate sulle circolari in vigore.

Quale misura SIMEST conviene alla tua impresa?

Isinet Consulting verifica requisiti, esposizione verso il Fondo 394/81 e plafond de minimis, individua la misura o la combinazione più adatta e segue la pratica fino alla rendicontazione. La consulenza iniziale è gratuita.


Domande frequenti sui bandi SIMEST

I bandi SIMEST hanno una scadenza nel 2026?

No: le 9 misure del Fondo 394/81 non hanno una data di chiusura e restano aperte a sportello, con istruttoria in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse.

Alcune condizioni migliorative valgono però solo per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026: il fondo perduto fino al 20% (30% per le PMI) per le imprese colpite dalla crisi energetica del Golfo Persico, il 20% e l’esonero dalle garanzie per le energivore, l’esonero dalle garanzie per Inserimento mercati esteri in America centrale o meridionale.

Quanto fondo perduto danno i bandi SIMEST?

In genere il 10% dell’intervento, fino a 100.000 euro, se l’impresa ha i requisiti previsti dalla circolare. Sale al 20%, fino a 200.000 euro, per le imprese con sede operativa al Sud e per start-up e PMI innovative sulle misure Africa, America Latina e India e sui progetti con quel focus.

Per i casi energia della Transizione digitale o ecologica arriva al 20% o al 30%. Sulle quattro misure con tetto di 500.000 euro, invece, il 10% vale al massimo 50.000 euro. Il resto dell’intervento è sempre un finanziamento da restituire.

Serve fatturato estero per accedere ai finanziamenti SIMEST?

Dipende dalla misura. Per Transizione digitale o ecologica serve in via ordinaria un fatturato export di almeno il 10%; le PMI di filiera possono accedere con almeno il 3%, dimostrando almeno 2 contratti di fornitura con imprese clienti stipulati da almeno 12 mesi.

Le misure India, America Latina e Africa sono aperte anche a imprese non esportatrici, purché abbiano interessi stabili nell’area secondo i criteri della circolare.

Una grande impresa può accedere al Fondo 394/81?

Sì: tutte le 9 misure sono aperte anche alle imprese non PMI, con un tetto di 5 milioni di euro sulle linee maggiori (3,5 milioni per Inserimento mercati esteri). Le condizioni sul fondo perduto possono essere diverse, quindi vanno verificate sulla circolare della singola misura.

Le microimprese possono accedere ai bandi SIMEST?

Sì: per le microimprese il tetto è di 500.000 euro sulle cinque linee maggiori e resta il limite del 35% o del 20% dei ricavi. Con ricavi contenuti il vincolo percentuale pesa più del tetto assoluto, quindi conviene calcolarlo prima di progettare l’investimento.

I finanziamenti SIMEST richiedono garanzie?

Dipende dalla classe di scoring dell’impresa: nessuna garanzia per le classi 1 e 2, fino al 40% dell’importo per la classe 9, prestata con fideiussione bancaria o assicurativa, cash collateral o deposito.

Start-up e PMI innovative sono esentate; si può chiedere l’esonero per i progetti in Africa e America Latina e, per le domande entro il 31 dicembre 2026, per le imprese energivore sulla Transizione digitale o ecologica.

Le agevolazioni SIMEST sono cumulabili con altri incentivi?

Sì, nei limiti delle regole sul cumulo: SIMEST precisa che le sue misure sono aiuti de minimis e che si applicano l’art. 5 del Reg. UE 2023/2831 e gli eventuali limiti previsti dalle altre misure.

Con strumenti come la Nuova Sabatini o l’iperammortamento la verifica va fatta caso per caso, controllando che le stesse spese non siano coperte oltre i limiti consentiti.

Che differenza c’è tra SACE e SIMEST?

SIMEST concede finanziamenti agevolati, sostegno all’export e partecipazioni ed è controllata al 76% da CDP; SACE si occupa di assicurazione dei crediti e garanzie ed è del Ministero dell’Economia dal 2022.

Le due società collaborano nel sistema pubblico per l’export, ma i bandi del Fondo 394/81 sono gestiti esclusivamente da SIMEST.

Come si presenta la domanda per un bando SIMEST?

La presentazione della domanda avviene solo online, sul portale SIMEST, con documenti firmati digitalmente: modulo della misura, dati del legale rappresentante e del titolare effettivo, contratto del conto corrente dedicato e statuto.

Dopo l’istruttoria, che assegna anche il CUP, decide il Comitato Agevolazioni; in caso di delibera positiva SIMEST invia la proposta di contratto, da accettare sempre tramite il portale.


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