Credito d’imposta ZES Unica 2027
04 Novembre 2026
Il credito d’imposta ZES Unica è un’agevolazione fiscale gestita dall’Agenzia delle Entrate per gli investimenti in macchinari, impianti e immobili nelle zone assistite del Mezzogiorno, delle Marche e dell’Umbria. Vale dal 15% al 70% dei costi, secondo regione e dimensione d’impresa. Il DDL di Bilancio 2027 porta le risorse del 2027 da 1 a 2,4 miliardi di euro.
IN SINTESI
- Chi: imprese di ogni dimensione con struttura produttiva in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle zone assistite di Abruzzo, Marche e Umbria.
- Quanto: dal 15% al 60% dell’investimento (70% nei territori Just Transition di Taranto), moltiplicato per la percentuale di riparto fissata dall’Agenzia delle Entrate.
- Risorse: 2.300 milioni per il 2026; il DDL di Bilancio 2027 propone 2.400 milioni per il 2027 e 1.250 milioni per il 2028.
- Entro quando: comunicazione dal 31 marzo al 30 maggio dell’anno dell’investimento, integrativa dal 3 al 17 gennaio dell’anno dopo.
- Cumulabilità: con altri aiuti sugli stessi beni entro l’intensità massima della Carta degli aiuti regionali.

Indice degli argomenti
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Cosa cambia per la ZES Unica con la Legge di Bilancio 2027?
Con l’articolo 85 del DDL di Bilancio 2027 il credito d’imposta ZES Unica passa da 1.000 a 2.400 milioni di euro per il 2027 e da 750 a 1.250 milioni per il 2028; le regole di accesso non cambiano.
L’articolo 85 modifica l’articolo 16, comma 6, del D.L. 124/2023, che fissa il limite di spesa annuo. La proroga al triennio 2026-2028 e l’estensione a Marche e Umbria restano quelle della Legge di Bilancio 2026.
| Anno degli investimenti | Risorse oggi in vigore | Risorse nel DDL 2027 |
|---|---|---|
| 2026 | 2.300 milioni € | 2.300 milioni € (invariate) |
| 2027 | 1.000 milioni € | 2.400 milioni € |
| 2028 | 750 milioni € | 1.250 milioni € |
Le risorse contano perché il credito d’imposta ZES Unica non si ottiene per intero: l’Agenzia delle Entrate divide il limite di spesa per il totale dei crediti richiesti e applica a tutti la stessa percentuale di riparto.
Il credito fruibile è stato il 17,6668% del richiesto nel 2024, poi integrato con un rifinanziamento, e il 60,3811% nel 2025 (2,2 miliardi su 3,64 miliardi richiesti). Con 1 miliardo per il 2027 e richieste simili al 2025, la percentuale scenderebbe intorno al 27%: è questo il rischio che il DDL corregge.
ATTENZIONE — INVESTIMENTI 2026: INTEGRATIVA DAL 3 AL 17 GENNAIO 2027
Chi ha inviato la comunicazione ZES per gli investimenti 2026 deve trasmettere la comunicazione integrativa dal 3 al 17 gennaio 2027, a pena di decadenza, con gli estremi delle fatture e della certificazione del revisore legale.
La scadenza non dipende dalla manovra: chi la manca perde il credito 2026 anche avendo realizzato l’investimento.
Chi può accedere al credito d’imposta ZES Unica?
Al credito d’imposta ZES Unica accedono le imprese di qualsiasi dimensione e forma giuridica che investono in una struttura produttiva situata nelle zone assistite della ZES Unica.
- Regioni intere: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
- Solo zone assistite: i comuni di Abruzzo, Marche e Umbria elencati nell’allegato alle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate; per Marche e Umbria valgono gli investimenti dal 1° gennaio 2026.
- Settori esclusi: siderurgia, carbone e lignite, trasporti e relative infrastrutture, energia, banda larga, credito, finanza e assicurazioni; il settore della produzione primaria agricola ha un credito dedicato.
- Requisiti soggettivi: l’impresa non deve essere in liquidazione, in procedura concorsuale o in difficoltà secondo il Regolamento UE 651/2014.
Le zone economiche speciali (ZES) erano otto aree legate ai porti del Sud; dal 1° gennaio 2024 sono confluite nella ZES Unica, che copre le regioni del Mezzogiorno e, dal 2026, anche Marche e Umbria.
Conta dove si trova lo stabilimento, non la sede legale: un’impresa veneta o lombarda con un’unità produttiva in Puglia può chiedere il credito per gli investimenti in quell’unità.
Quanto vale il credito d’imposta ZES Unica?
Il credito d’imposta ZES Unica vale dal 15% al 70% dei costi ammissibili, secondo la Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 e la dimensione d’impresa.
L’intensità di aiuto è la percentuale massima dei costi che un aiuto di Stato può coprire. Per i progetti oltre 50 milioni di euro le maggiorazioni per le PMI non si applicano e l’aiuto si calcola con la formula dell’importo corretto.
| Territorio | Piccola impresa | Media impresa | Grande impresa |
|---|---|---|---|
| Calabria, Campania, Puglia, Sicilia | 60% | 50% | 40% |
| Basilicata, Molise, Sardegna | 50% | 40% | 30% |
| Zone assistite di Abruzzo, Marche, Umbria | 35% | 25% | 15% |
| Territori Just Transition della provincia di Taranto | 70% | 60% | 50% |
| Territori Just Transition del Sud Sardegna | 60% | 50% | 40% |
Il credito d’imposta ZES Unica è tassabile ai fini IRES e IRAP: la norma non prevede l’esclusione dal reddito, quindi va trattato come un contributo imponibile anche nella pianificazione fiscale.
Quali investimenti sono agevolabili con la ZES Unica?
Sono agevolabili gli investimenti iniziali in beni strumentali nuovi (macchinari, impianti e attrezzature) e, fino al 50% del progetto, terreni e immobili strumentali.
- Importo: progetto di almeno 200.000 euro e al massimo 100 milioni di euro per singolo progetto.
- Investimento iniziale: nuovo stabilimento, ampliamento della capacità, diversificazione della produzione o cambiamento fondamentale del processo; la semplice sostituzione non basta.
- Leasing: ammessa la locazione finanziaria, con riferimento al costo sostenuto dal concedente.
- Mantenimento: i beni restano nella struttura fino al quinto periodo d’imposta successivo all’entrata in funzione e devono entrare in funzione entro il secondo.
Sugli stessi beni la ZES si combina con la Nuova Sabatini e con l’iperammortamento: la Sabatini riduce il credito ZES richiedibile perché entra nell’intensità, mentre l’iperammortamento si calcola sul costo al netto del credito ZES.
Quali sono le scadenze della ZES Unica 2027?
Per gli investimenti 2027 la comunicazione all’Agenzia delle Entrate si invia dal 31 marzo al 30 maggio 2027 e l’integrativa dal 3 al 17 gennaio 2028.
| Adempimento | Investimenti 2026 | Investimenti 2027 | Investimenti 2028 |
|---|---|---|---|
| Comunicazione (spese sostenute e previste) | 31/03 – 30/05/2026 (chiusa) | 31/03 – 30/05/2027 | 31/03 – 30/05/2028 |
| Comunicazione integrativa (spese effettive) | 03/01 – 17/01/2027 | 03/01 – 17/01/2028 | 03/01 – 17/01/2029 |
| Provvedimento con la percentuale di riparto | Entro 10 giorni dalla chiusura | Entro 10 giorni dalla chiusura | Entro 10 giorni dalla chiusura |
- Modelli: approvati con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2026 per tutte e tre le annualità.
- Certificazione: l’effettivo sostenimento delle spese va certificato da un revisore legale prima dell’integrativa.
- Utilizzo: solo in F24 con codice tributo 7034, dopo il provvedimento di riparto; sopra 150.000 euro di credito servono le verifiche antimafia.
- Ordine di invio: il riparto è uguale per tutti, quindi inviare per primi non aumenta il credito; serve solo a correggere eventuali scarti in tempo.
Esempio: quanto vale la ZES Unica 2027 con e senza il rifinanziamento?
Una media impresa che investe 1,5 milioni di euro in Puglia nel 2027 matura un credito ZES nominale di 750.000 euro; con le risorse del DDL ne potrebbe usare circa 494.000, con quelle oggi in vigore circa 206.000.
Ipotesi: media impresa con stabilimento in provincia di Bari, macchinari per 1.000.000 euro e ampliamento del capannone per 500.000 euro (33% del progetto, sotto il limite del 50%). Intensità 50%. Per il riparto si ipotizzano richieste 2027 pari a quelle del 2025, cioè 3,64 miliardi di euro.
| Scenario | Percentuale di riparto | Credito utilizzabile |
|---|---|---|
| Credito nominale (50% × 1.500.000 €) | — | 750.000 € |
| Risorse del DDL 2027: 2.400 milioni | 65,8704% | 494.027 € |
| Risorse oggi in vigore: 1.000 milioni | 27,4460% | 205.844 € |
La differenza fra i due scenari è di 288.183 euro sullo stesso investimento. Le percentuali sono illustrative: quella vera si conoscerà solo a gennaio 2028, dopo le integrative di tutte le imprese.
Errori comuni da evitare
- Pianificare sull’aliquota nominale: il credito si riduce con il riparto; nel 2024 la prima percentuale è stata il 17,67%, quindi il piano finanziario deve reggere anche con un credito molto più basso.
- Saltare la comunicazione di primavera: senza la comunicazione dal 31 marzo al 30 maggio non si può inviare l’integrativa e il credito di quell’anno è perso.
- Dichiarare nell’integrativa più del comunicato: l’integrativa non può superare gli importi della comunicazione; conviene stimare in primavera con margine realistico.
- Progetti sotto i 200.000 euro: la soglia si misura sul progetto complessivo; sotto non esiste un credito ridotto, c’è l’esclusione.
- Immobili oltre il 50%: la parte eccedente di terreni e fabbricati esce dalla base agevolabile.
- Acquistare da parti correlate: il capannone comprato dalla società immobiliare dei soci non è agevolabile.
- Spostare i beni prima del tempo: trasferirli in un’altra unità o cederli entro il quinto periodo d’imposta comporta la restituzione del credito.
- Coprire tutto con finanziamenti agevolati: almeno il 25% dei costi va coperto con risorse proprie o finanziamenti senza sostegno pubblico.
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Domande frequenti sul credito d’imposta ZES Unica
La ZES Unica è prorogata nel 2027?
Sì, il credito d’imposta ZES Unica vale già per gli investimenti 2026, 2027 e 2028 grazie alla Legge di Bilancio 2026; il DDL di Bilancio 2027 ne aumenta le risorse.
Per il 2027 la dotazione proposta sale a 2.400 milioni di euro, per il 2028 a 1.250 milioni.
Quando si presenta la domanda ZES Unica 2027?
La comunicazione per gli investimenti 2027 si presenta all’Agenzia delle Entrate dal 31 marzo al 30 maggio 2027.
L’integrativa che attesta le spese effettive va inviata dal 3 al 17 gennaio 2028.
Quanto è il credito d’imposta ZES Unica effettivo?
Il credito effettivo è il credito richiesto moltiplicato per la percentuale di riparto: 60,3811% nel 2025 e 17,6668% nella prima determinazione del 2024.
La percentuale per gli investimenti 2026 sarà pubblicata dopo l’integrativa di gennaio 2027.
Le Marche e l’Umbria sono nella ZES Unica?
Sì, Marche e Umbria fanno parte della ZES Unica e il credito vale per gli investimenti dal 1° gennaio 2026 nei comuni delle zone assistite.
Le aliquote sono le stesse delle zone assistite dell’Abruzzo: 35% piccole, 25% medie, 15% grandi imprese.
Un’impresa del Nord può usare la ZES Unica?
Sì, se realizza l’investimento in una struttura produttiva situata nelle zone assistite della ZES Unica.
La sede legale non conta: conta il comune dello stabilimento indicato nella comunicazione.
La ZES Unica è cumulabile con l’iperammortamento?
Sì, la ZES Unica è cumulabile con l’iperammortamento sugli stessi beni, ma la maggiorazione si calcola sul costo al netto del credito ZES.
Con la Nuova Sabatini il cumulo è ammesso entro l’intensità massima della Carta degli aiuti regionali.
Il credito ZES Unica si può cedere?
No, il credito d’imposta ZES Unica non è cedibile: si usa solo in compensazione con F24 dall’impresa beneficiaria.
Non ha una scadenza di utilizzo e può essere compensato negli anni successivi.

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Normativa e fonti ufficiali
- D.L. 19 settembre 2023, n. 124, art. 16 – credito d’imposta ZES Unica – Normattiva
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199, commi 438-447 – proroga 2026-2028 – Gazzetta Ufficiale
- Decreto 17 maggio 2024 – modalità attuative del credito ZES Unica – Gazzetta Ufficiale
- Agenzia delle Entrate – provvedimento del 30 gennaio 2026, modelli 2026-2028
- Agenzia delle Entrate – provvedimento prot. 570046 del 12 dicembre 2025, percentuale 2025
- Comunicato del Consiglio dei ministri n. 195 del 28 ottobre 2026 – DDL di Bilancio 2027
- Camera dei deputati – dossier sulla ZES Unica
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