Bando ON – Nuove Imprese a tasso zero: requisiti e rifinanziamento
21 Ottobre 2026
ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero è l’incentivo gestito da Invitalia che finanzia gli investimenti di micro e piccole imprese a prevalenza giovanile (18-35 anni) o femminile, costituite da non più di 60 mesi. Copre fino al 90% delle spese ammissibili: dal 1° luglio 2026 solo con un finanziamento a tasso zero da rimborsare in 10 anni.
IN SINTESI
- Chi: micro e piccole società costituite da non più di 60 mesi, con oltre la metà dei soci e delle quote in mano a under 35 o a donne; anche persone fisiche che costituiranno la società dopo l’ammissione.
- Quanto: finanziamento a tasso zero fino al 90% delle spese ammissibili, su programmi fino a 1,5 milioni di euro (imprese fino a 36 mesi) o 3 milioni di euro (imprese da 36 a 60 mesi).
- Entro quando: sportello aperto senza scadenza, fino a esaurimento delle risorse; il DM 16 giugno 2026 ha aggiunto 59 milioni di euro.
- Come: domanda online nell’area personale di Invitalia, valutata in ordine cronologico con due colloqui.
- Cumulabilità: ammessa con altri aiuti di Stato, anche de minimis, entro le intensità massime del Regolamento GBER.

Indice degli argomenti
VERIFICA SE LA TUA IMPRESA PUÒ OTTENERE IL FINANZIAMENTO A TASSO ZERO
Cosa cambia con il rifinanziamento di ottobre 2026?
Il rifinanziamento aggiunge 59 milioni di euro e tiene aperto lo sportello del bando Invitalia, ma non riporta il contributo a fondo perduto: oggi Nuove imprese a tasso zero concede solo il finanziamento agevolato.
Il decreto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy del 16 giugno 2026, reso noto con il comunicato MIMIT del 12 ottobre 2026, assegna a ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero 59 milioni di euro del Fondo per la crescita sostenibile. Le risorse provengono dalle giacenze restituite da SIMEST sul Fondo rotativo 394/81.
Il motivo è la domanda: nel 2026 le richieste per Nuove imprese a tasso zero sono cresciute di oltre il 60% rispetto allo stesso periodo del 2025, con una media di circa 380 domande al mese. Il decreto non apre un nuovo sportello: serve a garantire la continuità di quello già attivo e delle istruttorie in corso.
ATTENZIONE – IL FONDO PERDUTO NON C’È PIÙ
Con l’avviso Invitalia del 30 giugno 2026 le risorse per il contributo a fondo perduto si sono esaurite: per le domande presentate dal 1° luglio 2026 Nuove imprese a tasso zero concede solo il finanziamento, da restituire per intero. Molte guide online parlano ancora del 20% o del 15% a fondo perduto: è un dato superato. A oggi né il decreto di rifinanziamento né Invitalia hanno annunciato un ripristino della quota a fondo perduto.
Chi può accedere a Nuove imprese a tasso zero?
A Nuove imprese a tasso zero possono accedere le micro e piccole imprese in forma societaria costituite da non più di 60 mesi, in cui oltre la metà dei soci e oltre la metà delle quote appartengono a persone tra 18 e 35 anni o a donne di qualsiasi età.
Tra i requisiti di accesso, quello sulla compagine è il più delicato perché è doppio: conta sia il numero dei soci sia la percentuale di capitale. Una società di tre soci con due donne che detengono insieme il 40% delle quote non rientra, anche se le donne sono la maggioranza numerica. La dimensione si calcola secondo l’Allegato I del Regolamento GBER: se hai dubbi, parti dalla nostra guida su come calcolare la dimensione d’impresa.
- Forma giuridica: società di persone, di capitali o cooperative, regolarmente iscritte nel Registro delle imprese; le ditte individuali e i liberi professionisti non societari sono esclusi.
- Imprese da costituire: le persone fisiche possono presentare domanda e costituire la società entro i termini indicati da Invitalia nella comunicazione di ammissione.
- Settori: produzione di beni (industria, artigianato, trasformazione di prodotti agricoli), servizi alle imprese e alle persone, commercio di beni e servizi, turismo e attività turistico-culturali.
- Territorio: tutta Italia, Nord compreso.
- Esclusioni: imprese in difficoltà, in liquidazione o in procedura concorsuale; imprese controllate da soci che nei 12 mesi precedenti hanno chiuso un’attività analoga.
Per le imprese a prevalenza femminile esistono anche altri strumenti dedicati: li trovi riassunti nella pagina sui bandi per le imprese femminili e giovanili.
Quanto si ottiene con Nuove imprese a tasso zero?
Nuove imprese a tasso zero finanzia fino al 90% delle spese ammissibili con un prestito senza interessi della durata massima di 10 anni; il restante 10% e l’IVA restano a carico dell’impresa.
Per finanziamento a tasso zero si intende un prestito pubblico che si restituisce solo in quota capitale, senza interessi. Il rimborso avviene in rate semestrali costanti, con scadenza il 31 maggio e il 30 novembre, a partire dalla seconda di queste date successiva all’erogazione del saldo. Le spese ammissibili sono i costi che il decreto riconosce come finanziabili, calcolati al netto dell’IVA.
| Voce | Imprese fino a 36 mesi (Capo II) | Imprese da 36 a 60 mesi (Capo III) |
|---|---|---|
| Programma massimo | 1,5 milioni di euro | 3 milioni di euro |
| Copertura massima | 90% delle spese ammissibili | 90% delle spese ammissibili |
| Forma (domande dal 1/7/2026) | Solo finanziamento a tasso zero | Solo finanziamento a tasso zero |
| Fondo perduto (domande fino al 30/6/2026) | 20% di macchinari, software e brevetti | 15% di macchinari, software, brevetti e marchi |
| Capitale circolante | Sì, fino al 20% degli investimenti | No |
| Tutoraggio Invitalia | Sì, 5.000 o 10.000 euro | No |
| Durata del programma | 24 mesi + proroga max 6 | 24 mesi + proroghe max 12 |
Le imprese costituite da non più di 36 mesi ricevono anche un tutoraggio tecnico-gestionale da Invitalia, del valore di 5.000 euro per programmi fino a 250.000 euro e di 10.000 euro oltre questa soglia. Il tutoraggio è concesso in regime de minimis: per de minimis si intendono gli aiuti di piccolo importo che l’Unione europea consente senza notifica, entro un tetto per impresa su tre anni. Approfondisci nella nostra guida al regime de minimis.
ATTENZIONE – LA SOGLIA DEI 250.000 EURO
I finanziamenti di Nuove imprese a tasso zero fino a 250.000 euro non richiedono garanzie. Oltre questa soglia Invitalia acquisisce un privilegio speciale sui beni agevolati e, nel Capo III, un’ipoteca di primo grado sull’eventuale immobile acquistato. Se il programma è vicino al limite, conviene valutare con attenzione la dimensione dell’investimento.
Quali spese finanzia Nuove imprese a tasso zero?
Nuove imprese a tasso zero finanzia investimenti in beni materiali e immateriali sostenuti dopo la presentazione della domanda: macchinari, impianti, software, brevetti e opere murarie entro il 30% del programma.
Imprese costituite da non più di 36 mesi
- Opere murarie e assimilate: fino al 30% dell’investimento ammissibile.
- Macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica: anche per servizi in sharing economy, purché dimensionati all’attività.
- Software e servizi ICT: compresi intelligenza artificiale, blockchain e internet of things.
- Brevetti e licenze d’uso.
- Consulenze specialistiche: fino al 5% dell’investimento ammissibile.
- Oneri per la stipula del contratto di finanziamento e, per le società da costituire, per la costituzione.
- Capitale circolante: materie prime, servizi e godimento di beni di terzi, fino al 20% delle spese di investimento ammesse.
Imprese costituite da 36 a 60 mesi
- Acquisto dell’immobile sede dell’attività: solo nel settore turismo, fino al 40% dell’investimento.
- Opere murarie e assimilate: fino al 30% dell’investimento.
- Macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica.
- Software, brevetti, licenze e marchi: ammortizzabili, acquistati a condizioni di mercato da terzi non collegati e mantenuti in bilancio per almeno 3 anni.
Nel Capo III i programmi devono puntare a una nuova unità produttiva, all’ampliamento dell’attività, alla diversificazione con prodotti nuovi o alla trasformazione radicale del processo produttivo: un semplice rinnovo delle attrezzature non basta.
Come si presenta la domanda per Nuove imprese a tasso zero?
La domanda per Nuove imprese a tasso zero si presenta solo online, nell’area personale di Invitalia, e viene valutata a sportello in ordine cronologico, senza graduatorie né scadenze.
- Registrazione: il legale rappresentante (o il compilatore, per le società da costituire) accede all’area personale Invitalia; dall’11 dicembre 2025 la piattaforma è nuova e le società costituite devono prima registrarsi in “Anagrafica e deleghe”.
- Compilazione: modulo di domanda, piano d’impresa e moduli della prima fase di valutazione.
- Primo colloquio: entro 45 giorni Invitalia valuta competenze del team, coerenza tecnica e organizzativa del progetto e potenzialità del mercato; serve un punteggio minimo.
- Secondo colloquio: entro altri 45 giorni verifica sostenibilità economico-finanziaria, congruità delle spese, idoneità della sede ed eventuale capitale circolante.
- Delibera e contratto: in caso di ammissione si stipula il contratto di finanziamento; da quella data decorrono i 24 mesi per realizzare il programma.
- Erogazioni: fino a cinque stati di avanzamento, ciascuno pari almeno al 10% dei costi ammessi, oppure un anticipo fino al 40% con fideiussione.
Nei SAL si possono presentare anche fatture non ancora pagate, entro il 20% delle agevolazioni concesse nel primo SAL e il 30% nei successivi. Per SAL (stato di avanzamento lavori) si intende la richiesta di erogazione basata sulle spese già sostenute fino a quel momento.
ATTENZIONE – OBBLIGHI PNRR PER LE IMPRESE FEMMINILI
Se la domanda di un’impresa femminile è imputata alle risorse PNRR dell’Investimento 1.2 “Creazione di imprese femminili” (circolare MISE 4 maggio 2022, n. 168851), si aggiungono obblighi specifici: rispetto del principio DNSH (non arrecare danno significativo all’ambiente), divieto di doppio finanziamento, indicazione del CUP su tutti gli atti amministrativi e contabili, contabilità separata e conservazione della documentazione. Le violazioni comportano la revoca totale o parziale. Sul CUP trovi i dettagli nella nostra guida al Codice Unico di Progetto.
Esempio: quanto vale il finanziamento per una nuova impresa?
Con un programma da 310.000 euro, una società costituita da 18 mesi ottiene da Nuove imprese a tasso zero un finanziamento di 279.000 euro, da rimborsare in 20 rate semestrali da 13.950 euro senza interessi.
Prendiamo una srl veneta di tre socie (due under 35 con il 70% delle quote, una over 35) che apre un laboratorio di pasticceria con vendita diretta. La società rientra nel Capo II perché costituita da meno di 36 mesi. Il programma presentato dopo il 1° luglio 2026 è questo:
| Voce di spesa (IVA esclusa) | Importo | Verifica limiti |
|---|---|---|
| Macchinari e attrezzature | 180.000 € | – |
| Software gestionale ed e-commerce | 30.000 € | – |
| Opere murarie | 50.000 € | 18,5% (limite 30%) |
| Consulenze specialistiche | 10.000 € | 3,7% (limite 5%) |
| Totale investimenti | 270.000 € | – |
| Capitale circolante | 40.000 € | max 54.000 € (20%) |
| Totale spese ammissibili | 310.000 € | – |
| Finanziamento a tasso zero (90%) | 279.000 € | – |
| Quota a carico dell’impresa (10%) | 31.000 € + IVA | – |
| Rata semestrale (20 rate in 10 anni) | 13.950 € | – |
Il vantaggio economico sta negli interessi risparmiati. Con un mutuo bancario di pari importo e durata a un tasso ipotetico del 5% annuo (2,5% a semestre), la rata semestrale salirebbe a circa 17.900 euro e gli interessi totali sarebbero circa 78.900 euro. Con Nuove imprese a tasso zero questi interessi non si pagano.
Due conseguenze pratiche. Primo: il finanziamento supera 250.000 euro, quindi Invitalia chiede un privilegio speciale sui macchinari agevolati. Secondo: la stessa domanda presentata entro il 30 giugno 2026 avrebbe ottenuto 42.000 euro a fondo perduto (20% di macchinari e software), con un prestito ridotto a 237.000 euro. Spese ammesse e importi definitivi li stabilisce sempre Invitalia in istruttoria.
Nuove imprese a tasso zero conviene ancora senza fondo perduto?
Sì, se il piano d’impresa regge il rimborso: un prestito al 90% senza interessi e, fino a 250.000 euro, senza garanzie resta difficile da ottenere in banca per una società giovane.
La domanda da porsi è cambiata. Prima il fondo perduto riduceva il debito; oggi l’intero 90% va restituito, quindi conta che i flussi di cassa coprano le rate semestrali dal primo anno dopo il saldo. Invitalia lo verifica nel secondo colloquio, e un piano troppo ottimista è uno dei motivi più frequenti di non ammissione.
Prima di presentare domanda vale la pena confrontare Nuove imprese a tasso zero con gli altri incentivi Invitalia per l’avvio d’impresa, come Smart&Start Italia per le startup innovative o Autoimpiego Centro-Nord, e con strumenti per i beni strumentali come la Nuova Sabatini. Le agevolazioni di ON sono cumulabili con altri aiuti di Stato entro i limiti del Regolamento GBER: per cumulabilità si intende la possibilità di sommare più aiuti sulle stesse spese senza superare l’intensità massima consentita.
Errori comuni da evitare
- Costruire il piano sul fondo perduto: molte schede online non sono aggiornate al 1° luglio 2026. Un piano finanziario che conta su un contributo che non arriverà non regge al secondo colloquio.
- Ordinare i beni prima della domanda: sono ammissibili solo le spese con fattura successiva alla presentazione. Nel Capo III anche un ordine firmato prima rende l’investimento già avviato e quindi non agevolabile.
- Controllare solo il numero dei soci: la prevalenza giovanile o femminile deve esserci sia per teste sia per quote. Le imprese sbagliano soprattutto quando un socio finanziatore over 35 detiene una quota elevata.
- Cambiare la compagine dopo la domanda: se il requisito viene meno prima della fine del programma e nei 3 anni dalla firma del contratto, le agevolazioni sono revocate. Ingressi e uscite di soci vanno autorizzati da Invitalia.
- Dimenticare il 10% e l’IVA: il finanziamento copre al massimo il 90% delle spese al netto IVA. Il resto, più l’IVA da anticipare sui fornitori, va coperto con mezzi propri o credito bancario.
- Sforare i limiti per voce: opere murarie oltre il 30% o consulenze oltre il 5% vengono tagliate in istruttoria, e il finanziamento si riduce di conseguenza.
- Sottovalutare i colloqui: Invitalia valuta il team, non solo il progetto. Soci che non sanno spiegare mercato, concorrenti e numeri del piano abbassano il punteggio sotto la soglia minima.
- Vendere o spostare i beni troppo presto: cedere i beni agevolati o l’attività entro 3 anni dall’ultimazione del programma, senza autorizzazione, comporta la revoca. Lo stesso vale per la delocalizzazione fuori dallo Spazio economico europeo entro 5 anni.
La tua impresa può accedere a Nuove imprese a tasso zero?
Isinet Consulting verifica i requisiti della compagine, imposta il piano d’impresa in vista dei colloqui Invitalia e segue la pratica fino all’ultimo SAL. Il primo confronto è una consulenza gratuita.
Domande frequenti su Nuove imprese a tasso zero
Nuove imprese a tasso zero è ancora aperto nel 2026?
Sì, lo sportello di Nuove imprese a tasso zero (spesso chiamato bando, ma senza graduatoria) è attivo e il DM 16 giugno 2026 lo ha rifinanziato con 59 milioni di euro. Non c’è una scadenza: si presenta domanda fino a esaurimento delle risorse, che il Ministero comunica con avviso in Gazzetta Ufficiale.
Il fondo perduto di Nuove imprese a tasso zero tornerà con il rifinanziamento?
Al momento no: per le domande presentate dal 1° luglio 2026 l’agevolazione è solo finanziamento a tasso zero. Il decreto di rifinanziamento rinvia alle forme previste dal DM 4 dicembre 2020 e Invitalia non ha annunciato la riapertura della quota a fondo perduto; se cambierà, aggiorneremo questa pagina.
Una ditta individuale può chiedere Nuove imprese a tasso zero?
No, Nuove imprese a tasso zero richiede la forma societaria. Il titolare di una ditta individuale può però presentare domanda come persona fisica, insieme ad altri soci se serve, e costituire la società dopo l’ammissione entro i termini fissati da Invitalia.
Servono garanzie per il finanziamento a tasso zero?
Fino a 250.000 euro il finanziamento non richiede garanzie. Oltre questa soglia Invitalia acquisisce un privilegio speciale sui beni agevolati e, se il programma comprende l’acquisto dell’immobile, un’ipoteca di primo grado.
Quanto tempo ci vuole per avere la risposta da Invitalia?
Il decreto prevede 45 giorni per la prima valutazione e altri 45 giorni per la seconda fase, decorrenti dalla presentazione o dal completamento della documentazione. Se Invitalia chiede integrazioni, i termini ripartono dal loro invio: una domanda completa fin dall’inizio accorcia i tempi.
Si può comprare un immobile con Nuove imprese a tasso zero?
Solo le imprese del turismo costituite da 36 a 60 mesi possono finanziare l’acquisto dell’immobile sede dell’attività, entro il 40% dell’investimento. Per le altre imprese sono ammesse solo le opere murarie, entro il 30% del programma.
Il capitale circolante è finanziabile?
Sì, ma solo per le imprese costituite da non più di 36 mesi e fino al 20% degli investimenti ammessi. Copre materie prime, servizi e affitti o noleggi, e deve essere giustificato dal piano d’impresa.
Posso fare domanda se la mia domanda precedente è stata respinta?
Sì. Se ripresenti entro sei mesi dalla comunicazione di non ammissione una domanda sullo stesso programma, la data della prima domanda resta valida per l’ammissibilità delle spese.

ISINET Consulting
Siamo una società di consulenza attiva da oltre 15 anni nella Finanza Agevolata per le Imprese. Ci occupiamo di Bandi, Incentivi ed Agevolazioni per tutte le tipologie di investimenti. Aiutiamo le aziende a crescere ed innovarsi.
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Normativa e fonti ufficiali
- D.Lgs. 21 aprile 2000, n. 185 – Titolo I, Capo 0I (incentivi all’autoimprenditorialità)
- DM MISE-MEF 4 dicembre 2020 (GU n. 21 del 27/01/2021) e avvisi MIMIT sulla misura
- DM MIMIT 16 giugno 2026 – rifinanziamento di 59 milioni (comunicato del 12/10/2026)
- Circolare MISE 4 maggio 2022, n. 168851 – risorse PNRR per le imprese femminili
- Invitalia – ON Oltre Nuove imprese a tasso zero (avviso 30 giugno 2026, modulistica, FAQ)
- Regolamento (UE) n. 651/2014 (GBER), artt. 17 e 22
- Area personale Invitalia – presentazione della domanda
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