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Fondo Starter Emilia Romagna: mutuo a tasso zero per nuove imprese

07 Ottobre 2026

Il Fondo StartER della Regione Emilia-Romagna concede mutui da 20.000 a 500.000 euro, fino al 100% del progetto, a micro e piccole imprese e liberi professionisti attivi da non più di cinque anni. Il 75% del finanziamento (80% per le imprese femminili) è a tasso zero. Domande dal 12 ottobre al 30 novembre 2026, salvo esaurimento fondi.

IN SINTESI

  • Chi: micro e piccole imprese, soggetti iscritti al solo REA e liberi professionisti attivi da non più di 5 anni, con il progetto in un’unità locale in Emilia-Romagna.
  • Quanto: mutuo da 20.000 a 500.000 euro, fino al 100% del progetto; 75% a tasso zero (80% per imprese femminili), il resto a Euribor 6 mesi + spread massimo 4,99%.
  • Entro quando: precaricamento dal 5 ottobre 2026 (ore 11), invio dal 12 ottobre (ore 11) al 30 novembre 2026 (ore 16), salvo esaurimento fondi.
  • Come: domanda online con firma digitale sul portale del Fondo, allegando la delibera della banca convenzionata. Valutazione a sportello in ordine cronologico.
  • Cumulabilità: ammessa con altri aiuti sugli stessi costi solo entro le intensità massime del regime scelto (GBER art. 22 o de minimis).

Cos’è il Fondo StartER e come funziona il tasso zero?

È un fondo rotativo del PR FESR Emilia-Romagna 2021-2027 che finanzia gli investimenti delle imprese giovani con un mutuo a provvista mista: una quota pubblica a tasso zero e una quota bancaria a tasso convenzionato.

Il Comparto StartER fa parte del Fondo Multiscopo istituito con delibera regionale n. 194 del 13 febbraio 2023 ed è gestito dall’ATI formata da Artigiancredito (mandataria) e BNL BNP Paribas. Il punto da capire subito è che non si tratta di un fondo perduto: l’impresa restituisce tutto il capitale, ma su tre quarti del prestito non paga interessi.

  • Provvista pubblica: 75% del finanziamento a tasso 0% (80% per le imprese femminili).
  • Provvista privata: 25% (20% per imprese femminili) erogato da una banca convenzionata a Euribor 6 mesi + spread, con spread non superiore al 4,99%.
  • Forma tecnica: mutuo chirografario con rate trimestrali a scadenze fisse (15 marzo, 15 giugno, 15 settembre, 15 dicembre).
  • Durata: da 18 a 96 mesi, compreso un eventuale preammortamento fino a 18 mesi.
  • Importo: da 20.000 a 500.000 euro, fino al 100% del progetto presentato.
  • Garanzie: la banca può chiedere garanzie personali o reali (mai ipotecarie), ma sempre sull’intero finanziamento, non solo su una delle due quote.

In pratica il tasso effettivo è la media ponderata delle due quote: con uno spread bancario complessivo del 5% sulla parte privata, l’onere medio sull’intero mutuo scende intorno all’1,25%. Le condizioni applicate dalle singole banche convenzionate sono pubblicate sul sito del Fondo e vanno confrontate prima di chiedere la delibera.


Chi può accedere al Fondo StartER?

Possono accedere micro e piccole imprese, soggetti con sola iscrizione al REA e liberi professionisti iscritti da non oltre cinque anni alla data della domanda, con il progetto realizzato in un’unità locale in Emilia-Romagna.

La dimensione segue la Raccomandazione 2003/361/CE: le medie imprese sono escluse anche se giovani. Se l’impresa fa parte di un gruppo, i dati delle collegate e associate entrano nel calcolo; il nostro foglio di calcolo della dimensione d’impresa aiuta a verificarlo prima di impostare la pratica.

  • Anzianità: iscrizione al Registro Imprese o al REA (o avvio dell’attività professionale) da non più di 5 anni alla data di presentazione.
  • Unità locale: il progetto va realizzato in una sola unità locale in Emilia-Romagna, che deve risultare attiva in visura prima dell’erogazione. Un’impresa non ancora attiva o senza sede censita può presentare domanda, ma deve regolarizzarsi entro la richiesta di erogazione.
  • Settore: attività principale nelle sezioni ATECO 2025 B, C, D, E, F, G, H, I, J, K, M, N, O, Q, R, S, T. Restano fuori, tra le altre, agricoltura (A), attività finanziarie e assicurative (L) e pubblica amministrazione (P).
  • Attività escluse: anche con ATECO ammesso, non sono finanziabili tabacco e superalcolici, armi, gioco d’azzardo, sviluppo immobiliare speculativo, discariche, combustibili fossili e le altre attività elencate nelle linee guida.
  • Requisiti generali: firma digitale valida, nessuno stato di impresa in difficoltà, liquidazione o procedura concorsuale, nessun ordine di recupero pendente (Deggendorf), regolarità contributiva.

ATTENZIONE — POLIZZA CATASTROFALE E DURC VERIFICATI PRIMA DELL’EROGAZIONE

La polizza contro i rischi catastrofali prevista dalla Legge di Bilancio 2024 (art. 1, commi 101-111) è requisito esplicito di accesso: l’impresa deve conservare la documentazione della copertura attiva. Molte neo-imprese in affitto pensano di esserne escluse, ma l’obbligo riguarda i beni strumentali (impianti, macchinari, attrezzature), non solo i fabbricati. Approfondisci nella nostra guida alla polizza catastrofale per le imprese.

Il DURC lo richiede direttamente il gestore, sia in istruttoria sia prima dell’erogazione: una rateizzazione INPS saltata tra delibera ed erogazione blocca il finanziamento.


Quali spese finanzia il Fondo StartER?

Il Fondo copre investimenti materiali e immateriali e, in misura limitata, costi di gestione: le voci «soft» non possono superare complessivamente il 50% del finanziamento richiesto.

Voce di spesaNote operative
a) Immobili strumentali: acquisto, ampliamento, ristrutturazioneAcquisto con perizia di stima e dichiarazione del venditore (nessun contributo pubblico negli ultimi 10 anni)
b) Macchinari, attrezzature, hardware, software, arredi funzionaliSolo beni nuovi
c) Brevetti, licenze, marchi, avviamento—
d) Fiere e interventi promozionali—
e) Consulenze tecniche e specialisticheVoce soft (tetto 50%)
f) Personale adibito al progettoVoce soft (tetto 50%)
g) Materiali e scorteVoce soft (tetto 50%)
h) Affitto dei locali dell’attivitàVoce soft (tetto 50%)
i) Documentazione tecnica per domanda e rendicontazioneVoce soft (tetto 50%)

Non sono ammissibili beni usati (salvo immobili strettamente legati all’attività), titoli di spesa sotto i 500 euro, terreni, tasse e imposte, fatture del legale rappresentante, dei soci o di società collegate o controllate (art. 2359 c.c.) e l’autofatturazione. L’IVA è ammessa solo se non recuperabile.

Le spese contano solo se successive alla domanda: fatture e pagamenti devono avere data posteriore all’invio, e i pagamenti devono avvenire entro la rendicontazione finale. Sono ammessi bonifico SEPA singolo, Ri.Ba. singola, SDD, carta di credito o debito aziendale (non prepagata) e, solo per gli atti notarili, assegno circolare.

ATTENZIONE — IL CUP DEVE ESSERE SU OGNI FATTURA

Il gestore comunica il CUP entro cinque giorni lavorativi dal protocollo, e da quel momento va riportato su tutte le fatture elettroniche. Una fattura senza CUP non è rendicontabile: va regolarizzata con il servizio dell’Agenzia delle Entrate introdotto dal Provvedimento del 10/12/2025, prot. 563301/2025. Se in fattura compaiono anche altri riferimenti normativi serve una DSAN che escluda il doppio finanziamento.

Consiglio pratico: comunicare il CUP a tutti i fornitori il giorno stesso in cui arriva, prima di qualsiasi ordine.


Quanto si risparmia davvero? Un esempio numerico

Su un progetto da 200.000 euro una piccola impresa paga circa 9.300 euro di interessi con StartER contro circa 37.300 con un mutuo bancario ordinario: un risparmio di quasi 28.000 euro.

Ipotesi: srl manifatturiera di Modena costituita nel 2023, impresa non femminile. Progetto da 200.000 euro: macchinari 120.000, software 30.000, consulenze 20.000, personale dedicato 20.000, scorte 10.000. Le voci soft valgono 50.000 euro, il 25% del finanziamento: sotto il tetto del 50%. Mutuo di 72 mesi con 12 mesi di preammortamento e 20 rate trimestrali; tasso bancario ipotizzato del 5% annuo complessivo (Euribor più spread), da verificare con la banca.

VoceFondo StartERMutuo ordinario al 5%
Quota pubblica a tasso 0%150.000 €—
Quota bancaria al 5%50.000 €200.000 €
Interessi totali≈ 9.320 €≈ 37.280 €
Rata trimestrale in ammortamento≈ 10.340 €≈ 11.360 €
Tasso medio ponderato≈ 1,25%5%

Con un’impresa femminile la quota a tasso zero sale a 160.000 euro e gli interessi scendono ulteriormente. Da notare che l’aiuto «contabile» registrato nel Registro Nazionale Aiuti (ESL) non coincide con il risparmio calcolato qui: il gestore lo determina usando il tasso di riferimento della Commissione Europea, non il tasso offerto dalla banca.


Meglio il regime GBER o il de minimis?

La scelta spetta all’impresa in domanda: il GBER (art. 22, aiuti alle start-up) di solito conviene perché lascia libero il plafond de minimis, ma richiede condizioni che non tutte le imprese giovani rispettano.

  • Reg. UE 651/2014, art. 22 (come modificato dal Reg. 2023/1315): il finanziamento pubblico erode un plafond di 1 milione di euro nei primi 5 anni. L’impresa non deve aver distribuito utili, né aver rilevato l’attività di un’altra impresa o essere nata da concentrazione (salvo soglie del 10% di fatturato). Le condizioni vanno possedute alla data della domanda.
  • Reg. UE 2023/2831 (de minimis): conta l’ESL calcolato dal gestore, che si somma agli altri aiuti de minimis dell’impresa unica nei tre anni precedenti, entro 300.000 euro.

Quando scegliere il de minimis: se l’impresa ha già distribuito utili o nasce dall’acquisto di un ramo d’azienda significativo. Quando evitarlo: se nei prossimi anni si prevede di usare altre misure che pescano dallo stesso plafond. Per il quadro completo delle condizioni GBER vedi la nostra guida al regolamento GBER.


Come e quando si presenta la domanda?

La domanda si presenta solo online, con firma digitale, sul portale del Fondo: precaricamento dal 5 ottobre 2026, invio dalle 11:00 del 12 ottobre alle 16:00 del 30 novembre 2026, salvo esaurimento fondi.

La valutazione è a sportello in ordine cronologico di protocollo: chi arriva con la pratica completa nelle prime ore del 12 ottobre ha un vantaggio concreto. Il precaricamento già aperto serve proprio a caricare dati e allegati in anticipo.

  1. Registrazione sul portale con un indirizzo e-mail ordinario (non PEC), che diventa il canale di tutte le comunicazioni del gestore.
  2. Richiesta della delibera alla banca convenzionata per la quota privata: senza delibera la domanda non può essere accolta.
  3. Caricamento degli allegati: Allegato 1 (parametri dimensionali e aiuti di Stato), visura camerale con meno di 6 mesi, documenti dei firmatari, statuto, delibera bancaria, preventivi, tabella di riconciliazione costi/preventivi, Allegato 2 (piano economico-finanziario), ultimi 2 bilanci o dichiarazioni dei redditi, situazione contabile infrannuale con meno di 3 mesi, dichiarazione affidamenti, documenti degli eventuali garanti, privacy, modulistica DNSH.
  4. Generazione del modulo PDF, firma digitale e caricamento in formato .pdf.p7m.
  5. Invio: entro 24 ore arriva il protocollo con data e ora, entro 5 giorni lavorativi il CUP.

L’istruttoria si chiude di norma entro 60 giorni dal primo giorno del mese successivo alla domanda e valuta tre piani: requisiti formali, ammissibilità sostanziale del progetto e merito creditizio. Per le imprese senza due esercizi chiusi pesa soprattutto il business plan: un piano debole è il motivo più frequente di esito negativo, più dei requisiti formali.


Cosa succede dopo la concessione?

Dalla concessione partono due scadenze rigide: entro 4 mesi la richiesta di erogazione con titoli di spesa per almeno il 50% del finanziamento, entro 12 mesi la conclusione del progetto e la rendicontazione finale.

  • Erogazione: si presentano titoli di spesa (anche non ancora pagati) pari ad almeno il 50% del finanziamento approvato, più documenti che provino l’avanzamento (DDT, foto, relazioni). Il gestore istruisce entro 30 giorni, poi banca e impresa stipulano il mutuo entro 30 giorni dall’autorizzazione.
  • Rendicontazione finale: relazione firmata, Allegato 1 con il rendiconto analitico, fatture e quietanze, foto di poster o targa, documentazione DNSH con i consumi ante e post intervento. Il gestore ha 180 giorni per l’esame.
  • Variazioni: entro il 20% del piano dei costi non serve autorizzazione; oltre, o per nuove tipologie di costo, va inviata richiesta preventiva a starter@artigiancredito.it con il modello del sito.
  • Proroghe: massimo 4 mesi, solo per cause non imputabili all’impresa, da chiedere prima della scadenza.
  • Revoche: sotto l’80% della spesa ammessa decide il Comitato; sotto il 50% la revoca è automatica. La revoca non obbliga a restituire tutto subito: il mutuo può proseguire al tasso della quota privata, oppure si estingue senza penali.

ATTENZIONE — UNITÀ LOCALE ATTIVA E REQUISITO DI IMPRESA FEMMINILE

Prima di autorizzare la banca il gestore controlla in visura che l’unità locale del progetto sia censita come attiva in Emilia-Romagna. Chi apre la sede dopo la domanda deve completare l’iscrizione alla Camera di Commercio prima della richiesta di erogazione: se manca, dopo un sollecito di 30 giorni scatta la revoca.

Le imprese femminili che hanno beneficiato dell’80% a tasso zero devono mantenere il requisito per tre anni dall’erogazione del saldo: un cambio nella compagine sociale in quel periodo fa decadere l’agevolazione.


Cosa cambia con la revisione di settembre 2026?

La revisione 10 delle linee guida (settembre 2026) chiarisce tre punti che nelle edizioni precedenti generavano dubbi in istruttoria.

  • Una domanda, una unità locale: non si può più presentare un progetto distribuito su più sedi. Chi ha più sedi operative può presentare domande distinte, ognuna con documentazione propria.
  • Più domande dallo stesso soggetto: sono ammesse anche con altri finanziamenti StartER in corso, purché la somma tra debito residuo e nuovo importo resti nel massimale di esposizione.
  • Rendiconto analitico: l’Allegato 1 di rendicontazione deve collegare in modo univoco ogni fattura al relativo pagamento e alla documentazione probatoria.

Errori comuni da evitare

  • Ordinare o fatturare prima della domanda: le spese sono ammissibili solo dopo l’invio. Chi conferma l’ordine del macchinario prima del 12 ottobre per «non perdere il fornitore» si gioca quella voce.
  • Fatture senza CUP: succede perché il CUP arriva qualche giorno dopo il protocollo e i fornitori fatturano con i dati vecchi. La regolarizzazione è possibile ma rallenta l’erogazione.
  • Gonfiare consulenze, personale e affitti: nelle start-up di servizi queste voci pesano molto e superano facilmente il 50% del finanziamento richiesto. Il piano va bilanciato in fase di domanda, non tagliato dopo.
  • Pagare in modo non tracciabile: contanti, carte prepagate, pagamenti cumulativi di più fatture o compensazioni con il fornitore rendono la spesa inammissibile anche se il bene è stato acquistato.
  • Comprare da soci o società collegate: nelle imprese giovani capita spesso di rilevare attrezzature da una società del socio. Quella spesa è esclusa, anche a prezzo di mercato.
  • Arrivare senza delibera bancaria: la banca ha tempi suoi e lo sportello è cronologico. Chi chiede la delibera a ottobre rischia di presentare quando i fondi sono finiti.
  • Sottovalutare la scadenza dei 4 mesi: serve avere fatture per almeno metà del finanziamento. Se i fornitori hanno consegne lunghe, la rendicontazione parziale salta e con essa l’agevolazione.
  • Scegliere il GBER senza verificare gli utili: un dividendo distribuito anche una sola volta fa perdere il requisito dell’art. 22. Va controllato sui bilanci prima della domanda.
  • Dimenticare poster e targa: le foto del poster A3 (o della targa per i macchinari) servono in rendicontazione finale. L’inadempienza può costare fino al 3% dell’agevolazione.

Vuoi presentare la domanda al Fondo StartER già dal 12 ottobre?

Isinet Consulting verifica i requisiti dell’impresa, imposta il piano dei costi nei limiti del bando, prepara la documentazione e segue rendicontazione ed erogazione.


Domande frequenti sul Fondo StartER

Il Fondo StartER è a fondo perduto?

No. È un mutuo da restituire per intero: il vantaggio sta nel tasso zero applicato al 75% del capitale (80% per le imprese femminili). La quota restante è a tasso bancario convenzionato con spread massimo del 4,99%.

Una startup appena costituita può fare domanda?

Sì, se è iscritta al Registro Imprese da non più di cinque anni. Può presentare domanda anche prima di avviare l’attività o di aprire la sede in Emilia-Romagna, purché l’unità locale risulti attiva in visura prima dell’erogazione. Per le nuove imprese il merito creditizio viene valutato sul business plan.

Un libero professionista può accedere al Fondo StartER?

Sì, se ha avviato l’attività da non più di cinque anni. La sede del progetto è il domicilio professionale indicato ai fini della partita IVA, certificato dall’Ordine se il professionista è iscritto a un Albo.

Quando apre lo sportello del Fondo StartER 2026?

Il precaricamento è aperto dalle 11:00 del 5 ottobre 2026; l’invio delle domande è possibile dalle 11:00 del 12 ottobre alle 16:00 del 30 novembre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse.

Quali banche sono convenzionate con il Fondo StartER?

Tra le convenzionate ci sono BPER Banca, BNL BNP Paribas, Crédit Agricole Italia, Monte dei Paschi di Siena, La Cassa di Ravenna, Emil Banca e diverse BCC del territorio. L’elenco completo con le condizioni di ciascuna è sul sito del Fondo.

Posso comprare un macchinario usato con il Fondo StartER?

No. I beni usati sono esclusi; l’unica eccezione riguarda l’acquisto di immobili strettamente legati all’attività, accompagnato da perizia di stima.

Il Fondo StartER si può cumulare con altri incentivi?

Sì, se riguardano costi diversi; sugli stessi costi il cumulo è ammesso solo entro l’intensità massima del regime scelto (GBER o de minimis). Se in fattura compaiono riferimenti ad altre agevolazioni, il gestore chiede una dichiarazione che escluda il doppio finanziamento.

Cosa succede se non riesco a spendere tutto il finanziamento?

Le economie di spesa sono ammesse se gli obiettivi del progetto sono raggiunti. Se però la spesa rendicontata scende sotto l’80% decide il Comitato, sotto il 50% scatta la revoca: in quel caso il mutuo prosegue al tasso della quota bancaria, oppure si estingue senza penali.


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Normativa e fonti ufficiali


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